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Omaggio a una grande combattente – 5

Marisa-Rodano e MattarellaMarisa-Rodano e MattarellaMarisa-Rodano e Mattarella

di Fiorenza Taricone

Omaggio a Maria Lisa Cinciari Rodano. Festegga i suoi 100 anni a gennaio del 2021
Omaggio a Maria Lisa Cinciari Rodano. Festegga i suoi 100 anni a gennaio del 2021

OMAGGIO. Un territorio questo, che Marisa Rodano ha conosciuto anche attraverso gli scioperi a rovescio dei braccianti e disoccupati laziali dei Monti Lepini nel biennio ‘50-’51; lo sciopero a rovescio, ricordo per le generazioni più verdi, che era una forma di lotta, nata in ambiente contadino, poi propagandata anche nei centri urbani, che consisteva nel cominciare a costruire un’opera per poi chiedere il pagamento del lavoro effettuato, o meglio ottenere che l’opera fosse finanziata e appaltata.

Un metodo che poi fu adottato anche nelle borgate romane per avere strade e acquedotti. Ma è con le vicende personali, intrecciate con quelle sociali e politiche dell’Udi per un quarantennio che possiamo leggere la sua vita come una lezione di storia e di crescita di ognuno.

Le discussioni, le manifestazioni, le battaglie andavano dalle rivendicazioni per la mutualità delle pensioni alle casalinghe, alla riforma del diritto di famiglia, delle norme penali sull’adulterio, reato solo se commesso dalle donne, alla libera vendita dei prodotti anticoncezionali, stante la legge fascista che proibiva la propaganda di contraccettivi, all’educazione sessuale.

Anche se alcune leggi d’iniziativa popolare non furono mai discusse, tuttavia, con la conquista del divieto di licenziamento per matrimonio si era aperta la strada alla giusta causa nei licenziamenti individuali e con lotta delle casalinghe e la richiesta d’ingresso nel sistema previdenziale di cittadine in cosiddetta condizione non professionale, l’Udi avrebbe contribuito a far maturare la prospettiva per il passaggio da un regime mutualistico a un sistema di sicurezza sociale. 

Intanto l’Udi ribadiva ostinatamente che era la lotta di emancipazione e non il socialismo il fine e la ragion d’essere dell’Udi, quindi un ribadire l’autonomia come soggetto politico; una fuga in avanti, sollecitata anche dal movimento studentesco, convinto che la fantasia dovesse andare al potere, e dal femminismo, con la sua pratica del partire da sé.

Un decennio 1968/78 definito dalla Rodano, i favolosi anni settanta, caratterizzato dalla priorità della dimensione collettiva, dalla messa in discussione dei confini fra pubblico e privato, da un’esplosione della comunicazione e da un’eccezionale spinta partecipativa dei più diversi strati della cittadinanza, alla quale le forze politiche, il governo e anche l’opposizione cercano di rispondere sia pure talora allo scopo di controllarne la pressione innovativa, con l’offerta di sbocchi istituzionali.

Per la prima volta nel ‘70 si votano i consigli regionali, presso le regioni sorgono consulte unitarie delle associazioni femminili. Genitori e insegnanti eleggono gli organi collegiali nella scuola, s’introduce il decentramento nei comuni, circoscrizioni, municipi, consigli di quartiere. Nel ‘68 la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la norma del codice civile per il quale solo l’adulterio della moglie costituiva motivo di separazione legale; nel ’69, gli articoli del codice penale che definivano reati l’adulterio e il concubinaggio.

Omaggio a Maria Lisa Cinciari Rodano. Copertina di Noi Donne
Omaggio a Maria Lisa Cinciari Rodano. Copertina di Noi Donne

Si adotta nel 1970, ben 25 anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, la legge sul referendum che consente la pratica della democrazia diretta. Nel ‘70, per sollecitare l’approvazione della legge sugli asili nido, quella che sarà poi la legge n. 1044, con il concorso dello Stato, si svolse a Roma una sfilata immensa di mamme con tanti bambini in carrozzina, compreso, ricorda Marisa Rodano, il primo dei miei nipoti. Nel ’74, l’Udi s’impegnò nella campagna referendaria sul divorzio.

