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Mastrangeli non ferma biodigestore

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21 Febbraio 2024
Inquinamento ambientale e da fumi da Skuola.netInquinamento ambientale e da fumi da ©Skuola.net

L’impianto di biodigestione anaerobica della società Maestrale


di Comitati vari*

Mastrangeli non ferma biodigestore. Rendering del biodigestore progettato dalla società Maestrale ©FrosinoneToday
Mastrangeli non ferma biodigestore. Rendering del biodigestore progettato dalla società Maestrale ©FrosinoneToday

MASTRANGELI. Nel 2021, la precedente amministrazione del Comune di Frosinone scriveva: “Non si ritiene, in via preliminare, che si possa esprimere parere positivo rispetto alla localizzazione dell’impianto di produzione di biometano“.

Quella attuale mette la testa sotto la sabbia come lo struzzo e non si esprime sulla compatibilità territoriale dell’impianto di biodigestione, rischiando l’autorizzazione.

Frosinone: Aggiornamenti sull’impianto di biodigestione anaerobica della società Maestrale

Ancora una volta, il Comune di Frosinone, non risponde non solo ai cittadini riuniti nel Coordinamento No Biodigestori a Frosinone – Valle del Sacco, ma neanche ad uno dei soggetti pubblici partecipanti alla Conferenza di Servizi, il “tavolo” istituzionale competente ad acquisire atti e pareri per il rilascio delle autorizzazioni regionali.

Stiamo parlando dell’impianto di biodigestione previsto in Via Antonello da Messina 2, a Frosinone, in prossimità del casello autostradale, dove arriveranno 160 tonnellate di rifiuti umidi (FORSU) al giorno per 312 giorni/anno, contro le 16 tonnellate prodotte quotidianamente dai cittadini, con un via vai di Tir in entrata ed uscita, che faranno peggiorare ulteriormente i già pessimi dati sulla qualità dell’aria, soprattutto in zona Scalo.

Ma vediamo cosa è accaduto attraverso i vari passaggi.

Direttiva Seveso, rischio di incidente rilevante

A causa delle inadempienze del Comune di Frosinone, richiamate e sollecitate dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, fin da luglio 2023, ai fini dell’ottenimento dell’Autorizzazione Unica Provinciale e della S.C.I.A., in merito alla compatibilità dell’impianto, si è dovuto esprimere il Comitato Tecnico Regionale (CTR) dei VV.FF. per il Lazio, che ha rilasciato parere favorevole. 

Il CTR inoltre ha rinnovato l’invito al Comune ad ottemperare a quanto previsto dalla normativa in merito all’Elaborato Tecnico Rischio di Incidente Rilevante (ERIR).

Nel Comune di Frosinone insistono 3 impianti soggetti a rischio di incidente rilevante. In questo caso, come ricorda il CTR dei Vigili del Fuoco della Regione, il Comune dovrebbe redigere l’Elaborato Tecnico Rischio di Incidente Rilevante (ERIR) che, oltre ad indicare all’esterno dello (o degli) stabilimento i pericoli in caso di evento, dovrebbe consentire il piano di intervento o di evacuazione in coordinamento con la Protezione civile.

L’ERIR serve a stabilire quali nuovi impianti potrebbero essere incompatibili con quelli esistenti, che potrebbero aumentare la magnitudo dell’evento. Inoltre tale documento consente al Comune di esprimere il proprio parere di compatibilità e quindi di programmare e tutelare il territorio e le attività esistenti nel caso di nuovi progetti e quindi ridurre il pericolo, oltre all’inquinamento.

Il Comune di Frosinone invece, ha disatteso l’invito pervenuto dalle autorità competenti ed ha rinunciato ad esprimere il proprio parere sulla compatibilità territoriale dell’impianto: se lo avesse fatto avrebbe potuto introdurre elementi di cautela e di protezione dell’ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini, aspetti questi che sono stati completamente trascurati in quanto su essi il CTR non ha competenza.

Termini del procedimento scaduti

La Maestrale – che ha presentato nel 2019 il progetto per il trattamento di 50.000 tonnellate anno di frazione organica del rifiuto solido urbano – ha dato atto che i termini del procedimento di valutazione di impatto ambientale (VIA) sono ampiamente scaduti, cosa che abbiamo fatto presente per iscritto anche noi, per ben tre volte, alla Regione.

Abbiamo rivolto la medesima istanza al Comune affinché intervenisse presso la Regione, senza sortire alcun risultato.

Lo scorso 7 febbraio la Società ha sollecitato nuovamente la Regione a convocare, entro 15 giorni, la seconda parte della terza Conferenza di servizi – la c.d. decisoria – ribadendo che in difetto avrebbe agito giudizialmente per la tutela dei propri interessi.

Ma nonostante l’istanza della Società e la nostra richiesta a Regione e Comune, entrambi gli Enti hanno volutamente ignorato la richiesta di archiviazione del procedimento di VIA per scadenza dei termini.

La politica dello struzzo

È da più di quattro anni che questo Coordinamento segue la Conferenza di servizi presentando osservazioni e informando i cittadini sulle criticità dei passaggi procedurali e sugli impatti negativi dal punto di vista ambientale, sanitario e sociale del progetto.

E mentre la politica pare essersene interessata solo in prossimità dell’ultima campagna elettorale, questo Coordinamento ha continuato a seguire l’iter amministrativo e ritiene che i cittadini possano “ringraziare” le ultime due Amministrazioni comunali per quanto non è stato fatto per contrastarlo seriamente.

La nuova maggioranza, che in Consiglio comunale non si è mai espressa sul biodigestore, adotta la politica dello struzzo, con l’intento di vanificare l’impegno politico assunto dal precedente Consiglio del 30 marzo 2022 – come risulta dal verbale di seduta – che, all’epoca, votò all’unanimità contro il biodigestore.

Da allora ad oggi nessuna azione è stata adottata per fare chiarezza e nessuna parola contraria è stata pronunciata.

La politica del gambero

Esattamente tre anni fa, era il 20 Febbraio 2021, il Comune di Frosinone, in considerazione delle valutazioni emerse nel corso della riunione della Commissione Consiliare dell’Ambiente, aveva espresso un parere preliminare non favorevole proprio sull’area indicata dal proponente.

Sarebbe stata questa una occasione eccellente oltre che obbligatoria per il Comune di esprimere parere definitivo in termini trasparenti e coerenti a tali premesse, mantenendo fede a quanto più volte ribadito dall’attuale maggioranza durante una campagna elettorale che ha visto il tema biodigestore al centro di aspre polemiche.

Oggi la scelta tanto ponderata quanto scellerata dell’Ente di non rispondere alla richiesta di parere definitivo sulla compatibilità territoriale dell’impianto conferma i nostri timori: l’Amministrazione Mastrangeli non ha dato seguito agli impegni elettorali e non ha mostrato con atti la volontà di fermare l’impianto.

La Sua amministrazione può e deve mettere in campo tutte le azioni necessarie per evitare questo impianto fortemente impattante per la salute dei suoi concittadini e salvaguardare il diritto delle giovani generazioni a vivere in un ambiente salubre.

*Coordinamento del Comitato NO biodigestore Frosinone – Valle del Sacco, Comitato residenti Colleferro, Cittadini della valle del Sacco Sgurgola-Anagni

Frosinone, 20 febbraio 2024


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