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Aree Verdi. Proposta di regolamentazione

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16 Novembre 2023
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di Ceccano 2030

Aree Verdi. Proposta di regolamentazione
Aree Verdi. Proposta di regolamentazione

La nuova idea di città che, come Ceccano 2030 intendiamo promuovere, è quella di una città a misura di cittadino, fatta di aree verdi attrezzate, costruite e predisposte nell’interesse della collettività.  

Una città che, in sostanza, si compone di spazi idonei a favorire quella idea di comunità partecipata e partecipativa che tanto desideriamo promuovere e costruire. 

Alla base di questa nostra visione vi è senz’altro l’attenzione verso una delle tematiche più controverse dell’età moderna, che è quella della gestione e conservazione dei beni comuni, ovvero di tutti quei beni che, per caratteristiche e destinazione d’uso, compongono un patrimonio collettivo dell’umanità intera, in quanto indispensabili tanto alla sopravvivenza umana, quanto al raggiungimento di uno stato di benessere e di ricchezza reale della società.

Nel parlare dei beni comuni non possiamo di certo sorvolare su quelle che sono le problematiche moderne che attanagliano tali risorse, con conseguenze negative che si ripercuotono anche su di noi che siamo, o meglio dovremmo essere, i principali ed unici fruitori dei beni comuni.

Indubbiamente tra le principali cause che concorrono nel danneggiare tali beni vi è senza dubbio la privatizzazione, ovvero l’esistenza di un sistema che, in nome e tutela del dominio di pochi, promuove la mercificazione di tali risorse, declassandole di fatto a mera merce di scambio ceduta sul mercato dietro pagamento di tariffe imposte dal gestore privato.

Ma, allo stesso tempo, a ledere i beni comuni nella loro essenza e natura più profonda vi è anche l’assenza di un sistema normativo idoneo a promuovere la tutela e la conservazione di risorse tanto vitali all’essere umano.

Ed infatti il nostro ordinamento giuridico è rimasto vincolato ad una visione dualista di proprietà che considera i beni o di proprietà dello stato o di proprietà di un privato, escludendo implicitamente l’ipotesi dell’esistenza di un terzo modello di proprietà alternativo alla proprietà pubblica e privata, che è quello della proprietà comune.

In tal senso si è mossa nel 2007 la Commissione Rodotà, a cui fu affidato il nobile incarico di elaborare uno schema di legge delega per apportare le necessarie modifiche all’ormai obsoleto codice civile, attraverso la promozione di un nuovo contesto giuridico dei beni che fosse più attuale e moderno, capace al tempo stesso di definire criteri generali e direttive sulla gestione e conservazione nel medio e lungo periodo di beni funzionali per la collettività.

Dinanzi a questo scenario, tanto critico quanto complesso, non resta che farci una domanda: se il problema dei beni comuni risiede tanto nella proprietà privata quanto nell’assenza di parametri normativi adeguati, come possiamo noi adoperarci per costruire un sistema di gestione delle risorse comuni adeguato all’importanza di tali beni?

Come possiamo procedere per assicurare alla cittadinanza la conservazione e fruibilità di tutti quei beni, come le aree verdi, da cui tanto dipende lo sviluppo della vita collettiva e comunitaria?

Noi di Ceccano 2030 abbiamo provato a dare la giusta risposta a questo problema, manifestando sin da ora la volontà e l’impegno a proporre la stesura e approvazione di un regolamento comunale per l’adozione di aree pubbliche e la donazione di elementi di arredo urbano.

Un regolamento, quello di cui vogliamo farci promotori, già adottato in altri comuni virtuosi, che ha come obiettivo quello di normare un sistema in cui le aree verdi comunali vengano restituite alla collettività attraverso un sistema che consente, a seguito alla pubblica di un bando comunale,  l’adozione di questi spazi da parte di soggetti quali organizzazioni di volontariato, cittadini costituiti in forme associative , nonché istituzioni scolastiche pubbliche e private, parrocchie, enti religiosi e imprese i quali, nel rispetto delle indicazioni dell’amministrazione comunali, avranno il dovere di gestire le aree interessate, conservandole con diligenza, mantenendone la destinazione d’uso e assicurandone la disponibilità negli interessi della cittadinanza. 

Quello a cui aspiriamo è la costruzione di un’alternativa all’attuale amministrazione, distante tanto da quest’ultima quanto da chi vorrebbe amministrare anche a costo di stringere alleanze con la destra e, con riferimento alle aree verdi, intendiamo agire  con lo scopo specifico di :

  1. Incentivare e favorire la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini nella gestione e valorizzazione degli spazi comuni;
  2. Stimolare il senso di appartenenza comunitaria e la sensibilizzazione della cittadinanza per tutelare, salvaguardare e mantenere le risorse collettive;
  3. Sopperire all’incuria dell’attuale amministrazione, abbandonando la politica degli interventi di manutenzione delle aree comuni sporadici e occasionali, per agire attraverso la progettazione di un sistema durevole in grado di assicurare il mantenimento del buono stato delle aree verdi;
  4. Promuovere in modo proficuo l’attività sinergica tra amministrazione e cittadini, anche organizzati in forme associative, favorendo la partecipazione di questi ultimi nei processi decisionali nell’interesse della cura e del mantenimento degli spazi comuni.

Ovviamente, alla base del nostro progetto, vi è la solida consapevolezza che una città virtuosa si costruisce soprattutto con l’ausilio della cittadinanza, con la collaborazione tra cittadini ed ente comunale, con il dialogo continuo e costante tra chi amministra a chi è amministrato.

Noi di Ceccano 2030 siamo pronti a vincere questa sfida; siamo pronti a gettare le fondamenta di una nuova politica fatta di idee e progetti risolutivi; una politica che, soprattutto, intende ripartire dal basso rendendo i cittadini stessi parte integrante e attiva della vita amministrativa di Ceccano.

Ceccano, 14.11.2023


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