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Bilancio. Italia vince, italiani perdono

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

28 Ottobre 2023
tangata-tasse 2024 ©thewisemagazinetangata-tasse 2024 ©thewisemagazinetangata-tasse 2024 ©thewisemagazine

La destra post fascista che vuole abbassare le tasse e non mettere le mani nelle tasche degli italiani


di Aldo Pirone

Bilancio, aumenta il costo della vita
Bilancio, aumenta il costo della vita

BILANCIO ’24. Dice l’Istat: “Nel 2022 sono poco più di 2,18 milioni le famiglie in povertà assoluta, per un totale di oltre 5,6 milioni di individui. Il fenomeno mostra una maggiore diffusione rispetto al 2021; l’incidenza a livello familiare risulta, infatti, pari all’8,3% e quella individuale arriva al 9,7% mentre, secondo i dati ricostruiti, nel 2021 i corrispondenti valori si attestavano, rispettivamente, al 7,7% e al 9,1%”. Di questi, aggiunge L’Istituto nazionale di Statistica, “1 milione 269 mila minori (13,4%, rispetto al 9,7% degli individui a livello nazionale)”.

Segue un’analisi dettagliatissima per territorio e altro. A questi poveri è stato tolto il sostegno del Reddito di cittadinanza dal governo Meloni. È facilmente intuibile che ciò ne farà crescere ulteriormente il numero.

Intanto più si va avanti nel conoscere la proposta varata dal Consiglio dei ministri della Legge di Stabilità e Bilancio e più ne vengono a galla le “verità nascoste” e, insieme, le rimostranze di Lega e FI che relegano il testo da loro medesimi approvato con tanta solennità a cosa provvisoria. Al che uno si domanda che cosa diamine  abbiano discusso e concordato in quel Consiglio dei ministri del 16 ottobre.

In quella che la premier Giorgia Meloni si era affrettata a definire compattezza granitica della destra testimoniata dal fatto che i soci non avrebbero fatto emendamenti. Poi vengono fuori i dissensi che saranno mediati non nel dibattito parlamentare, non sia mai, ma in camera caritatis. Se ce la faranno.

Mercoledì scorso è stata la volta dei prodotti mestruali per le donne (assorbenti, tamponi e coppette) e per l’infanzia (latte in polvere, pannolini, preparazioni per l’alimentazione): l’Iva è stata riportata dal 5 al 10%. Per i seggiolini dal 5 al 22%. Meloni giustifica la cosa dicendo che sui costi effettivi di quei prodotti la diminuzione dell’Iva non ha avuto effetti apprezzabili. Che è come dire a un malato con la febbre alta ti tolgo l’aspirina perché non è efficace ma mi guardo bene dal darti la tachipirina.

Come aiuto alle donne e alla natalità non c’è male.

Poi si riconfermano i 20 miliardi di incasso dalle privatizzazioni. In altre parole il trasferimento di beni e asset pubblici, cioè di tutti noi italiani, ai privati. Cose già viste e che una volta venivano presentate come propedeutiche alle liberalizzazioni per favorire la concorrenza e i consumatori.

Poi abbiamo visto come sono andate, soprattutto con la vicenda delle Autostrade. Hanno solo impinguato le casse di lorsignori contribuendo ad aumentare le diseguaglianze. Oggi, caduto il velo liberal liberista, Giorgetti dice che si fanno solo per fare cassa mentre si danno soldi a Salvini, ben 11 miliardi, per il Ponte di Messina e si tolgono ai poveri, alle donne, ai bambini.

Inoltre il Decreto legge sulla delega fiscale approvato contemporaneamente alla proposta della Legge di Bilancio nel Consiglio dei Ministri del 16 ottobre riduce le agevolazioni per il codiddetto “ritorno dei cervelli”, soprattutto giovani, andati all’estero per trovare lavoro o per essere meglio retribuiti.

Come se non bastasse il governatore di destra del Lazio Rocca ha deciso di togliere il fondo istituito da Zingaretti che consentiva di abbassare le tasse ai cittadini fra i 15.000 e i 35.000 euro di reddito e un bonus di 300 euro per il caro bollette per i redditi da 35.000 a 40.000 euro. Riportando dall’ 1 gennaio del 2024 l’Irpef regionale dall’ 1,73 al 3,33%. Ciò significherà un aumento fino a 320 euro a contribuente.

E poi la destra post fascista dice di voler abbassare le tasse e di non mettere le mani nelle tasche degli italiani.

E il calvario degli “italiani perdenti”  nell’ “Italia vincente” della Meloni non finisce qui.

BILANCIO ’24

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Aldo Pirone

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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda


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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda

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