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Omaggio a una grande combattente – 2

Fiorenza Taricone

ByFiorenza Taricone

11 Dicembre 2023
Marisa Rodano e Nilde IottiMarisa Rodano e Nilde IottiMarisa Rodano e Nilde Iotti

di Fiorenza Taricone

Omaggio a Maria Rodano. Fiorenza Taricone
Omaggio a Maria Rodano. Fiorenza Taricone

OMAGGIO. Magnifico Rettore, Direttore, Autorità Accademiche, Colleghi e Colleghe, Signore e Signori, Studenti e Studentesse, esponenti di associazioni femminili qui presenti. sono molto onorata dell’incarico di presentare la Laudatio dell’On. Marisa Cinciari Rodano, in qualità di Coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, dando inizio a quel viaggio burocratico-istituzionale che ci ha condotti qui stamane; ma anche personalmente felice di poter pronunciare nei suoi riguardi parole autentiche di stima e riconoscenza, che hanno assai poco di retorico e molto di genuino. Il suo cursus honorum come si dice, rimanda nell’immaginario a una cornucopia: molti i frutti che fuoriescono, altrettanti quelli ancora celati all’interno, anche perché gli ambiti da lei prediletti e i territori abitati sono stati soggetto recente di analisi storica da parte degli studi di genere e sfuggono ancora ad una visione complessiva. 

Possiamo, anzi dobbiamo ricordare che fu tra le fondatrici nel ‘44 dell’Unione Donne Italiane, l’associazione nata nell’immediato dopoguerra, con pregiudiziale antifascista, che riuniva principalmente le donne comuniste, socialiste e repubblicane, ma che ambiva a rappresentare i bisogni delle donne nuove in un’Italia nuova; è stata Consigliera comunale a Roma per più di dieci anni, dal ‘46 al ‘56, Deputata alla Camera dal ‘48 al fatidico ‘68, Senatrice fino al 1972, Consigliera provinciale dal 1972 al 1979, Parlamentare europea, Componente della Commissione nazionale parità, tra le fondatrici del Caucus e animatrice negli ultimi anni di una Rete per la Democrazia paritaria; tutto ciò però  dice molto di più se a questo si accoppiano i valori con i quali gl’incarichi sono stati accettati e interpretati. È questa sinfonia d’ideali, valori e cultura, del politico, del sociale, del privato, cui vorremmo oggi rendere omaggio, seconda donna cui l’Università rende omaggio dopo Simone Weil.  

Forse Marisa Cinciari Rodano ricorderà la lezione di storia e di vita che ci diede quando, esattamente il 6 marzo di dieci anni, fu ospite all’Università di Cassino, per un seminario sulle pari opportunità. Il titolo del Seminario, lo stesso del volume pubblicato a un anno di distanza, recitava Generazioni diverse: mutamenti a confronto, perché era molto chiaro fin da allora, che lei rappresentava per ragazzi e ragazze un personaggio-cerniera, una cerniera fra generazioni diverse, Italie diverse, fra tradizione e modernità, fra culture arcaicamente misogine e modernità della condizione femminile, fra perennità, se mi lasciate passare il termine e distorsione di alcuni valori fondanti la comunità politica.

Allora, come sempre, non era difficile entrare in contatto con Lei e chiederle di partecipare: nessun filtro, nessuna schiera di portaborse, nessun tempo interminabile prima di avere una risposta, senza essere richiamati. Era sufficiente un telefono, una mail, una disponibilità non tarata sul criterio dell’illustre e sul clamore di ritorno dei media. Il tema di cui parlò, anticipava largamente uno dei nodi degli anni a venire: La politica come valore. In quell’occasione diceva, e la cito: Per la mia generazione e anche per altre successive alla mia, diciamo fino agli anni ‘70, la politica era intesa come mezzo nobile per operare al fine di costruire la libertà e un assetto sociale giusto e ordinato, sciogliere le contraddizioni, combattere le disparità …  ho cominciato molto presto a entrare nella sfera pubblica, a 17 anni, in seconda liceo.

