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Servizi sanitari sempre peggio

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La regola: penalizzare la sanità e non ascoltare le esigenze


di Emanuela Piroli*

Servizi sanitari sempre peggio
Servizi sanitari sempre peggio

SERVIZI SANITARI. Ad un anno dall’insediamento del nuovo consiglio regionale a maggioranza di destra, guidato dal presidente Rocca, continua lo smantellamento dei servizi sanitari nella nostra provincia. Del resto è nel DNA della destra, targata FDI, che oggi amministra la Regione Lazio, penalizzare la sanità pubblica e fare orecchie da mercante di fronte alle problematiche evidenziate da sigle sindacali, utenti e operatori sanitari.

Basti ricordare lo sfacelo della giunta Polverini e i debiti accumulati dalla giunta Storace.

Così, dopo la chiusura del reparto di psichiatria dell’ospedale di Frosinone, dopo la chiusura del reparto di degenza pediatrica dell’ospedale San Benedetto di Alatri, dopo la soppressione dell’unità operativa AIDS della ASL di Frosinone, centro di eccellenza,  prevista  nell’ambito della Deliberazione di Giunta regionale sull’approvazione del documento tecnico relativo alla programmazione della rete ospedaliera 2024-2026, arriva un’altra pessima notizia, che riguarda i servizi della Casa della Salute della mia città.

A partire dal 1 marzo 2024 l’orario di apertura della UOS Ser.D di Ceccano subirà una drastica rimodulazione.

Tale servizio, la cui attività è di estrema importanza non solo per la comunità di Ceccano, ma per tanti paesi limitrofi, contando circa un centinaio di utenti, fino ad oggi garantiva il ricevimento da lunedì al sabato dalle ore 8,30 alle 14,30, e martedì e giovedì anche nel pomeriggio, dalle 15,00 alle 18,00.

Con la motivazione dell’attesa del reclutamento di medici, per il pensionamento di una unità medica, dal 1 marzo  sarà aperto soltanto il martedì dalle 8,00 alle 17,00 e il venerdì dalle 8,00 alle 14,20, e solamente per le attività inerenti alla somministrazione della terapia sostitutiva e il monitoraggio dei metaboliti urinari, necessario nel corso di terapie psichiatriche.

Quindi, non effettuerà più le prime visite con valutazione e diagnosi, i trattamenti mirati (terapia psicologica, interventi socio riabilitativi, definizione del piano terapeutico, collaborazione con i centri specialistici e tutte le altre attività finora svolte), attività per le quali gli utenti dovranno rivolgersi alla sede di Frosinone.

Un ridimensionamento drastico, che comporterà gravi problematiche. Il Ser.D  è un servizio che a Ceccano c’è sempre stato, con un’utenza che ha delle peculiarità, che si sentirà abbandonata, che non avrà più un punto di riferimento, con conseguenze, sia sullo stato di salute e psicofisico dei pazienti, sia di ordine pubblico.

L’apertura in due soli giorni settimanali, considerando che alcuni pazienti vi si recano tutti i giorni, non garantirà la continuità e la qualità assistenziale dei cittadini che afferiscono alla struttura, né la sicurezza degli operatori. Proprio per questo  motivo, circa un anno fa, venne scongiurata la chiusura.

Oggi, ci ritroviamo a discutere delle stesse cose, nell’indifferenza di chi, amministrazione comunale tutta e sindaco Caligiore, primo responsabile della salute della comunità, aveva promesso che avrebbe continuato a vigilare.

Ancora una volta, a pagarne le conseguenze, saranno i cittadini più fragili.

Chiederò la convocazione della 5ª commissione consiliare, per avere chiarimenti in merito e per capire quali provvedimenti intende prendere l’amministrazione comunale, affinché non venga meno il diritto alla cura di questi pazienti.

*Emanuela Piroli, Consigliera Comunale della Città di Ceccano

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