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Differenziata scesa ai livelli  del 2012

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Ceccano è un rarissimo caso in Italia: i livelli di raccolta differenziata calano


Comunicato congiunto*

Differenziata scesa ai livelli  del 2012
Differenziata scesa ai livelli  del 2012

DIFFERENZIATA. Le tormentate vicende riguardanti il servizio di raccolta differenziata del comune di Ceccano, che stanno venendo alla luce in questi giorni, impongono una seria riflessione su quanto sarebbe necessario, fin da subito, mettere in atto contro lo scellerato modus operandi dell’amministrazione Caligiore.

Le importanti informazioni che sono state recentemente rese pubbliche dai consiglieri di minoranza, parlano di un ammanco per le casse comunali di circa un milione di euro – risorse economiche che potevano (e dovevano!) essere versate al Comune grazie agli introiti della vendita dei rifiuti differenziati, così come previsto dalla società aggiudicataria dell’ultima gara per la gestione della raccolta differenziata di Ceccano.

Queste comunicazioni gettano un’ombra sull’operato del Sindaco e della sua Giunta, e pongono qualche dubbio su quello del settore amministrativo preposto al controllo.

Ombre rese ancora più cupe dalla superficialità con la quale viene amministrato il nostro Comune in ogni suo alveo, superficialità tutte le volte giustificata incolpando chi amministrava prima! I mancati ricavi, infatti, potevano e dovevano servire a calmierare la tassa che i cittadini pagano per avere il servizio di raccolta differenziata, quella Tari che è stata aumentata negli ultimi due anni da parte del Comune nei confronti dei ceccanesi.

Eppure, che qualcosa non andava lo si era capito da alcune  dichiarazioni avventate dell’assessore competente nel corso di alcuni recenti consigli comunali e anche  leggendo il bando di gara predisposto per il nuovo appalto del servizio di raccolta e differenziazione dei rifiuti – dal quale spariscono alcuni servizi e “nascono” mini isole ecologiche compiuterizzate come funghi, con un’assegnazione del servizio che passa da 5 a 7 anni.

Peraltro, qualche segnale negativo sulla gestione dei rifiuti nella nostra città,  non possiamo nascondercelo, si era visto già dal fatto di non aver capito che riducendo di un giorno la raccolta differenziata (il sabato) non si sarebbe favorito il conferimento dei rifiuti ma soltanto la ditta che avrebbe avuto meno costi di gestione…

Tutto questo a fronte di una riduzione della percentuale di raccolta differenziata scesa ai livelli  del 2012, secondo i dati diffusi a fine dicembre 2023 dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA): Ceccano rappresenta uno dei rarissimi casi in Italia in cui i livelli di raccolta differenziata non solo non aumentano ogni anno ma in cui addirittura la percentuale cala – dal 72% nel 2020 al 70% nel 2021 fino al 66% del 2022, dati sconfortanti se si considera che nel 2012 la differenziata nella città aveva già raggiunto la ragguardevole percentuale del 63%.

E hanno anche il coraggio di vantarsi di questo, non facendo conoscere questi dati ai cittadini e alle associazioni che vorrebbero assegnargli dei riconoscimenti senza però conoscere il pesante arretramento sulla differenziata in atto da anni a Ceccano.

Le cause di questa tendenza negativa, chiaramente, sono da rintracciare prima di tutto in un sistema di raccolta che non tiene insieme qualità e prevenzione dei rifiuti avviati a smaltimento. E la soluzione non può essere quella di interrompere il porta a porta in alcune zone della città (magari reintroducendo i secchi dell’indifferenziato in mezzo alla strada), come da più parti ventilato.

