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Bosco Faito e una diversa idea di città

Monumento naturale Bosco FaitoMonumento naturale Bosco Faito

Gestire il bosco direttamente secondo le prescrizioni regionali


di Ceccano 2030

Bosco Faito e una diversa idea di città
Bosco Faito e una diversa idea di città

 BOSCO FAITO. Un anno e mezzo!!

Tanto ci è voluto affinché i cittadini venissero a conoscenza del fatto che circa un ettaro e mezzo di Bosco Faito è stato completamente raso al suolo! Dai giornali si apprende che un procedimento penale è in corso nei confronti della società che ha abbattuto una miriade di alberi senza rispettare la benché minima regola. E non si conosce neppure la destinazione della ingente quantità di legname tagliata.

Cautamente aspetteremo che le indagini facciano il loro corso, cercando nel frattempo di capire se dietro questa vile aggressione a quel pezzo di bosco – sia che esso ricada totalmente, in parte oppure per niente all’interno del monumento naturale regionale – si nascondano ben più meschine intenzioni, dato che con l’annunciato passaggio da zona industriale a zona commerciale, con relative sburocatrizzazioni  e snellimenti promessi pubblicamente dal Sindaco Caligiore per favorire quel settore, qualche metro cubo in più di verde su cui versare una colata di cemento potrebbe far gola a molti (sedicenti) imprenditori…

Colpisce, in maniera scioccante, il silenzio dell’amministrazione comunale davanti a questa ennesima pagina oscura di attacco all’ambiente nella città fabraterna, pure alla luce dei recenti proclami che l’amministrazione di Ceccano  ha fatto rispetto al Bosco Faito monumento naturale e al suo affidamento nelle competenze comunali.

Ci chiediamo, cosa si aspetta per fare una perimetrazione certa ed inconfutabile del perimetro del monumento, come da regolamento regionale? Se non sono bastati a farla i circa 12mila euro stanziati dalla Provincia di Frosinone a guida Pompeo, perché non ne sono stati impegnati altri da parte del Comune di Ceccano? Le associazioni che hanno preso contributi rispetto al loro impegno (nel e) per il bosco, sono ancora esistenti e attive? Che ruolo hanno avuto e hanno oggi? Sono preposte al controllo dell’area?

Non dimentichiamo che Caligiore, nel suo programma elettorale,  parlava di Bosco Faito come di un tassello importante per la sua azione politica, lo descriveva come un’area verde da vivere e custodire per le generazioni future, e non solo; inoltre, si era impegnato a creare percorsi naturalistici e aree attrezzate, per grandi e bambini, per famiglie e scolaresche, ma cosa sta facendo concretamente e cosa sta mettendo in cantiere per farlo?

Confidiamo che, almeno, a breve si dia notizia dell’avvio della perimetrazione e dell’inizio della bonifica per la zona dell’ex polverificio Snia-Bpd, e di quali sono le azioni che l’amministrazione ha in mente anche per questo, visto che è parte integrante del monumento naturale regionale.

Si analizzeranno i terreni all’interno di quella che era una fabbrica di propellenti e si capirà, finalmente, se siano inquinati o meno? Noi siamo dell’idea che, visto il grave tasso di inquinamento ambientale e dell’aria, che riguarda Ceccano e le zone limitrofe, il bosco vada difeso e tutelato per favorire l’azione di ricambio che quel polmone verde di 336 ettari monumentali svolge in una zona fortemente industrializzata.

Davanti a questo ennesima aggressione ai beni comuni di Ceccano, siamo convinti che non si possa fare finta di niente ma sia necessario impegnarsi per difendere la bellezza della nostra.

Per questo crediamo che la gestione del bosco debba  essere assunta in maniera diretta da parte del Comune, attraverso un ufficio preposto, in conformità alle prescrizioni regionali e alle normative in materia di tutela del patrimonio naturale.  

Come Ceccano2030 non possiamo rimanere in silenzio, e vogliamo dare voce al grido di dolore che viene dal profondo del nostro bosco.

Facciamo appello ai ceccanesi, alle forze politiche, sociali, ambientaliste, associative, per unirsi a noi nella difesa della natura, dell’ambiente, della bellezza  di Ceccano, per dare vita insieme a un’altra idea di città possibile, una città in cui la salvaguardia di Bosco Faito rappresenti un investimento sul futuro di Ceccano, quello di un cambiamento all’insegna del benessere collettivo e degli individui, del miglioramento della qualità della vita, di nuove prospettive per la città e per i ceccanesi: il tempo per dare vita a un’idea alternativa di città è oggi, il futuro di Ceccano comincia adesso!

Ceccano, 15 febbraio 2024


Ceccano Ventitrenta

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