“Laudate Deum”: Cura della nostra casa comune

Encicliche. Papa Francesco Fratelli tuttiEncicliche. Papa Francesco Fratelli tutti

di Cesare Colafranceschi

Laudate Deum. Papa Francesco al Tg 1
Laudate Deum. Papa Francesco al Tg 1

LAUDATE DEUM. La necessità, per papa Francesco, da lui stesso richiamata, di tornare su contenuti della Laudato si, Enciclica  del 2015, presenti già alcuni, nell’altra:  Fratelli tutti del 2002 , emergenti altri negli strumenti di lavoro e dal Documento finale del recentissimo Sinodo per l’ Amazzonia, è determinata non solamente da un piano pastorale del Pontefice da tempo delineato ma soprattutto dall’impellenza che la verità va colta nella sua storicità (cfr Fratelli Tutti).

E di verità della nostra età Papa Bergoglio, proveniente “dalla fine del mondo” (geografico) ne  individua tante particolari e su di esse argomenta nei documenti ricordati soprattutto, e nella Laudate Deum, a partire da una visione cristiana della realtà, ma problematizzando questa stessa in relazione e confronto con contenuti  particolari: storici, economici,  culturali, religiosi utilizzandone relativi specifici linguaggi.

L’indirizzo dell’Esortazione Apostolica: “A tutte le persone di buona volontà Sulla crisi Climatica” si rivela un invito, a mente lucidissima e cuore aperto, a farsi carico della più pericolosa malattia di cui l’umanità  oggi soffre: la progressiva, veloce scomparsa delle condizioni di vita dell’uomo, di tutto ciò che ha costruito e di tutte le potenzialità di miglioramento  della sua convivenza.

Nel solco delle Lettere: Laudato si e Fratelli tutti papa Francesco specifica e approfondisce tematiche cruciali consacrando il metodo del confronto ed utilizzo delle ricerche di diverse discipline in modo particolare delle scienze sperimentali.

Ne scegliamo alcune anche tenendo conto del fatto che su molti di esse (già presenti nelle Lettere citate) in questi ultimi anni papa Bergoglio ha ricevuto critiche illuminate da tutto il mondo e critiche a volte “feroci” da esponenti della cultura e politica occidentali ( …ateo,  panteista…)   e  da laici e clero dall’interno della stessa chiesa cattolica (… massone, comunista…) La posta in gioco religiosa, politica  culturale, etica è di assoluto rilievo: il bene comune, la proprietà privata, nuovi liberalismi, populismi, la globalizzazione economica, il problema ecologico, l’ecumenismo religioso e una terza guerra mondiale a pezzi.   

Scegliamo alcuni punti  dell’Esortazione apostolica che possano comunque darne  una visione seppur settoriale per necessità.

Laudate Deum. e Laudato SI enciclica Papa Francesco
Laudate Deum. e Laudato SI Papa Francesco

“Cura della nostra casa comune”; di un mondo che si sta avvicinando ad un punto di rottura dovuto soprattutto al cambiamento climatico provocato, nei suoi vari contenuti agli effetti di una globalizzazione che pur portando ricchezza non ha favorito lo sviluppo globale,  ma ha penalizzato vaste porzioni di mondo soprattutto le regioni più povere.  Frutto di un capitalismo che Bergoglio stesso definisce altrove selvaggio, raccogliendo gli esiti di consapevolezze comuni, ma che alcuni non temono di definire “cannibale”.

“Cura…” assume allora in pieno il suo carattere politico che realizza un ethos sociale che della politica fa comunque parte.  I contenuti della ”cura”  sublimano, sono  complementari a quella interpretazione del passo biblico, lunga millenni, della Genesi che narra che,  posto  l’uomo da Dio nell’Eden, lo chiama a dominare la natura sancendo la sua superiorità sulla stessa; ma rivista, da papa Bergoglo e non solo e superata.

In Bergoglio si evidenzia chiaro il concetto della condivisione della naturalità tra tutti i viventi, la sua cura come compito politico ed etico. Il riscaldamento globale. E’ rilevato in maniera inequivocabile, per Bergoglio, dalle scienze sperimentali,  è colto da lui stesso nella sua specificità, come esito di un nuovo metodo di collaborazione ed anche visione di insieme delle scienze appunto e della ricerca  teologica che da esse non può prescindere.

