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Governare il lavoro che cambia

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di Donato Galeone*

Governare il lavoro che cambia. Sbarra - Segretario della Cisl
Governare il lavoro che cambia. Sbarra – Segretario della Cisl

GOVERNARE LAVORO. Concluse il primo dicembre le manifestazioni sindacali regionali della CGIL e UIL nelle piazze di Napoli e Bari, seguita dalla manifestazione nazionale dei delegati CISL il 25 novembre in piazza Santi Apostoli di Roma, intermezzato da un incontro sulla Manovra di Bilancio 2024, concordato per martedì 28 novembre, a Palazzo Chigi tra il Presidente Meloni e Ministri del Governo  – durato oltre tre ore – la premier  ribadisce che “si è fatto il massimo  possibile e più di così  non si poteva fare” sia per finanziare e confermare, per il 2024, il taglio  contributivo alle busta paga che per finanziare i contratti per il pubblico impiego, oltre, alle misure di sostegno della famiglia.

Il Segretario della CGIL Landini pur rilevando l’importanza dell’ascolto e del confronto osserva e rileva che il “governo non ha cambiato nulla della Manovra di Bilancio” mentre il Segretario della UIL Bombardieri sottolinea che il “Governo conferma la sua insensibilità alla richieste delle piazze di queste settimane”.

 Il Segretario della CISL Sbarra dice che l’iniziativa del Governo di riconvocare a Palazzo Chigi CGIL, CISL, UIL è stato – certamente – “il segno di rispetto dopo le mobilitazioni e manifestazioni delle piazze” e definisce “l’incontro molto importante sia nel merito che sul metodo”.

Ma il tema centrale dell’incontro non poteva non essere quello sulle “Pensioni” – essenzialmente –   la norma contenuta nella legge di bilancio che “taglia le aliquote di rendimento” delle pensioni tra le diverse categorie di dipendenti pubblici quali i medici, infermieri, dipendenti di enti locali, maestri d’asilo e ufficiali giudiziari.

Come altro tema – al vertice tra Governo e Sindacati – è quello relativo alla “revisione delle Misure PNRR approvata dalla Commissione Europea” congiunta agli effetti programmati sullo sviluppo e la occupazione, da verificare e accelerare con la estensione della “Zona Economica Speciale Unica per il Mezzogiorno”.

Governare il lavoro che cambia. Cisl bandiera
Governare il lavoro che cambia. Cisl bandiera

Metodo e Merito” – anche a mio avviso – che per un sindacato di lavoratori sono la A, la B e la C ovvero i “contenuti” entrocui si costruisce, si modella e si pratica ogni proposta e azione sindacale da condividere sempre  – sostenuta dai lavoratori – anche con lo “sciopero”  così come ha voluto sottolineare, più volte, Sbarra che “ la parola –  sciopero – non è stata mai cancellata dal dizionario CISL” ma bisogna stare molto attenti  – ha ribadito –  di non svilirlo, di non farlo diventare un rito fine a se stesso e se ripetuto in maniera a volta anche compulsivo, alla lunga, logora la rappresentanza sociale e dà spazio ai populismi.

Da riflettere, infatti, molto responsabilmente – per quanto può valere il recentissimo sondaggio di Emg/Adnkronos del 28-30 novembre 2023 – sul pensiero degli italiani relativo alla utilità degli scioperi” che dà risposte con queste percentuali: il 39% ritiene che lo sciopero CGIL – UIL è più una iniziativa politica; il 38%   che si tratta di una forma di lotta utile e il 23% non risponde sulla utilità di questa importante e costituzionale forma di azione sindacale.

