fbpx

Tratturi: antichi sentieri di civiltà

Avatar

ByAutore/i esterno/i

21 Febbraio 2024
Transumanza ©Reteitalianaculturapopolare.orgTransumanza ©Reteitalianaculturapopolare.org

Cammino. Montagne. Antichi sentieri, tratturi, transumanza, patrimonio dell’umanità 


di Maurizio Cerroni

Tratturi: antichi sentieri di civiltà. Gregge
Tratturi: antichi sentieri di civiltà. Gregge

TRATTURI. La bellezza di camminare tra i boschi di rovere, querce, tasso, faggete, castagno. Camminare fa bene alle gambe, alla mente, al cuore e cura l’anima. “Più in alto si va più lontano si vede”.

Qualche tempo fa ho deciso di andare in cammino. Partendo dal fatto che una delle cose più naturali che l’uomo ha fatto per millenni è stata quello di camminare, di spostarsi, di muoversi, spinto dalla voglia di conoscere o per necessità, per fuggire dalle guerre, dalla carestia. 

Dunque, “nomadare” con i piedi. Ho scoperto un mondo di uomini e donne, e giovani, che si muovono a piedi e amano la natura. 

Il primo cammino l’ho fatto partendo da Maenza, lungo il fiume Amaseno, la via Francigena – con arrivo a Fossanova, anche detto “l’ultimo cammino di San Tommaso d’Aquino”. Infatti, San Tommaso morì il 7 marzo del 1274, mentre si stava recando al Concilio di Lione, presso l’Abbazia di Fossanova.

Poi sono entrato in contatto con l’associazione “Itinarrando” di Frosinone, con cui ho fatto il cammino di Francesco: la Verna/Assisi,.un cammino faticoso ma meraviglioso per la bellezza dei paesaggi della terra dell’Umbria. Qualche tappa importante, Monte Amaro, Gran Sasso d’Italia.

E sono andato in cammino con altre guide, in particolare Sandro Porretta. Poi, più volte su e giù tra la catena montuosa dei Volsci, i Monti Lepini (con le vette Semprevisa, monte Gemma, Monte Cacume, l’Anello Eramo S Angelo/Sprone Maroni di Morolo).

Quindi gli Ausoni (dal nome mitologico di Ausonio, figlio di Ulisse e di Circe) con la meravigliosa vista sul picco del Circeo, il cammino dei briganti con il monte delle Fate, monte Romano, Monte Giove. Gli Aurunci, la catena montuosa più alta d’Europa che entra nel mare, tra Gaeta, Formia, Sperlonga, con le sue vette, monte Fammera, Petrella, monte Ruazzo e del Redentore.

Ancora, sulle vette della catena Appenninica, le montagne abruzzesi e Laziali, i Simbruini, la valle dell’Aniene. Le mete più conosciute: Pescasseroli, Campo Catino, Campo dell’Osso, Campo Imperatore, Prati di Tivo , Campo Staffi, Arcinazzo, Monte Livata.

Tratturi: antichi sentieri di civiltà. Transumanza
Tratturi: antichi sentieri di civiltà. Transumanza

Per secoli le montagne sono state una riserva naturale per l’uomo, per il pascolo, legno, carbone, castagne, ghianda, bacche, funghi erbe aromatiche e officinali. Tanti i sentieri, tra i Monti del Cicolano, Prenestini, Reatini, Sabini, Simbruini, Tiburtini, Colli Albani, Monti Ernici, Monti della Laga, Monti Lucretili.

Sono tanti i percorsi tra le “Nostre” montagne, accompagnati dalla vista di straordinari paesaggi, il mare, fiumi e laghi: il sentiero di San Benedetto in terra di Ciociara, il cammino della Regina Camilla tra i Lepini, il cammino dell’Appia Antica. Tanti i cammini religiosi, S. Trinità di Vallepietra, Loreto.

In particolare voglio focalizzare l’attenzione sulla storia dei sentieri della transumanza, localizzata in particolare sul territorio Regionale.

Da stimolo sono stati i tanti colloqui avuti con l’architetto Luigi Compagnoni che sta collaborando a un progetto interregionale la transumanza d’Abbruzzo/Puglia.