Il Capitalismo di cui si diceva, è indicato nella Esortazione non come una causa  accidentale ma strutturale della crisi ecologica. E’ pur vero che alcun sistemi socialisti fanno altrettanto in competizione ed emulazione con i capitalismi. Il problema tocca tutti ma in modo particolare i poveri del mondo nelle realistiche e crudeli, spesso, condizioni di indigenza. Francesco usa in questi rilievi il linguaggio della teologia, definendo questa condizione come peccato strutturale.

Bergoglio si è formato non solo nelle Facoltà di teologia occidentali ma ai contenuti  ed esperienze delle Conferenze  episcopali latine americane in modo particolare  quelle di Medellin, Puebla e Aparecida nella quale ha avuto un ruolo di rilievo, mentre spesso  contemporaneamente ad esse si sviluppava ed agiva, negli stessi ambienti, la Teologia della Liberazione  che elaborava e praticava una teologia radicale alla quale Francesco ha guardato  pur senza farne parte.

In quelle Conferenze era sancita l’opzione per e l’opzione preferenziale per i poveri, ”gli esclusi, gli scartati , le eccedenze”. Non inutile ricordare qui la conoscenza diretta di queste situazioni da parte di Bergoglio  che ha sviluppato e vissuto una “teologia del popolo” come sua teologia politica definendolo e riconoscendolo come soggetto sociale e politico superando così la dottrina sociale stessa della chiesa basata sull’interclassismo.  

Su questa posizione tadizionale sono rimati i pontefici predecessori di Francesco : Papa Giovanni XXIII, Papa  Paolo VI, Papa Giovanni Paolo II papa Benedetto XVI..

Necessaria allora nella proposta di Bergoglio una conversione strutturale religiosa, etica, politica consapevoli tutti che nell’ambiente della vita umana tutto  comune “nessuno si salva da solo”.

Vigorosa la critica politica prima ed etica di Bergoglio alle grandi potenze economiche: “massimo profitto al minor costo nel minor tempo possibile”, e forte critica a chi manca volutamente della conoscenza della gravità del problema con prese di posizioni tradizionalmente forzate anche all’interno della chiesa cattolica stessa. L’invito alla conversione privata non basta. Le soluzioni più efficaci vengono, per Francesco non solo dagli sforzi individuali ma soprattutto dalle grandi decisioni della politica nazionale e internazionale. Queste politiche oggi sono purtroppo insufficienti o fallimentari.

E’ il Paradigma tecnocratico che deve essere superato: l’idea illuministica, filosofica soprattutto e quindi economica di un  progresso all’infinito; idea di una realtà non umana  come esclusiva risorsa a sevizio dell’uomo.

Chiude l’Esortazione  l’espressione della consapevolezza che l’essere umano è parte della natura. E’ con il linguaggio teologico che Francesco  vuole  esprimere che anche la spiritualità dell’uomo sa cogliere in forma privilegiata : “ciò che esiste è un dono da apprezzare valorizzare e curare”.

Un’ultima nota: il linguaggio dell’ Esortazione. Qualche commentatore ha affermato che  negli scritti di Bergoglio citati sia presente una liquidità contenutistica e stilistica. Non credo. Il dire di Bergoglio risponde all’ evangelico si si no no, spesso nello stile profetico su questioni cruciali del nostro tempo. Riferendomi anche alle ultime esortazioni di Francesco  circa lo studio della teologia , di non molti giorni fa; si soffermava  sulla necessità organizzare una la teologia attenta a tutte le forme di conoscenza  che l’uomo sviluppa specialmente nella varietà dei linguaggi  dei nostri giorni e meno alla sua teorizzazione-sistematizzazione dottrinaria; più toccata dal reale, dal vissuto.

Il Credo dei fedeli cristiani è il loro riferimento esistenziale, come persone facenti parte della comunità chiesa.  Emerge  dai contenuti e dal linguaggio di Francesco l’attenzione a tutto ciò che l’umano produce oggi nelle sue varie forme, e al come lo vive. Se l’uomo è in cammino,  bene, amore giustizia, solidarietà vanno costruite insieme giorno per giorno.”Debolismo”? “Multilateralismo.“


Laudate Deum – integrale

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