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Una mozione per il cessate il fuoco a Gaza

Redazione

ByRedazione

31 Gennaio 2024
Gaza ©AgiGaza ©Agi

Appello per la Pace e per il cessate il fuoco a Gaza, Cisgiordania e Israele


di Redazione

Una mozione per il cessate il fuoco a Gaza
Una mozione per il cessate il fuoco a Gaza

MOZIONE.

Quello che segue + il testo integrale della mozione già votata a Pescosolido, e presentata o in via di presentazione a Sora, Esperia, Cassino, Ceprano, Veroli, Aquino, Ceccano, ecc ecc, inoltre presentata dai circa trenta sindaci ANPI della provincia dell’Aquila

MOZIONE. dataAl  Presidente del Consiglio Comunale/ e p. c. al Sindaco di ______

MOZIONE URGENTE, PREMESSO CHE

–        Il 7 ottobre 2023 membri dell’organizzazione Hamas hanno compiuto efferati attentati terroristici ai danni di civili israeliani, causando più di mille vittime, tra cui bambini, numerosi feriti e sequestrando più di 200 tra cittadini israeliani e internazionali.

–        In seguito agli attacchi di Hamas, fin da subito il governo israeliano ha reagito, prima attaccando e respingendo Hamas e successivamente intensificando i bombardamenti sulla Striscia di Gaza.

–        L’esercito israeliano ha ordinato a 1,1 milioni di palestinesi di evacuare la metà settentrionale della Striscia di Gaza occupata: qui vivono 2,3 milioni di persone, di cui più del 40% ha meno di 14 anni, in condizione di precarietà sanitaria, economica e sociale.

–        Gli attacchi condotti dall’esercito israeliano sono stati accompagnati da un taglio delle forniture elettriche e di chiusura dei varchi di accesso, isolando gli abitanti e tagliando le forniture dei beni di prima necessità, aggravando così una situazione già ai limiti della salvaguardia della dignità umana.

–        Dall’inizio dei bombardamenti su Gaza sono morti più di 20.000 palestinesi – dato in costante aumento – di cui 9.000 bambini e 4.500 donne.

–        Le morti continuano ad essere in vertiginosa e costante crescita, soprattutto nei territori della Striscia di Gaza, isolati e martoriati da costanti attacchi. La popolazione è a rischio carestia e l’esercito israeliano consente l’ingresso di aiuti umanitari col contagocce.

EVIDENZIATO CHE

–        Il conflitto fra Israele e Palestina è qualificato come conflitto internazionale sia dalla dottrina giuridica maggioritaria, sia dalla prassi giurisprudenziale israeliana.

–        In materia di diritto internazionale umanitario lo Stato di Israele ha ratificato le quattro Convenzioni di Ginevra del 1951, mentre non ha accolto i due Protocolli aggiuntivi del 1977.

–        In nome della Palestina, l’Autorità Nazionale Palestinese ha aderito alle quattro Convenzioni e al Primo Protocollo aggiuntivo il 2 aprile 2014.

–        La ratifica della Quarta Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra impone ad entrambe le entità l’osservanza dei principi contenuti nella suddetta Convenzione, la cui aperta violazione costituisce crimine di guerra.

–        L’attacco armato del 7 ottobre guidato da Hamas, diretto anche contro civili, così come la successiva presa di ostaggi civili, costituiscono aperte violazioni del diritto internazionale umanitario, specificamente codificate nel primo Protocollo Addizionale del 1977.

–        L’azione del governo e dell’esercito israeliano non rispetta due dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario: il principio di distinzione tra militari e civili, che impone di evitare di coinvolgere i civili nei combattimenti, e il principio di proporzionalità della risposta.

–        L’esercito israeliano, in base alle informazioni disponibili, viola diversi articoli della Quarta Convenzione di Ginevra, tra i quali: art. 18 (divieto di attacco a ospedali civili); art. 20 (obbligo di protezione del personale addetto esclusivamente a ospedali civili); art. 21 (divieto di colpire trasporti di malati o feriti); art. 55 (dovere di assicurare il vettovagliamento della popolazione con viveri e medicinali; in particolare, viveri, medicinali e altri articoli indispensabili).