Va rilevato che già il 25 novembre in piazza Santi Apostoli, Sbarra Segretario CISL, intervistato anche sul “valore dello sciopero” – ha ripetuto – che “nessuno deve metterlo in discussione, quale esercizio di un diritto costituzionale” ma neppure si deve osare indebolirlo, anzi, “alzeremmo veramente barricate e contrasteremmo ogni ipotesi di questo tipo”  e, sottolinea Sbarra, che  con CGIL e UIL –  pur avendo preso strade diverse anche in passa – si “continua a elaborare piattaforme unitarie” su temi della previdenza, sulla salute e sicurezza, su politiche fiscali e sul come gestire le misure  del  PNRR, oltre, alla mobilitazione di tante categorie che lottano, insieme, nei luoghi di lavoro e territori.

E “noi CISL – ha continuato Sbarra in un momento politico particolare che l’Italia sta vivendo anche sul piano economico e sociale, tra luci e ombre, rilevate nella legge bilancio del Governo Meloni” abbiamo scelto di “partecipare per crescere” e con i nostri delegati provenienti da tutta Italia “abbiamo ribadito e ribadiamo al Parlamento e al Governo” che la “manovra economica di Bilancio 2024 va migliorata” – ragionando meglio sulle modifiche da apportare – esemplificando peraltro – con l’investire di più nel sistema sanitario pubblico e nella scuola, considerando e sottolineando, che la CISL ha avuto ed ha, anche, nel XXIII secolo   un “triplice compito politico e pratico essenziale primario” di un sindacato democratico di lavoratori che è : il “proporre”, il “dialogare e il “contrattare” valutando, poi, ogni risultato ottenuto anche parziale pur con un soddisfo graduale ma inclusivo generalizzato delle  persone, tanto nella partecipazione nei luoghi di lavoro, che nei diritti sociali di una società democratica, locale e globale, in rapido cambiamento.

Governare il lavoro che cambia.
Governare il lavoro che cambia.

La mia personale esperienza sindacale vissuta nella quasi metà del secolo scorso e quanto da me rilevato, scritto e pubblicato sull’ultimo decennio 2010 compresi i due anni dopo pandemia e su questo “ultimo novembre caldissimo” tra scioperi, commenti stampa e comunicazioni lette e ascoltate, oltre alle affermazioni nelle manifestazioni CGIL e Uil congiunte e CISL disgiunta hanno destato in me – ultranovantenne in pensione e iscritto CISL – una “sofferta quanto più impegnativa riflessione”.

E a fine giugno ultimo ho osservato come e quanto  la “elevata  inflazione stava erodendo il “potere di acquisto dei lavoratori e dei pensionati con i loro salari bassi che con i loro assegni di pensione bloccati e tagliati”: consideravo e considero, non solo io,  che la inflazione e la “frantumazione del lavoro in transizione dei  cambiamenti”  non può non fare “ prevalere l’individualismo” e anche il Sindacato dei lavoratori che è “struttura politica autonoma  associata intermedia di solidarietà con suo specifico ruolo” potrebbe diventare nullo.

Ed ecco, oggi, il vero quesito o questione epocale nella quale – ritengo utile quanto attualissimo che i Sindacati categoriali o settoriali dei lavoratori  riconoscendosi  nelle tre organizzazioni confederali della CGIL, CISL, UIL –  quali lavoratori attivi e pensionati – non possono non ricostruire la “propria nuova e autonoma identità rappresentativa contrattuale sindacale” nel nuovo mondo del lavoro frammentato anche se in crescita occupazionale graduale ma, spesso, regolato da “tempi brevi di lavoro a bassi salari  che contribuiscono a renderlo precario”.

Ed è quindi possibile,  come manifestato dalle piazze,  che con il nuovo anno 2024 – riprendendo gli incontri con il Governo e proseguendo i confronti nel merito degli impegni assunti al “tavolo grande di Palazzo Chigi e ai tavoli meno grandi ministeriali” sui temi “centralità lavoro” – si possa superare, mediante interventi di formazione mirata attiva  nuova adeguata e non solo nei dati ISTAT, il soddisfo anche parziale e graduale programmato tra domanda e offerta qualificata lavorativa di giovani e donne che attendono, da anni, un vero e non precario “lavoro che cambia contrattato e partecipato”.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Segretario Regionale CISL Lazio

Roma, 4 dicembre 2023


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