Segnalo l’ottimo lavoro fatto, con una mostra e la pubblicazione opuscolo in stampa nel 2022 dal titolo “tracce di transumanza nei Monti Simbruini e nella Valle di Comino” (a cura di Sara Carallo e Francesca Impei).

Lungo i cammini sono tanti ancora i segni degli antichi tratturi della transumanza. Come le capanne in pietra dove dimoravano i pastori. Pozzi, fontane, fontanili. Grotte, catini, cavità carsiche. Muri in pietra che ricamano il territorio. Arature, cese, il terreno disossato dalle pietre per coltivare in montagna grano, patate e granturco, vere e proprie tracce di antiche attività.

Le “carbonate”, resti di terra nera con “terrazzi” in pietra. Quella della produzione del carbone è stata una attività importante tra le nostre montagne, in particolare nel Comune di Veroli. Il carbone veniva commerciato arrivava nelle grandi città. Segni di altre attività ci sono in alcuni punti dei monti Aurunci, Ernici, Campo Catino, con resti di pozzi, dove veniva calpestata la neve coperta dalla paglia per preservala e che, nei periodi estivi, con i carri veniva portata, commerciata verso le due grandi città Roma, e Napoli, con lo scopo di mantenere al fresco cibo e bevande, mentre in altri casi con la neve si faceva il gelato.

Strade, tratturi della transumanza. Ci sono tratti ancora visibili, con basoli, muri in pietra a secco. In un documentario della Prefettura di Frosinone viene riportato : “il cavaliere Guido Imperi, notabile di Guarcino, in una relazione inviata al Sottoprefetto di Frosinone, chiarisce che  il territorio di Filettino  è gravato di diritti di uso civico  e che i regolamenti di essi che dà l’amministrazione variano a seconda delle condizioni economiche. Infatti,  vi è stata un epoca in cui la popolazione era in massima parte dedita all’agricoltura e meno alla pastorizia, o quanto meno, la pastorizia non aveva raggiunto la potenzialità di oggi, in cui si contano circa 50.000 capi di bestiame minuto che vive nell’estate a Filettino e nel rimanente dell’anno nelle paludi Pontine e nell’Agro Romano”. Filettino, 1916.

Tratturi: antichi sentieri di civiltà. Capanne in pietra
Tratturi: antichi sentieri di civiltà. Capanne in pietra

Ancora, una ricerca della dottoressa Sara Carallo, con tesi di Dottorato anno Accademico 2015/16 (su società, politica, culture, territorio la valle dell’Amaseno), di cui riporto integralmente alcuni passaggi : “i pastori che provenivano dalla Val Roveto invece, passavano per Sora e Ceprano e arrivavano a Castro dei Volsci e da qui alcuni si dirigevano verso Vallecorsa e Lenola diretti a Fondi, mentre in parte transitavano per San Lorenzo e il Vado Fra Paolo diretti alla pianura del Salto. Nei pressi del monastero dell’Auricola vi era un tempio dedicato a Ercole, protettore dei pastori e fondatore della città di Fondi, in cui i pastori transumanti solevano fermarsi a pregare e riposare.”

“Un’altra antica strada mulattiera molto utilizzata era la cosiddetta via degli Spagnoli, così denominata in seguito all’attraversamento delle truppe spagnole.” 

“Il tratturo dei frati invece partiva dal monastero basiliano – benedettino di San Magno di Fondi e attraversava monte San Biagio passando per l’eremo basiliano. Benedettino di San Michele, di cui sono ancor oggi visibili i resti, e giungeva fino al Vado di Fra Paolo nei pressi del monte Calvo e della valle dei Monaci. Nei dintorni del Vado Fra Paolo era presente un altro monastero benedettino denominato Santa Maria di Burano di cui possiamo ancora visitare i resti delle mura e parte dell’oratorio. Il tratturo, nella sua discesa a valle passava molto probabilmente per il ponte Sant’Aneglio da cui prendeva avvio una strada che attraversava le pendici del paese di Roccasecca dei Volsci e si recava verso Piperno e la pianura pontina ricollegandosi alla via Appia. Questo tratturo collegava la città di Fondi a San Lorenzo Amaseno, per poi toccare le città di Fregellae (attuale Ceprano), Fabrateria Vetus (l’odierna Ceccano), attraversare l’Appia fino a Cisterna e infine giungere infine a Roma. Permetteva inoltre di collegare la via Appia alla via Latina attuale Casilina, passando per il centro storico di Castro dei Volsci.”

