Ambiente nel frusinate: cosa fare?

Manifestazione in sostegno della Transizione ecologicaManifestazione in sostegno della Transizione ecologicaManifestazione in sostegno della Transizione ecologica

di Ignazio Mazzoli

Ambiente del frusinate: cosa fare?
Ambiente nel frusinate: cosa fare?

AMBIENTE. Un paio di giorni addietro, UNOeTRE.it ha pubblicato un articolo di Umberto Zimarri sulla transizione ecologica. Non è il è primo e non sarà certamente neppure l’ultimo, ma purtuttavia è una novità: è il primo scritto di un dirigente provinciale del PD frusinate che affronta questo argomento e con orgoglio scrive: « Finalmente, il Partito Democratico parla senza ambiguità o tentennamenti, quando si affrontano tematiche come la transizione ecologica, il cambiamento climatico, l’energia o il ciclo dei rifiuti.». Subito dopo precisa che «È una delle più significative differenze del nuovo corso di Elly Schlein».

E’ un fatto incontestabile che sia la prima volta che un membro della segreteria della federazione del PD si esprime così nei confronti delle questioni dell’ambiente e verso la Segretaria del PD Elly Schlein.

Certo nel PD ciociaro non mancano voci che sempre si sono differenziate dal gruppo dirigente di questa federazione e potrei fare più di un nome, ma Zimarri sembra volere essere una voce nuova. Questa primogenitura è da sottolineare per più di una ragione.

Umberto Zimarri ha trovato subito un interlocutore su Facebook. Luigi Mingarelli che  certo non gli ha fatto le feste di benvenuto. Ha tuttavia aperto un dialogo con lui ponendogli dei quesiti veri a cui rispondere: «Dei comuni che ancora non hanno depuratore per i reflui e scaricano nei corsi d’acqua cosa dite? Perché i Sindaci del pd ( e non solo) hanno votato per aumenti tariffari Acea giustificandoli anche con la costruzione di questi depuratori…Perché non cominciate a parlare di giustizia ambientale e denunciate Acea?»

Dice bene Annalisa Corrado, (ingegnera meccanica, ecologista, delle segreteria  nazionale del Partito Democratico) che bisogna costruire convergenze con le altre opposizioni ma riconosce anche che sui «temi ambientali è un po’ difficile perché vengono considerati un presidio». Ma è proprio qui che bisogna lavorare; ma che presidi e presidi? Solo se si trova uno schema di gioco comune si fa rumore (parole di Corrado).

Sono convinto che un dialogo necessita di partire dalla realtà in cui viviamo e fare qui il punto della situazione e da cui partire per fare un buon lavoro.

Ambiente del frusinate: cosa fare?
Ambiente nel frusinate: cosa fare?

C’è un nodo tutto frusinate: perché sui temi ambientali, dell’inquinamento, dei rifiuti non esiste un dialogo fra tutte le forze progressiste? Anche fra le associazioni che negli anni scorsi hanno fatto cose egregie pur senza avere aperti consensi dai partiti, alcune di loro oggi hanno tirato i remi in barca?

C’è sicuramente una regola che non andrebbe mai dimenticata: il movimento che non trova una sponda politica che assicuri sbocchi vincenti nelle istituzioni deperisce e smobilita. Questo porta con sé tante brutte conseguenze: dalla sfiducia alla resa difronte all’avversario.

Fermi restando gli obiettivi generali della transizione ecologica, che cosa si può fare in provincia di Frosinone?

Lotta agli inquinamenti di aria e acque prima di tutto.

Hanno fatto di questa provincia l’immondezzaio del Lazio: finanche ben due aziende ad Anagni e Roccasecca lavorano i rifiuti e non c’è da gioire se queste inoltre ignorano ogni voce di allarme e di dissenso sull’uso di questi materiali.

Altro che industria green!

Solo un parziale esempio. 121 discariche, basta cercarle facilmente sulle Pagine Gialle di questa provincia. Sono tutte in regola? Chi ci rende contro dei controlli e chi li fa? E ci sono prima di tutto i casi clamorosi come le vicende della discarica di Roccasecca e del suo destino di cui Umberto Zimarri ha in passato scritto in maniera approfondita

Sono gli obiettivi sul territorio e del territorio che creano il radicamento, è la capacità di tradurre le indicazioni nazionali in soluzioni utili e tangibili per i comuni e per tutti i cittadini.

Per questo credo che sui temi ambientali non si debbano fare solo enunciazioni di direttive nazionali, ma proporre iniziative figlie di una politica in cui creda tutto il PD rinnovato. Iniziative che chiedono e ottengano interventi risanatori e bonifiche vere (Valle del Sacco teatrino delle indagini), chiedere tenacemente fin a risultati ottenuti che intervenga la magistratura con sanzioni autentiche, rapportate ai disastri e nei casi necessari anche con gli arresti dei responsabili.

Ambiente del frusinate: cosa fare Fiume Sacco inquinato
Ambiente nel frusinate: cosa fare? Fiume Sacco inquinato

Quali sono i Comuni che hanno sanzionato chi sversava acque inquinanti nel fiume Sacco? Le iniziative dei Carabinieri alla ricerca degli inquinatori a quali risultati hanno condotto e chi è stato punito secondo la legge?

Questi interrogativi non sono giustizialismo, ma esigenza di legalità.

Questo PD frusinate è pronto a fare questa battaglia di verità e di legalità? Fino ad ora non si hanno prove.