Invece, per ribaltare immediatamente l’andamento della raccolta differenziata a Ceccano bisognerebbero reintrodurre i cestini per la raccolta differenziata dei rifiuti nelle strade cittadine (oggi praticamente assenti); introdurre il bidone per gli sfalci e le potature in tutti i quartieri della città; migliorare la FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani) come fulcro per una corretta gestione all’origine dei rifiuti; predisporre punti di raccolta di pile esauste, farmaci scaduti o inutilizzati, prodotti tossici e infiammabili, oli alimentari domestici e di oli esausti diffusi sul territorio, pure adottando una raccolta specifica dei rifiuti tessili; realizzare una seria campagna informativa sulla corretta differenziazione dei rifiuti (alla luce anche delle nuove normative europee sugli imballaggi dei prodotti, sia per i singoli cittadini che per le attività commerciali).

E, finalmente, cominciare ad attuare un porta a porta spinto combinato con l’implementazione della tariffa puntuale, applicando il principio che paga di più chi inquina di più con la tariffazione puntuale (di cui l’amministrazione ha al massimo chiesto preventivi e consulenze ancora chiuse in qualche cassetto, per una spesa di circa 40mila euro).

Tuttavia, solo alcuni mesi fa, l’assessore competente dichiarava in consiglio comunale che fin dal 2018 i proventi del riciclo vengono stornati alla fonte dalla ditta, e che comunque tutto ciò che non è stato fornito nel corso degli anni verrà riconosciuto tramite indennizzo al Comune di Ceccano ovvero stornato da quanto dovuto alla stessa ditta – affermando pure che il Comune si sarebbe fatto rispettare, promettendo anche di alzare l’asticella nel bando seguente (cioè quello reso pubblico solo pochi giorni fa).

Ma quale asticella si è alzata, chiediamo noi??? Forse quella dell’aumento del costo del servizio a fronte di una inesistente azione di recupero di quanto dovuto dalla ditta al Comune???

Da anni, ormai, manca la minima trasparenza sulla quantità di ogni tipo di rifiuto differenziato, su chi e quanti sono gli acquirenti dei rifiuti da riciclare, in che siti tali prodotti vengono portati, a che fine sono destinati i rifiuti riciclati e a quanto ammonta/dovrebbe ammontare il ricavato per tale ciclo dei rifiuti – in un Comune dove pare addirittura che non si ricicli nemmeno una bottiglia di plastica visto che da anni non vengono comunicati i dati della raccolta della plastica, tanto che non figura nel catasto gestito dall’Ispra, come se i ceccanesi non producesse rifiuti in plastica e non li raccogliessero differenziandoli.

Il fatto di non aver coinvolto nella stesura del nuovo bando  né la minoranza consiliare, né le associazioni, né i cittadini, porta ad addensare altre nubi sull’iter di questa ennesima scelleratezza targata dall’amministrazione Caligiore.

“C’è del marcio in Danimarca”, ma anche a Ceccano qualche sospetto che ci sia del torbido dietro questa ennesima vicenda non può essere escluso.

Per questo, condividendo la presa di posizione dei consiglieri di minoranza, sosterremo ogni forma di opposizione che verrà da loro proposta in merito e siamo disponibili fin da subito a sostenerli per chiedere la convocazione di un consiglio comunale aperto, dove poter discutere di questo ennesimo atto sconsiderato da parte dell’amministrazione comunale e dove poter chiedere fermamente e formalmente  le dimissioni, per manifesta incapacità ad amministrare in maniera seria, chiara e trasparente, di tutta la Giunta Caligiore.

Un comune “libero” dai rifiuti, è questa l’idea della città che abbiamo e che vogliamo progettare insieme ai ceccanesi.

Perciò, abbiamo iniziato a programmare un’iniziativa programmatica su questo tema insieme a tutte le cittadine e tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti, i soggetti politici e sindacali, che hanno a cuore il futuro di Ceccano, perché riteniamo che la gestione dei rifiuti sia strategica per la costruzione di un altro futuro possibile per la nostra città: il tempo per dare vita a un’idea alternativa di città è oggi, il futuro di Ceccano comincia adesso!

Ceccano, 17 Geannaio 2024

*Ceccano2030, Unione Popolare Ceccano, Europa Verde Ceccano, Partito Socialista Italiano Ceccano, Arci, Zero Waste, Ceccano a Sinistra

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