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Mal’aria. Disponiamici a fare fronte comune

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23 Dicembre 2023
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di Adriano Papetti

Mal'aria. Disponiamici a fare fronte comune. scarichi valle del Sacco
Mal’aria. Disponiamici a fare fronte comune. scarichi nella Valle del Sacco

MAL’ARIA. Siamo qui oggi all’ennesima iniziativa riguardo i temi ambientali.

Prima di iniziare con le considerazioni vorrei citare una frase dell’epidemiologo Archie Cochrane: “Le risorse economiche sono e saranno sempre finite e dovrebbero essere usate per offrirei maniera equa alla popolazione interventi sanitari la cui efficacia sia stata dimostrata all’interno di studi scientificamente validi”. 

In queste poche righe quindi è contenuto tutto ciò di cui dovremmo avere bisogno per vivere in una società più equa e più giusta, ovvero sta a significare che bisogna investire in primis per la sanità e per la ricerca.

Argomenti questi, dove ci si impegna a realizzarli ma che ogni volta non vengono compiuti, anzi la situazione a livello sanitario e ambientale è peggiorato ulteriormente negli ultimi anni. Anche in Italia, durante e dopo l’effetto del Covid ci si era prodigati a migliorare la situazione sul piano sanitario ma ad oggi purtroppo ancora non è così.

Tornando alla “nostra Valle del Sacco” nel Marzo del 2005 è stato riconosciuto lo stato di emergenza ambientale. Risultati analitici evidenziano livelli di beta-esaclorocicloesano superiori ai limiti di legge per oltre il doppio.

Si è così accertato un inquinamento ambientale in ampia estensione causato da discariche di rifiuti non solo di origine industriale.

I livelli ematici di beta aumentano a dismisura diventando cronici.

Secondo i dati fornitoci dal DEP ( Dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale), questo veleno va a colpire il midollo, le varie infiammazioni del corpo, la funzionalità epatica, renale, a livello neurologico, ormonale, sessuale e cardiovascolare ed ovviamente va ad incidere sul sistema riguardante il sistema immunitario con la relativa esposizione a malattie tumorale.

Il veleno può essere introdotto direttamente nella catena alimentare, partendo dalla contaminazione del bestiame e del terreno. 

In particolare aziende zootecniche sono state coinvolte. Questa contaminazione si è andata ad aggiungere in un’area che già da anni era sottoposta ad una forte pressione ambientale a causa dell’inquinamento atmosferico causato dall’industria chimica e dall’amianto (fenomeni purtroppo della deindustrializzazione).

Ricordiamo soltanto che la popolazione degli abitanti della Valle del Sacco nel complesso ha un quadro di mortalità in eccesso rispetto a quello del resto della regione.

La Valle del Sacco si estende per una lunghezza di circa 80 km e più comuni e città sono coinvolte da Colleferro a Falvaterra. Oltre i dati, le parole, le proposte, noi siamo qui oggi anche per fare rete e sensibilizzare, fare rete con le altre associazione presenti nel territorio come la neo associazione Uniti per la Valle del Sacco e Retuvasa.

Noi di Ceccano 2030 ci mettiamo a disposizione per fare fronte comune per non dipendere solamente dal politico di turno nonostante la politica debba intervenire.


Ceccano VentiTrenta

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