In soldoni stiamo parlano di bonifica del fiume Sacco e dei terreni da lui bagnati e risanamento dai fumi industriali e dalle polveri sottili.

C’è un’ampia pubblicistica scientifica sui danni già prodotti dall’inquinamento del fiume sulla salute in particolare della fertilità dei giovani, i danni ai polmoni di tutte le persone di ogni sesso ed età. Gli studi firmati e resi pubblici della Prof Margherita Eufemi, del dott. Luigi Montano e dei Medici di Famiglia per l’Ambiente.

Quali partiti si sono fatti carico delle loro denunce e richieste? Chi è intervenuto a sostegno delle lotte contro l’installazione di biodigestori sovradimensionati e inquinanti a Frosinone, Anagni, Artena e Cori, solo per citare le città dove si sono sviluppati movimenti di protesta a cui pure la Magistratura, in qualche caso, ha dato ascolto.

Ambiente del frusinate: cosa fare?
Ambiente nel frusinate: cosa fare?

Nella XVIII Legislatura (quella finita nel 2022) anche il Parlamento fu chiamato ad intervenire in Assemblea, o in Commissione dalla Deputata Rossella Muroni di LIBERI E UGUALI in varie date (05/03/2019; 31/01/2020; 13/05/2022). Anche questo giornale confidò in ogni impegno che chiamasse il Parlamento ad intervenire con tutti i suoi strumenti in queste vicende della Valle del Sacco quale area italiana fra le più inquinate. A gennaio del 2019 UNOeTRE.it dette notizia, in una iniziativa convocata nell’auditorium della basilica di S. Maria a fiume, di una mozione che avrebbe dovuto essere presentata entro pochi giorni in parlamento e rivolta all’allora Ministro Costa. Mozione già pronta e data per certa mai arrivò alla discussione. Fu persa un’occasione? Certamente e perché?

Cosa successe a questa mozione? Chi la ostacolò, qualcuno in provincia di Frosinone? A distanza di quasi 5 anni chi era in Parlamento può rispondere a questi interrogativi?

Non può finire tutto nel dimenticatoio!

Oggi ci sono condizioni diverse che Zimarri, con tante compagne e tanti compagni e amiche e amici di partito ha contribuito a creare: la novità Elly Schlein. Ci credono in molti e dovrebbe incoraggiare a riaprire il dialogo e costruire nuove e durature alleanze. Se non ci si innamora delle proprie sfumature di pensiero si possono individuare proposte e iniziative utile a tutti ed anche forse più ambiziose o più radicali.

Nel frusinate c’è un importante voto per il successo della Schlein, anche qui non  è arrivata prima e chiama ad una precisa responsabilità verso di lei che hanno chiamato a cambiare il PD. Ora non ci si può tirare indietro.

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Ambiente da tutelare

Primo costruire il nuovo PD in questa provincia in ogni comune e intanto dialogare con gli alleati che vogliono il cambiamento, non solo con gli alleati dei governi tecnici (soltanto), delle maggioranze di salute pubblica o di unità nazionale.

Il dialogo non può essere lasciato solo alla volontà e alla responsabilità del Partito democratico. Chi si assume la responsabilità che il PD non sciolga e risolva le sue ambiguità sulle politiche anticapitalistiche e pacifiste, magari lasciandolo a interloquire solo con un centro non insensibile alle sirene della destra, di questa destra-destra, la peggiore di sempre?

Ritrovare credibilità. Ricostruire la credibilità persa. La “credibilità” è un patrimonio e un bene inestimabile nell’azione politica e di governo. Non esistono colpi di spugna purificatori che la fanno riconquistare e perciò non basta enunciare nuovi percorsi. Occorre riconoscere gli errori e chiamarli con il loro nome come atto di concreta buona volontà a non commetterli di nuovo

E’ un’azione doverosa anche da parte di chi personalmente quegli errori non ha commesso. Essere credibile è l’unica strada par riportare a votare chi si è deluso.

Non si è tutti assolti dalle dichiarazioni del Segretario generale del partito. Bisogna chiamare per nome gli errori fatti qui nel frusinate nel Lazio. Perfetto sarebbe che li riconoscessero anche quelli che li hanno fatti e se facessero un passo di lato o indietro sarebbe ancora meglio.

Ambiente del frusinate: cosa fare? Inquinamento atmosferico
Ambiente nel frusinate: cosa fare? Inquinamento atmosferico

Chiarezza di iniziative costanti e legate al proprio territorio. Oggi più che mai nell’interesse dell’Italia e della Transizione ecologica del mondo. La richiedono anche gli esiti della COP28. Una ambigua risoluzione conclusiva affidata alla volontà dei singoli stati di tradurla in leggi operative. Ambigua perché non risponde alle aspettative dei paesi più disastrati del mondo, quelli che rischiano di sparire nei fumi di una transizione mai portata a compimento e quelli che vivono nelle periferie fragili perché inquinate dei paesi cosiddetti ricchi. E’ un brutto episodio di lotta di classe. E’ lotta di poveri, disagiati, la maggioranza di donne e uomini contro pochissimi ricchi e straricchi.

E’ una grande responsabilità che domanda la più ampia convergenza di forze per non restare schiacciati dagli interessi di pochi e pochissimi

E’ lotta di classe. Non si può chiamare in nessun altro modo, con nessun altro nome.


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ByIgnazio Mazzoli

Nato nel 1943. Fondatore e direttore di UNOeTRE.it. Risiede a Veroli in provincia di Frosinone. Lazio. Italia.

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