I dirigenti politici uomini erano molto pessimisti sull’esito della consultazione. Pensavano che le donne sposate non più giovanissime, avrebbero avuto paura di essere abbandonate dai mariti liberi di trovarsi compagne più giovani e avrebbero votato per abrogare la legge. Nelle vicende della legge 194, sulla depenalizzazione dell’aborto, l’Udi svolse un ruolo decisivo, collocandosi in posizione equilibrata fra la paralizzante contrapposizione fra una semplice liberalizzazione voluta dall’Mld, e la casistica puntigliosa dei diversi gruppi politici. L’Udi era per la lotta all’aborto clandestino, la gratuità dell’intervento praticato nelle strutture sanitarie pubbliche e un sostanziale diritto delle donne all’autodeterminazione.

Il successivo ventennio è segnato da una rivoluzione geopolitica: il crollo del muro di Berlino, il dissolversi dell’Unione Sovietica, la guerra nel Balcani, i conflitti etnici, religiosi, nazionali in Medio Oriente, in Asia, Africa, e l’intervento armato in Irak; le donne continuano invece a tessere una tela pacifica, pur se rivendicativa, con il ciclo delle conferenze internazionali aperte dall’Onu nel 1975, decennio della donna, Città del Messico, Copenaghen, Nairobi, fino alla IV Conferenza Mondiale sulle donne, Pechino 1995; Guardare al mondo con occhi di donna era la parola d’ordine del forum non governativo.

Nel primo decennio del 2000, l’Udi, dopo che nel 1982 aveva voltato pagina sciogliendo gi organismi dirigenti nazionali, optando per l’autoconvocazione, si trasforma ancora, diventa una signora più che sessantenne, che porta bene gli anni e non va in pensione così la definisce Marisa Rodano che proclama di non collocarsi né a destra né a sinistra, ma solo dalla parte delle donne.


Marisa Cinciari Rodano

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ByFiorenza Taricone

Fiorenza Taricone. Docente universitaria di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Presidente per le Pari Opportunità, Presidente CUDARI (Centri Universitari Diversamente Abili Ricerca e Innovazione), Presidente del CUG (Comitrato Unico di Garanzia). Ha ricoperto incarichi nella Commissione Nazionale Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, in questa veste ha curato le iniziative delle Donne per il 70° della Repubblica italiana e della Costituzione. E' Consigliera di Parità per la Provincia di Frosinone. Intenso impegno e iniziative significative hanno caratterizzato l'attività di Fiorenza Taricone in modo particolare nel 2016 a 70 anni dalla nascita della Repubblica italiana. Proprio questa ricorrenza è stata l'occasione per richiamare all'attenzione sul ruolo delle donne in quella stagione di grandi cambiamenti e il significato della Costituzione. La Taricone non ha lasciato spazio a incerte interpretazioni del contributo determinante e di valore dato dalle donne in tutti i campi della vita sociale e culturale in Europa e in altre parti del mondo, come dimostra nelle sue numerose pubblicazioni. Ha fatto riemergere dall'oblio donne combattive, determinate, colte, che hanno reso grandi servigi alla loro terra di origine. Se ha riscritto la storia, ampliandola, del protagonismo delle donne, altrettanto ha denunciato la violenza subita dalle donne. Una denuncia che va oltre la semplice testimonianza e si trasforma in una battaglia culturale e rivendicativa per strutture pubbliche a sostegno di donne colpite dalla malvagità dell'uomo e di ferma condanna senza equivoci di sorta.Sembrerebbe, leggendo i suoi libri e le sue pubblicazioni, ascoltandola in pubblici confronti, che nella sua missione culturale si sommano una valorizzazione e una protezione delle donne. Significativo il suo ruolo di femminista in Europa esaltato di recente, nel 2018, quando ha presentarto in francese il suo libro "Romain Rolland, pacifista libertario e pensatore globale". Un'opera di notevole significato storico culturale nel panorama della pubblicistica di storia contemporanea. E' la prima opera biografica di un personaggio di notevole spessore culturale, pubblicata in Italia, dove Rolland è praticamente sconosciuto. Si colma con l'opera della Taricone una lacuna storica e letteraria che consente di ampliare un orizzonte di conoscenze su i protagonisti del XX secolo per un Europa unita e per una pace universale.

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