CONSIDERATO CHE

–        Il conflitto israelo-palestinese ha risvegliato l’attenzione e la preoccupazione della comunità internazionale, poiché si riverbera sui precari equilibri geo-politici in tutto il mondo, Italia compresa.

–        Numerosi Governi e capi di Stato, organizzazioni non governative e associazioni umanitarie internazionali hanno richiamato il rispetto del diritto internazionale, chiedendo il cessate il fuoco e invitando al massimo sforzo per scongiurare vittime civili e per favorire il rilascio degli ostaggi, senza dimenticare il costante invito a “deporre le armi” da parte di Papa Francesco.

–        Le Nazioni Unite hanno richiamato il rischio di una catastrofe umanitaria imminente e senza precedenti, chiedendo un “Cessate il fuoco” per consentire aiuti umanitari urgenti, compresi cibo, acqua, medicine, elettricità e carburante.

  • Il 27 ottobre 2023 è stata approvata la Risoluzione «Azioni illegali di Israele nella Gerusalemme Est occupata e nei Territori palestinesi occupati» per una tregua umanitaria a Gaza dall’Assemblea generale dell’ONU, presentata da Paesi arabi e approvata da 120 Paesi, con l’astensione dell’Italia.

–        Le associazioni Amnesty International, Save the Children, Medici Senza Frontiere ed Emergency si sono mosse con diversi appelli al “cessate il fuoco”, invitando tutte le parti a: facilitare la fornitura di assistenza salvavita, oltre all’accesso sicuro del personale umanitario e medico; liberare tutti gli ostaggi civili, soprattutto bambini e anziani; consentire ai convogli umanitari di raggiungere le strutture delle Nazioni Unite, le scuole, gli ospedali e le strutture sanitarie nel nord di Gaza e impegnarsi a proteggerli in ogni momento insieme ai civili e al personale al loro interno; consentire l’evacuazione medica per cure urgenti dei pazienti in condizioni critiche.

–        In Italia la Rete Italiana Pace e Disarmo, con l’appoggio di numerose organizzazioni, ha lanciato un appello per la soluzione pacifica e definitiva di un conflitto che sembra non vedere la fine. Nell’appello si sottolinea “l’urgenza di un impegno per la pace”, esprimendo la più ferma condanna contro ogni forma di violenza, di aggressione e di rappresaglia contro la popolazione civile, sia palestinese, sia israeliana.

RICORDATO CHE

–        Spetta anche ai Governi dei Paesi terzi esercitare pressioni su tutte le parti coinvolte affinché si rispettino il diritto internazionale umanitario e i diritti umani.

–        Anche le Amministrazioni locali possono e devono elevare la propria voce di dissenso contro ogni forma di violenza e a favore della pace, facendosi interpreti del pensiero e dei sentimenti delle proprie comunità civiche.

–        L’articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana afferma che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

ESPRIME

–        La condanna contro gli attacchi terroristici e le atrocità compiute da Hamas, sottolineando il rifiuto per ogni forma di fondamentalismo e fanatismo.

–        La condanna di ogni forma di violenza, aggressione e rappresaglia contro la popolazione civile, sia Israeliana che Palestinese, in violazione del diritto internazionale e dei diritti umani.

–        La propria solidarietà e cordoglio per le vittime civili di entrambe le parti in conflitto, in particolare per i bambini.

–        La condanna alla pratica della vendita di armi a Paesi e Stati che utilizzano le stesse non per legittima difesa da usurpatori esterni ma per reprimere le opposizioni interne, soggiogare la popolazione interna istituendo regimi di Polizia, attentare alla integrità di Stati e Popolazioni straniere in violazione del diritto Internazionale.

CHIEDE AL SINDACO E ALLA GIUNTA

–        Di farsi portavoce presso il Governo italiano, anche sollecitando l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), affinché in tutte le sedi internazionali venga rispettato il “Cessate il fuoco” richiesto dalle Nazioni Unite, e che contestualmente venga consentito l’ingresso nella Striscia di Gaza di ingenti aiuti umanitari per garantire il rispetto della vita materiale delle persone e della dignità umana.

Con richiesta di porre la questione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Consigliere Comunale


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