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Cultura che non s’ha da fare a Ceccano

Ceccano, il Castello by BMLCeccano, il Castello by BMLCeccano, il Castello by BML

di Ceccano2030

Cultura che non s’ha da fare a Ceccano
Cultura che non s’ha da fare a Ceccano

CULTURA. Anno nuovo, vita… vecchia. Il calendario appena appeso al muro non ha portato nessuna novità positiva per la nostra città. Anzi: passata la baldoria delle feste natalizie, fra un cenone e un brindisi è probabilmente passata traccia l’ennesima occasione bucata per Ceccano.

Un’occasione solamente mascherata dall’ultima intervista al delegato alla Cultura, che sulle colonne di Ciociaria Oggi ha parlato trionfalmente dei 3 eventi organizzati dal Comune.

Eventi senz’altro interessanti, nulla da dire, ma pur sempre troppo pochi e troppo settoriali per far urlare al trionfo e alla vittoria. Per di più, in un quadro di programmazione a dir poco desolante, confermato dalle ultime notizie arrivate dalla Regione Lazio.

Il 30 novembre scorso, la Direzione Cultura e Lazio creativo della Pisana ha pubblicato la Determina G16095, relativamente all’Avviso pubblico per la valorizzazione dei Luoghi della Cultura del Lazio, con cui ha reso pubblica la Graduatoria finale dei finanziamenti regionali destinati ai comuni laziali per attività di riqualificazione, recupero e anche riallestimento dei servizi culturali e degli altri luoghi della cultura.

Escludendo la diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, sono stati sette i Comuni della nostra provincia a ottenere gli agognati finanziamenti: Pico, San Donato Valcomino, Arce, Aquino, Boville Ernica, Pontecorvo, Acuto.

Ovviamente, di Ceccano non c’è traccia, né in quella lista né nell’elenco dei progetti idonei ma non finanziabili. Anzi, c’è di più: incuriositi, abbiamo spulciato il documento, ma il nome di Ceccano non figura neppure tra gli enti non ammessi a valutazione, né fra quelli che hanno raggiunto il punteggio minimo!

Insomma, nada de nada.

Insomma, di Ceccano nemmeno l’ombra anche stavolta. Certo – si dirà – negli ultimi anni, di chances mancate la nostra Città ha fatto collezione, e perciò per qualcuno dovremmo abituarci a vedere gli altri paesi della provincia che si attivano e operano per la loro cittadinanza, perché l’erba del vicino è più verde soprattutto se uno se la coltiva per bene.

Cultura che non s’ha da fare a Ceccano

Però noi non ce la facciamo proprio a rassegnarci all’abitudine delle negligenze di un’amministrazione comunale inqualificabile, anche a livello di politiche culturali.

Giusto a scanso di equivoci: nessuno pretendeva di ottenere a man bassa qualche decina di migliaia d’euro come si evince dal bollettino regionale, ma almeno che il nome del nostro Ente comparisse lì nel lotto, beh questo era più che legittimo.

Ceccano invece è risultata per l’ennesima volta la grande assente, non figurando nell’elenco costituito da una marea di comuni ben più piccoli per estensione e numero di abitanti.

Perciò, come cittadini interessati alla cosa pubblica, di dubbi possiamo sollevarne a bizzeffe.

Primo: come può un Comune come Ceccano, coi paurosi buchi di bilancio certificati anche dalla Corte dei conti, sputare addosso a una possibilità così importante come dei fondi regionali messi a disposizione per valorizzare il proprio patrimonio culturale, che potrebbe essere un eccezionale volano di sviluppo del territorio?

Secondo: questa assenza assordante del nostro Comune nell’elenco della Regione non conferma, per l’ennesima volta, come manchi nei nostri amministratori una prospettiva a medio e lungo termine, una capacità progettuale che sappia intercettare le tante occasioni di sviluppo offerte dall’attivazione di fondi sovracomunali, regionali ed europee ad esempio?

Possibile che Palazzo Antonelli non abbia a disposizione figure come stakeholder, project manager o europrogettisti in grado di redigere e presentare progetti conformi ai vari bandi che Regione o Unione Europea mettono puntualmente a disposizione?

Terzo: ma come, adesso che le congiunzioni astronomiche e le congiunture politiche si sono del tutto allineate, e che il partito che governa la nostra Città è lo stesso che governa la Regione ed è lo stesso che governa il Paese, come fa l’amministrazione comunale a non ottenere neppure un centesimo di finanziamento pubblico per un settore, come la cultura, che potrebbe essere strategico?

Davvero si pensa di affidare tutto a qualche sagra estiva o fiera autunnale per rilanciare la città?Sono tutti dubbi che hanno già delle risposte chiare e cristalline.

Così come restano sul piatto tutte le altre questioni inevase sulla cultura a Ceccano: il Castello dei Conti è chiuso e non fruibile da settimane; Castel Sindici giace lì dimenticato, fra i vandali impuniti che fanno sfoggio delle loro imprese, in uno spazio che potrebbe essere usato per laboratori artistici o letture pubbliche all’aperto, come l’adiacente giardino della Villa Principessa di Piemonte; la Mediateca è peggio che uno scatolone vuoto, visto che a parte qualche manifestazione estemporanea non se ne conosce l’uso effettivo o potenziale; alcuni spazi della Biblioteca risultano transennati e non utilizzabili, mentre nei sottoscala giacciono ancora impolverati alcuni resti romani, che potrebbero invece essere ospitati in un museo archeologico ad hoc.

Ecco: con qualche migliaia d’euro magari il nostro Comune non avrebbe tirato su una cattedrale da zero, ma almeno avrebbe potuto/dovuto mettere mano a qualche cantiere della conoscenza, ai luoghi di aggregazione intellettuale e culturale di cui Ceccano ha spaventosamente bisogno. E invece… invece di nuovo nisba.

Sembra proprio che a Ceccano questa Cultura non s’ha da fare…


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