fbpx

Medioriente. La trappola di Hamas

Gaza ©AgiGaza ©Agi

Per ora a Gaza si registrano circa 6.000 morti. L’Unicef registrava la morte di 2.360 bambini


di Aldo Pirone

Medioriente. Distruzioni a Gaza
Medioriente. Distruzioni a Gaza

MEDIORIENTE. Non è facile in questi giorni far prevalere la razionalità politica nella vicenda del riaccendersi dell’eterno conflitto in Medioriente e fra israeliani e palestinesi.

Tuttavia bisogna sempre provarci.

Quello che va per la maggiore sui media italiani è la spirale dell’odio e della ritorsione nonostante la posizione certo insufficiente del governo ma non proprio oltranzista, fotocopia di quella americana e di una parte dell’Unione europea espressa da Josep Borrell e Charles Michel.

Oggi dell’oltranzismo ne dà un esempio lo smemorato Giuliano Ferrara sul suo “Foglio” eruttando contumelie contro i “filo palestinesi” paragonati a quelli che non stavano “né con le Br nè con lo Stato” ai tempi del terrorismo indigeno, dimenticando di essersi avvolto nella bandiera americana a piazza del Popolo indetta nel 2001 da FI e dal suo giornaletto per condividere l’intervento americano e bugiardo di Bush in Afganistan cui seguì quello ancor più bugiardo e catastrofico in Irak. Proprio quegli “errori dettati dalla rabbia” di cui ha parlato Biden ammonendo Netanyahu e gli israeliani a non rifarli.

Intanto l’intervento vendicativo di Israele su Gaza, mascherato da “diritto alla difesa” continua e ha già iniziato a coprire, per così dire, quelli israeliani del 7 ottobre caduti nell’attacco di Hamas in stile nazista di cui un assemblaggio di documentazione è stato mostrato alla stampa internazionale.

Per ora a Gaza si registrano circa 6.000 morti. l’Unicef registrava l’altro ieri la morte negli ultimi 18 giorni di 2.360 bambini, una media orribile di 400 bambini uccisi o feriti al giorno. Mercoledì alla Camera Giorgia Meloni ha detto che le vittime civili sono tutte eguali dall’una e dall’altra parte.

Coerenza vorrebbe che dopo la sua giusta visita alla Comunità ebraica di Roma per quelle ebree del 7 ottobre sentisse il dovere di recare eguale solidarietà per quelle palestinesi vittime dei raid aerei israeliani alla rappresentanza dell’Anp palestinese a Roma.

Sarebbe anche da consigliare alla premier di non parlare a sproposito di antisemitismo riferendosi agli arabi perché esso è cosa diversa dall’antigiudaismo. Infatti, arabi e israeliani sono ambedue popoli cosiddetti semiti appartenenti a un unica razza: quella umana.

Le dirigenze internazionali più consapevoli e avvedute cercano di convincere gli israeliani ad evitare l’invasione di Gaza perché ciò sarebbe un massacro inevitabile di civili palestinesi e anche di soldati israeliani.

Fra queste non c’è quella europea che ieri a Bruexelles, nella riunione dei 27 governi, ha partorito il topolino dei “corridoi umanitari e pause per necessità umanitarie”, respingendo la richiesta del premier spagnolo Sanchez di un più congruo “cessate il fuoco” e anche quella minore di “pausa umanitaria” votata dall’europarlamento la settimana prima.

L’attacco di Hamas del 7 ottobre, con la sua belluinità e ferocia nazista, non è stato per niente irrazionale. I miliziani islamici volevano provocare la reazione militare emotiva di Israele. Le modalità naziste erano funzionali a quella provocazione.

Medioriente Una mamma a gaza 350-260
Medioriente Una mamma a Gaza

Bisognerebbe non seguirli e fare esattamente il contrario di quello che loro vorrebbero. Come suggeriva domenica scorsa nel suo ottimo articolo su “il manifesto”, Lugi Ferrajoli.

Ma questo richiederebbe appunto un soprassalto di razionalità che per ora è una merce assai scarsa nel paniere occidentale. Per non dire di quello islamico.

Francamente una reazione moderata, rispettosa dei civili palestinesi e del diritto di guerra già non c’è con i raid aerei aerei israeliani e le incursioni limitate dell’esercito, la chiusura di acqua elettricità, gas e carburante a tutta la Striscia di Gaza. Già adesso sarebbe più che necessario un “cessate il fuoco” o, per lo meno, una “pausa umanitaria” delle azioni militari: i raid e le incursioni israeliane e i lanci dei missili di Hamas e Hezbollah da Gaza e da sud del Libano.

Razionalità vorrebbe che si distinguesse fra Hamas e i palestinesi. La cosa è in pratica assai complicata.

Militarmente è assai difficile smantellare i cunicoli jihadisti di Gaza, liberare o farsi restituire gli ostaggi, impedire che i rifornimenti umanitari cadano in mano ad Hamas. Ma allora per non fare il gioco di Hamas e chi le sta dietro la strada militare non va seguita, quella già percorsa dovrebbe bastare a Israele.

Va seguita l’alternativa politica suggerita da Luigi Ferrajoli.

Però gli israeliani, che ce l’hanno giustamente con Netanyhau per la débâcle del 7 ottobre, non l’hanno ancora maturata.

MEDIORIENTE

Guerra Israele-Palestina

Aldo Pirone

Aldo Pirone Link ai suoi articoli

Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda



 

Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

Pagare con una carta

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Privacy Policy Cookie Policy

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda

Privacy Policy Cookie Policy