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Mal’aria. Avviare ora la transizione ecologica

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28 Dicembre 2023
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di Anna Simoni

Mal'aria. Fumi inquinanti
Mal’aria. Fumi inquinanti

MAL’ARIA. I cambiamenti climatici non sono e non saranno mai uguali per tutti. La crisi climatica colpisce di più i paesi poveri e tende ad accentuare le diseguaglianze economiche tra le nazioni.

Basti pensare a quando l’uragano Katrina a New Orleans, negli Stati Uniti, provocò 1836 vittime, quasi tutte nei quartieri poveri della città.

Come sancito nell’articolo 3 comma 2 della nostra Costituzione “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’’.

Nella realtà dei fatti, però, questo non avviene. Va ricordato che molte sono le forme che le diseguaglianze hanno assunto: di genere, ambientali, di studio, di cura, di intrattenimento e di cultura.

La nostra amata cittadina non è purtroppo immune.

L’inquinamento della Valle del Sacco è iniziato negli anni ’60, quando lo sviluppo economico del Paese ha provocato una riconversione economica dall’agricoltura all’industrializzazione, un processo che però in questa zona ha avuto un approccio selvaggio, senza rispetto per il territorio, portando un sovraccarico di inquinanti che negli anni hanno contaminato aria, terreni e falde acquifere.

L’urgenza è evidente: basti pensare all’elevato numero di donne che si ammalano di cancro al seno pur senza fattori di rischio, in una forma peraltro più metastatizzante e meno rispondente alla chemioterapia. La valle del sacco racchiude il territorio che si estende tra la provincia di Roma e Frosinone, dichiarato SIN (Sito di Interesse Nazionale) a rappresentare, alla stregua della Terra dei Fuochi o di Taranto una zona fortemente pericolosa per la salute.

Ad aggravare la già compromessa situazione dell’inquinamento atmosferico è la caratteristica geografica a “conca” che non permette la dispersione degli inquinanti presenti nell’aria, favorendone il ristagno.

Facendo un rapido e luttuoso sondaggio è facile scoprire che ogni cittadino ciociaro ha un amico, conoscente o familiare che sta combattendo o è morto di cancro. I reparti degli ospedali di Roma pullulano di ciociari, di ogni età, che intraprendono un pellegrinaggio laico in cerca di cure.

E’ giunto il momento che la politica inizi a dare delle risposte concrete, iniziando una vera e propria transizione ecologica, boicottando le microplastiche e favorendo l’utilizzo di energie rinnovabili.


Appello dei Medici di Famiglia

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