Un altro tratturo che si dirigeva a Fondi, partiva da San Lorenzo e salendo verso l’Auricola passava per l’attuale campo d’Aceto (anche chiamato Aceti o Cinto), dalla fontana della Longana e Vado Fra Paolo per poi scendere verso Fondi passando dall’abbazia di San Magno, per la chiesa benedettina di San Michele e per il monte San Biagio. Si ipotizza che questo tratturo fu percorso da San Benedetto che si recava a San Biagio passando per Alatri, la Palombara di Giuliano di Roma e San Lorenzo (attuale Amaseno)”.

Un’altra curiosità, a Ceccano c’è un ponte chiamato “mazzacane”, toponimo storpiato sicuramente di ponte Marsicano cioè dalla Marsica; trattasi di un sentiero della transumanza che transitava nella parte bassa di Ceccano, direzione verso la via Gaeta oppure verso il passo della Palombara.

Cavità con scalinata di accesso
Cavità con scala di accesso

Qui c’era anche la possibilità di fare sosta per qualche settimana con i “greggi” nella valle del Sacco, con un raduno possibile nel paesaggio importante del ponte sul Sacco, della Tamocella, nel comune di Patrica, per poi dirigersi verso l’Agro Pontino. Altra strada era la Pedemontana, detta la strada della “Regina” che da Castro dei Volsci taglia a metà costa tutto il monte Siserno nel territorio di Ceccano, in direzione di Giuliano di Roma/Prossedi/Sezze Romano. Questo percorso ancora è tenuto in buono stato, e per secoli ha rappresentato un’arteria importante per l’uomo per la transumanza.

Per far capire la forza socio economica della transumanza, consideriamo la lunghezza e la larghezza del “Tratturu”. Migliaia di uomini si spostavano, nomadavano, milioni di capi di bestiame si muovevano, pecore, capre, bovini, asini, muli e cavalli.

La lunghezza dei “Tratturu” era pari a 3.100 km. Per questo, Alfonso D’Aragona nel 1447 rivitalizzò le strade su cui si muovevano le pecore e creò una grande rete tratturale, detti “i regi tratturi”, con una larghezza ben definita di “sessanta passi napoletani”, corrispondenti a 111 metri.

Altra cosa importante era che la Dogana controllava i passi, i punti obbligati di transito delle “morre” di Pecore a Guglionisi, Ponterotto, La Motta, Biccari e San Vito, Ascoli e Candela, Melfi e Spinazzola. Ancora, la Doganella d’Abbruzzo.

Questi luoghi venivano custoditi da cavalieri ed “armigeri” che, tra i vari compiti, avevano quello di non permettere l’uscita dal Tavoliere dei pastori che non esibivano la ricevuta (detta passata) dell’avvenuto pagamento della “fida” ovvero il di pascolo.

La più importante era la dogana di Foggia, che aveva un vero tribunale amministrativo, civile e penale della transumanza. Regolamentava la “mena” (cioè, la conduzione) relativamente al settore agricolo, soppressa dalla presenza Napoleonica in Italia nel 1806.

La transumanza è stata una storia secolare di rapporti tra uomini, animali e Regioni con aree geografiche diverse.

Cultura, storia, sapori, cucina, chiese, feste, musica e canzoni, poesia, archeologia rurale che ancora oggi può essere valorizzata e rappresentare un vero volano per l’economia eno-gastronomica territoriale, in particolare per la nostra Regione.


Transumanza

Tratturo

Storia e storie del frusinate


 

Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

 

Pagare con una carta

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Privacy Policy Cookie Policy

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Avatar

ByAutore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Privacy Policy Cookie Policy