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Alla pace occorrono  razionalità e realismo

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

22 Ottobre 2023 ,

Primo: pensare ai palestinesi, agli ostaggi ebrei, scongiurare l’invasione di Gaza


di Aldo Pirone

Pace. Gaza bombardata
Pace. Gaza bombardata

PACE. Vi sono due modi per commentare gli orrori prodotti dal conflitto Mediorientale fra israeliani e palestinesi: uno è quello di trattarli per rinfocolare la spirale dell’odio reciproco sconfinante nello scontro di civiltà, l’altro è quello di partire dalle descrizioni del medesimo orrore per promuovere la pace e la riproposizione dei due Stati per due popoli basato sul riconoscimento dell’esistenza di Israele in confini sicuri e del riconoscimento israeliano del medesimo diritto dei palestinesi ad avere uno Stato. E dell’accettazione dei paesi arabi e islamici dell’area vicino e mediorientale di questi due diritti.

Sono in molti a opporsi alla prospettiva di pace. Da noi cerca di rinfocolare l’odio il solito Salvini che in cerca spasmodica di voti, soprattutto dei suoi vicini, si butta su tutte le occasioni che gli si offrono per soffiare sul fuoco. Anche contro la prudenza del suo governo di cui è vicepresidente e dell’opinione degli italiani che, stando ai sondaggi, non vogliono che Israele reagisca all’attacco del 7 ottobre con l’attacco ai palestinesi di Gaza.

Qualche giorno fa incontrando Netanyahu in Israele lo stesso Biden ha avvertito lui e gli israeliani a non replicare sotto l’effetto della rabbia come fecero gli Usa subito dopo gli attacchi contro le Torri gemelle di New York nel 2001, cosa che lui stesso approvò da presidente democratico della commissione esteri della Camera.

“Non commettete – ha detto – i nostri stessi errori”, aggiungendo che “la perdita di vite palestinesi conta”. Ma gli errori degli Usa non furono solo quelli di allora – la guerra in Afganistan e l’aggressione all’Iraq -; sono stati anche più recenti: la sponsorizzazione degli accordi di Abramo, i flebili lagni di fronte alla politica colonizzatrice di “Bibi”, lo stesso trasferimento simbolico, e sommamente provocatorio per gli arabi, dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme fatto da Trump ecc..

Oggi la prima cosa cui bisogna pensare sono certamente i palestinesi (apertura non occasionale del corridoio umanitario a Rafah), gli ostaggi ebrei in mano ad Hamas, a scongiurare l’invasione di Gaza ad opera dell’esercito israeliano e l’allargamento del conflitto. Sono cose oltremodo difficili ma collegate tra loro. Mentre l’80% degli israeliani attribuisce a Netanyahu la catastrofe del 7 ottobre e, al tempo stesso, il 60% vuole l’invasione di Gaza e, di contro, le piazze arabe invocano la jihad islamica contro Israele, gli ebrei e l’Occidente americano.

Per dire del solco di odio scavato e che si vorrebbe perpetuare.

Serve un surplus di intelligenza e buona volontà da parte di tutti. E con tutti le sunnominate cose difficili devono essere trattate: con la terrorista Hamas e con i regimi integralisti e retrogradi che ci sono nonostante siano obbrobriosi dal punto di vista degli ideali di libertà e liberazione umana da ogni oppressione e da ogni tirannia. Come ben sanno le donne e i giovani iraniani, i curdi e i beluci.

Quando sento parlare dei valori occidentali mi viene l’orticaria. Lo stesso Biden li usa a sproposito mettendo insieme l’aggressione di Putin all’Ucraina, il conflitto Mediorientale israelo-palestinese e Taiwan.

Di solito l’espressione è usata dalla destra che quei medesimi valori di democrazia, tolleranza, pace e libertà vuole in modo esplicito o contorto affossare e che li ha sempre combattuti ricorrendo perfino al fascismo e al nazismo.

Anche io mi sento completamente dentro ai valori occidentali di democrazia, tolleranza, giustizia e pace che, dopo l’illuminismo, si sono affermati anche grazie al contributo determinante del movimento operaio e del socialismo.

Il cui capostipite fu un ebreo tedesco di nome Karl Marx, come ebraico fu molta parte del gruppo dirigente bolscevico e comunista che diede vita alla Rivoluzione d’Ottobre in Russia.


A Gaza situazione umanitaria ormai catastrofica

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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda


 

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