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Mal’aria. Inquinamento padre di malattie gravi

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23 Dicembre 2023
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di Milena Mingarelli – Demos

Mal'aria. Inquinamento padre di malattie gravi come la leucemia foto di sip.it So.c Ital, di pediatria
Mal’aria. Inquinamento padre di malattie gravi come la leucemia foto di sip.it Soc. Ital. di pediatria

MAL’ARIA. Di inquinamento se ne è parlato tantissimo, abbiamo affrontato molte battaglie in passato e altre ne affronteremo ancora fino a quando non si risolverà definitivamente il problema.

Quello di cui voglio parlarvi, però, sono le conseguenze che l’inquinamento ha lasciato nel nostro organismo e che io sto affrontando personalmente. Vi voglio presentare la mia malattia: nel 2020 ho saputo di avere una “neoplasia mieloproliferativa cronica”, l’ho scoperta per caso e per fortuna perché nel giro di pochi mesi questa malattia sarebbe degenerata in leucemia o avrebbe causato prima una trombosi letale.

Devo tutto alla ricerca e alla prevenzione. Mi è stato detto che la mia è una malattia rarissima, un caso su un milione e uno dei pochissimi casi ancora in vita. Praticamente ho due mutazioni genetiche ereditate dai miei genitori, di per sé queste mutazioni non sono un problema, molti di noi le hanno ma sicuramente non lo sanno, il problema è sorto quando si è presentata un’altra mutazione questa volta eterogenea non ereditaria ma dovuta a fattori esterni, ovviamente inquinanti.

Quando mi hanno spiegato a cosa era dovuta questa mutazione ho ripercorso tutto il mio vissuto a contatto con sistemi inquinanti che potevano aver influito sul problema e devo dire che sul nostro territorio gli inquinanti non mancano.

Tra gli anni settanta e ottanta abbiamo avuto di tutto e oggi ne stiamo pagando le conseguenze, il problema non arriva solo dal fiume o dall’aria ma anche da materiali per l’edilizia come l’eternit di cui si è fatto largo uso e del quale abbiamo ancora alta concentrazione in luoghi densamente popolati, uno fra tutti Annunziata ma anche altri siti come i capannoni vicino alla Fontana del Gatto o gli ex magazzini Cinque o ancora la dismessa scuola elementare di via Marano e tanti altri siti che sarebbe il caso almeno di segnalare.

Altro problema è l’uso di prodotti chimici per insetticidi o per l’agricoltura, in questo caso voglio parlare in particolare di un anticrittogamico molto usato negli anni 80 la cui presenza è stata riscontrata nei terreni della valle del sacco, gli inquinanti HCH riconducibili alla lavorazione del lindano, un pesticida prodotto dalla Caffaro di Colleferro, la cui presenza è stata riscontrata nei territori del SIN.

Voglio parlare però del largo uso che si è fatto di questo prodotto anche su terreni che con il Sacco non hanno alcuna correlazione. Vi racconto una storia che mi ha sconvolto: negli anni 80 mia madre aveva un negozio di alimentari dove vendeva anche prodotti per l’agricoltura, in quel periodo arrivò un nuovo prodotto per i vigneti era pratico e facile da usare, il Caffaro.

Per curiosità chiesi a mia madre chi dei clienti usava abitualmente questo prodotto, lei mi fece una lista di chi lo usava, a quel punto mi si è gelato il sangue e le ho detto “ti rendi conto che tutti quelli che mi hai elencato sono morti di tumore?” questo per dire che non ci dobbiamo concentrare solo sui terreni lungo il fiume ma anche su zone dove si è fatto uso di prodotti inquinanti, diserbanti, insetticidi.

Qualche mese fa sono stati trovati degli inquinanti pericolosi nei pozzi di via Marano, zona non compresa tra i terreni del Sacco, nessuno si è preoccupato di capire da dove venivano quelle sostanze inquinanti, se erano già presenti da tempo o recenti, tra l’altro nessuno si è preoccupato di avvisare direttamente i proprietari dei pozzi.

Inquinamento. Pesticidi Ses
Mal’aria. Inquinamento. Pesticidi.

Altro problema sono gli antibiotici, medicinale da cui il nostro organismo è ormai assuefatto, sono molto utili se usati in modo appropriato, in passato però se ne è fatto largo uso, abbiamo assimilato talmente tanti antibiotici che ormai il nostro organismo non ne trae più gli effetti positivi, li abbiamo assimilati anche dalla carne, dal latte, dalle uova perché sono stati usati in modo spropositato anche per gli animali, una alta concentrazione di antibiotico indebolisce il nostro sistema immunitario che non produce più abbastanza anticorpi e questo apre la strada alla proliferazione di malattie oncologiche.

Tornando alla mia malattia la mutazione eterogenea di cui vi parlavo si chiama “jack2”, questa mutazione è stata scoperta nel 2017 ed è una mutazione che attacca il DNA e crea uno squilibrio nel midollo che dovrebbe regolare la produzione di globuli bianchi, rossi e piastrine, quindi i valori di questi tre elementi sono completamente sballati e questo squilibrio porta un tumore del sangue che nel peggiore dei casi diventa leucemia.

La scoperta di queste mutazioni è importantissima e ha allungato di molto l’aspettativa di vita di chi è predisposto a questo tipo di tumori. La ricerca è in continua evoluzione, il problema però è che il sistema sanitario italiano non è aggiornato su l’introduzione tra le esenzioni o nei controlli preventivi di queste patologie, sapere prima di avere una predisposizione salverebbe molte vite.

Nel 2014 abbiamo fatto una raccolta firme per chiedere il registro dei tumori ma a tutt’oggi non è stato ancora istituito un centro di questo tipo. Analisi genetiche che attestino una predisposizione alle malattie oncologiche e la possibilità di poter accedere a nuove analisi preventive che diano la possibilità di arrivare a scoprire il problema prima che diventi una malattia incurabile, sarebbero una grande vittoria.

Capisco che potrebbe essere dispendioso fare questi controlli a tutti ma includere chi ha precedenti familiari o i minori sarebbe già tanto. La ricerca ha dato tanto, per esempio si è arrivati a vaccinare le ragazzine di tredici anni per prevenire il papilloma virus e da qualche anno si è scoperto che anche i ragazzi possono essere vaccinati contro il papilloma virus che potrebbe portare il tumore all’utero per le donne e il tumore alla bocca per gli uomini.

Spero che col tempo si possa arrivare ad una prevenzione completa da tutte le malattie oncologiche ma per arrivare a questo il sistema sanitario nazionale ci deve venire incontro e deve aggiornare i parametri di controllo preventivo.

C’è molto da fare ancora ma si deve puntare a una maggiore collaborazione da parte di tutte le istituzioni, non si arriverà mai ad un risultato soddisfacente se si continuerà ad usare l’inquinamento o le malattie oncologiche per mera propaganda, dimenticando poi il problema una volta ottenuto la tanto agoniata vittoria politica, rimandando il problema alle successive votazioni, stiamo andando avanti così da troppo tempo.

Ho l’impressione che non si abbia interesse a risolvere il problema perché fa sempre comodo, in periodo di votazioni, tirare fuori il jolly dell’inquinamento o delle malattie, quindi affrontare e risolvere la questione sarebbe uno svantaggio per chi utilizza sistematicamente questi argomenti per le proprie campagne elettorali.

Abbiamo bisogno di fatti concreti non ci dobbiamo accontentare più delle parole che si perdono nel nulla. Di mongolfiere propagandistiche non ne abbiamo bisogno.


Ceccano VentiTrenta

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