Va detto subito che le ragazze della mia generazione quindi anche io, non abbiamo scelto l’impegno politico: non pensavo che la politica sarebbe stata la scelta della mia vita, avevo allora altre aspirazioni, avrei voluto dipingere, sognavo di fare l’esploratore, aspiravo ad essere uno scienziato … la mia generazione non ha scelto la politica, è stata scelta dalla politica, chiamata, mobilitata dalla storia.

C’era il fascismo, nel ‘38 vennero emanate le leggi razziali, vedemmo i nostri compagni di scuola e anche insegnanti costretti ad abbandonare il nostro liceo statale, perché non appartenenti alla razza ariana, ne restammo prima stupite, poi angosciate e sconcertate. L’avvicinarsi della guerra rafforzò in noi la convinzione che ci si doveva battere contro uno stato di cose che ci avrebbe portato al disastro. Contava anche l’essere donna: noi ci sentivamo eguali ai nostri compagni di scuola, ma in famiglia non era così, alle ragazze era concessa minor libertà, si predicava loro un avvenire domestico … noi non volevamo vivere come le nostre madri, spesso frustrate e infelici.

Se i nostri compagni s’impegnavano nella lotta antifascista perché non avremmo potuto farlo anche noi? La spinta originaria, a ben vedere, era la voglia di esserci, di affermare nei fatti la nostra eguaglianza coi maschi. Oggi si direbbe forse che volessimo omologarci, ma allora l’eguaglianza ci appariva come un valore irrinunciabile. Entrai così in un gruppo clandestino al Liceo, poi all’università ci fu l’incontro con altri giovani, già impegnati con docenti prestigiosi, dopo tre mesi avevo abbandonato la facoltà di Scienze biologiche, troppo impegnativa per le esigenze della cospirazione antifascista, e mi ero iscritta a Lettere. Nel ‘43 fui arrestata dalla polizia fascista assieme ad altre quattro ragazze.


Marisa Cinciari Rodano

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Fiorenza Taricone

ByFiorenza Taricone

Fiorenza Taricone. Docente universitaria di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Presidente per le Pari Opportunità, Presidente CUDARI (Centri Universitari Diversamente Abili Ricerca e Innovazione), Presidente del CUG (Comitrato Unico di Garanzia). Ha ricoperto incarichi nella Commissione Nazionale Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, in questa veste ha curato le iniziative delle Donne per il 70° della Repubblica italiana e della Costituzione. E' Consigliera di Parità per la Provincia di Frosinone. Intenso impegno e iniziative significative hanno caratterizzato l'attività di Fiorenza Taricone in modo particolare nel 2016 a 70 anni dalla nascita della Repubblica italiana. Proprio questa ricorrenza è stata l'occasione per richiamare all'attenzione sul ruolo delle donne in quella stagione di grandi cambiamenti e il significato della Costituzione. La Taricone non ha lasciato spazio a incerte interpretazioni del contributo determinante e di valore dato dalle donne in tutti i campi della vita sociale e culturale in Europa e in altre parti del mondo, come dimostra nelle sue numerose pubblicazioni. Ha fatto riemergere dall'oblio donne combattive, determinate, colte, che hanno reso grandi servigi alla loro terra di origine. Se ha riscritto la storia, ampliandola, del protagonismo delle donne, altrettanto ha denunciato la violenza subita dalle donne. Una denuncia che va oltre la semplice testimonianza e si trasforma in una battaglia culturale e rivendicativa per strutture pubbliche a sostegno di donne colpite dalla malvagità dell'uomo e di ferma condanna senza equivoci di sorta.Sembrerebbe, leggendo i suoi libri e le sue pubblicazioni, ascoltandola in pubblici confronti, che nella sua missione culturale si sommano una valorizzazione e una protezione delle donne. Significativo il suo ruolo di femminista in Europa esaltato di recente, nel 2018, quando ha presentarto in francese il suo libro "Romain Rolland, pacifista libertario e pensatore globale". Un'opera di notevole significato storico culturale nel panorama della pubblicistica di storia contemporanea. E' la prima opera biografica di un personaggio di notevole spessore culturale, pubblicata in Italia, dove Rolland è praticamente sconosciuto. Si colma con l'opera della Taricone una lacuna storica e letteraria che consente di ampliare un orizzonte di conoscenze su i protagonisti del XX secolo per un Europa unita e per una pace universale.

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