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Antisemitismo NO. Combatterlo in ogni dove

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

4 Novembre 2023
Antisemitismo NO. E' deleterio anche per la causa palestineseAntisemitismo NO. E' deleterio anche per la causa palestineseAntisemitismo NO. E' deleterio anche per la causa palestinese

Non farlo o farlo solo di sfuggita e a mezza bocca è cosa orribile in sé


di Aldo Pirone

Antisemitismo NO. Cimitero ebraico ©ilbolive.unipd.it
Antisemitismo NO. Cimitero ebraico ©ilbolive.unipd.it

ANTISEMITISMO NO. Tacciare agli arabi, che sono semiti anche loro, di antisemitismo è una grossolonità dettata dall’ignoranza che va per la maggiore. Basterebbe leggere quel che dice l’enciclopedia Treccani in proposito. Altra questione è l’antigiudaismo e altra ancora è l’antisionismo. Ma non intendo fare una disamina storica né, tanto meno, filosofica di questi termini. Sarebbe troppo lunga.

L’antisemitismo contro gli ebrei è innegabilmente in crescita nel mondo. Non è disgiunto da quel che Israele sta combinando a Gaza.

La politica nazionalista di Netanyahu negatrice dei diritti dei palestinesi mette in pericolo anche gli ebrei abitanti fuori di Israele. Ma la comprensione politica del fenomeno che ha radici molteplici e antiche non va confusa con il giustificazionismo.

L’antisemitismo va combattuto dalla sinistra e dai progressisti in ogni modo e sotto qualunque forma si manifesti. Da quello all’aeroporto di Machačkala in Daghestan alla stella ebraica stampata notte tempo su alcuni negozi e palazzi a Parigi, dall’imbrattamento particolarmente odioso delle pietre d’inciampo a Roma che ricordano gli ebrei deportati dai nazisti nei campi di sterminio alle svastiche sul cimitero ebraico di Vienna.

Non farlo o farlo solo di sfuggita e a mezza bocca è cosa orribile in sé e quanto mai deleteria per la causa palestinese. Accostare la bandiera israeliana con la stella di David a quella uncinata dei nazisti e unirle con il segno = o strapparla dal pennone della Fao è da dementi sul piano storico e politico e da utili idioti contro la causa palestinese, come è avvenuto a Roma, seppur marginalmente, nelle giuste manifestazioni pro Palestina e contro l’intervento israeliano a Gaza.

Così come identificare Hamas con il popolo palestinese è politicamente sbagliato altrettanto sbagliato e abominevole è l’ambasciatore israeliano all’Onu Erdan che mette sul petto la stella di David prendendo a pretesto chi non ha preso posizione contro l’attacco nazista di Hamas del 7 ottobre, per dire, in sostanza, che chiunque critichi Israele e la sua politica nei confronti dei palestinesi – portata al diapason xenofobo e fascistico da Netanyahu – è antisemita.

Non a caso prontamente rimbeccato anche dal direttore Dani Dayan dello Yad Vashem che gli ha risposto: “Ci ha rattristato vedere i membri della delegazione israeliana all’Onu con la `Stella gialla´. Questo gesto rappresenta un oltraggio sia alle vittime della Shoah sia per lo Stato di Israele”.

Erdan ha voluto schiacciare anche chi ha condannato senza se e senza ma l’azione nazistica di Hamas su chi non l’ha fatto o magari chi l’aveva fatto ma richiamato anche il contesto di quella tragedia fra israeliani e palestinesi come il segretario generale delle NU Guterres. Contro cui Erdan era insorto chiedendone perfino le dimissioni. Ma lui, probabilmente, segue le indicazioni politiche dimostratesi fallimentari che gli dà Netanyahu.

La sinistra e i progressisti in Occidente devono stabilire un’alleanza stabile con tutti quegli ebrei interni a Israele o abitanti nei paesi ad esso esterni che non condividono la politica nazionalista di Netanyahu e non solo di lui, per fare insieme la battaglia immediata per il “cessate il fuoco” o anche solo per una “pausa umanitaria”, per la liberazione degli ostaggi, per l’apertura concreta di una trattativa fra tutti gli attori del conflitto (israeliani, palestinesi, Stati arabi e islamici, Usa, Cina, Russia, Ue, Onu) per la nascita dello Stato palestinese e il riconoscimento dell’esistenza di Israele. Che è già uno Stato ben armato (ha l’arma atomica) e protetto nonché occupatore di terre palestinesi mettendo fine anche alla caccia al palestinese dei coloni israeliani in Cisgiordania che è altrettanto orribile dell’antisemitismo.

La crescita dell’antisemitismo nel mondo si combatte anche così. Con la politica.

Antisemitismo. Combatterlo in ogni dove


Antisemitismo cresce

Aldo Pirone

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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda


 

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