Industria intelligente e ……..

Donato Galeone

ByDonato Galeone

18 Marzo 2024
Manifestazione CislManifestazione Cisl

… posti di lavoro tecnologici


di Donato Galeone

Industria intelligente e........
Industria intelligente….Lavoro nell’era della robotica

INDUSTRIA. Nei due Congressi CISL ultimi – marzo 2022 – provinciale di Frosinone e Lazio si disse e si riconfermò la volontà e l’impegno di “ESSERCI” – sintetizzo – per “governare il futuro economico e sociale regionale rinnovando l’azione sindacale e sostenendo il cambiamento della occupazione in posti di lavoro con la massima sicurezza”.

Ma per governare il futuro è certamente necessario che la istituzione, Regione Lazio e i corpi sociali intermedi – associazioni di lavoratori e delle imprese – assumano impegni, non solo annunciati ma condivisi, programmati e finanziati – fattibili non tanto e non solo emergenziali – quanto orientati verso uno “sviluppo produttivo territoriale e sociale del lavoro, facendo leva sui punti di forza diversificati che il Lazio possiede”.

Ricordo bene che questi orientamenti non sono “novità” perché, anche, nei due Congressi CISL – Provinciale di Cassino e Regionale di Roma – furono richiamati e condivisi dal Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone, dal Sindaco di Roma e dal neo Presidente della Regione Lazio, dal Presidente del neo Consorzio di Sviluppo Industriale del Lazio e dal rappresentante della Unione delle Imprese Industriali che in questi giorni – con il Presidente Camilli – chiedono un “Piano Industriale Lazio”.

Cosi come da ricordare che CISL Lazio  – già qualche anno fa – ha sollecitato alla Regione Lazio l’aggiornamento e la condivisione, con parti sociali, di un” Piano Regionale di Sviluppo Territoriale” entro cui sia nei contenuti che nella gestione dello sviluppo sostenibile laziale non potrà non mirare verso la riduzione delle disuguaglianze – con il “lavoro vero non precario e retribuito con equità contrattato e partecipato” – nella consapevolezza, sempre, della dignità del lavoro personale, osservando consapevolmente, che senza il lavoratore non esiste l’impresa.

E’, peraltro, condivisibile la sottolineatura e il richiamo del Presidente di Unindustria Lazio, Camilli, nel merito del rapporto più esteso ed anche più equilibrato tra la “industria intelligente” ed i servizi di alto valore aggiunto da promuovere e consolidare nella economia laziale, tra le tipologie produttive nelle aree industriali, mediante adeguati investimenti strutturali e infrastrutturali.

Anche il neo Consorzio Unico di Sviluppo Industriale del Lazio – istituito nel giugno 2021 – dovrà dare al comparto produttivo laziale un assetto gestionale, creando un ambiente favorevole per lo sviluppo delle imprese in grado di “agevolare la diffusione della innovazione, della informatica e digitalizzazione, delle applicazioni meccatroniche  multimediali” nel contesto di una pianificazione regionale complessiva  e lungimirante, non solo industriale, da condividere con le parti sociali e territori, cofinanziata – anche – dalle risorse  europee.

Tra le tipologie della “industria intelligente” sollecitata dal Presidente Camilli appare possibile – tra l’area da Colleferro a Cassino – inglobare quel territorio avviato a vocazione industriale  nei settori meccanico e dell’indotto automobile, elettronico, chimico e, quindi, più che ragionevole una ripresa produttiva con un paio di programmi strategici tanto nel “settore dell’automazione e della robotica (meccatronica)” quanto in quello della “informatica, multimedialità e digitale” propriamente orientati verso quell’industria intelligente intersettoriale auspicata e non solo da Camilli.

Infatti rilevo – dalle più recenti dichiarazioni del ceco, Jean Philippe Imparato di STELLANTIS – che l’annuncio del debutto della nuova auto Stelvio nel 2025 e quella della nuova Giulia nel 2026 saranno costruite a Cassino su nuova piattaforma STLA large. E aggiunge – sottolineando – il ceo Imparato che le auto sono la “futura generazione” e si avvalgono di altre due “piattaforme digitali” – ribadendo – che queste   automobili, elettriche ed elettrificate, rappresentano il “futuro tecnologico” del gruppo STELLANTIS”.

La notizia di STELLANTIS per Cassino e basso Lazio – nell’epoca della quarta rivoluzione industriale definita industria 4.0 – se positiva e parzialmente soddisfacente ritarda, ancora, di conoscere la programmata e compiuta  “missione futura” della multinazionale dell’automobile che “è centrale il conoscerla” – afferma il Segretario della Cisl Lazio Enrico  Coppotelli –  per lo stabilimento di Cassino “tanto nelle prospettive  produttive che occupazionali quanto e soprattutto nei volumi che occorrono per rigenerare nuove e aggiuntive qualità occupazionali”.

Anche perché – mi permetto aggiungere alla condivisa osservazione di Coppotelli – alla soddisfazione che le nuove auto Alfa Romeo elettriche ed elettrificate realizzate porteranno a Cassino il “primato di essere il primo stabilimento europeo” a utilizzare la nuova architettura che ha debuttato su Dodge Charger negli   USA, va osservata, contestualmente,  l’importanza sociale del lavoro nella innovazione tecnologia produttiva STELLANTIS a quella economica nelle risultanze degli utili attesi.

E partendo dal prevedibile parziale primato territoriale di Cassino – nella dimensione europea delle nuove auto prodotto nello stabilimento del basso Lazio – promuovere il rilancio possibile e sostenibile  della “industria intelligente locale” –  oltre il comparto automotive – mediante tutti quei servizi  infrastrutturali  e puntando verso settori tecnologici trainanti già innanzi richiamati in quanto sono e saranno i “veri motori” attrattivi dei nuovi insediamenti e di supporto necessario alle  ristrutturazioni e riconversioni produttive già colpite dal declino industriale, anche, nel Lazio meridionale.

Necessario, quindi,  che Regione Lazio – con il suo braccio tecnico operativo del Consorzio di Sviluppo Industriale – recuperi i ritardi e definisca l’aggiornamento del “Piano di Sviluppo Strategico Regionale”  avviato dal 2018 e da coniugare con le missioni indicate dal PNRR  -peraltro – attuative della transizione ecologica e digitale oltre che di supporto alle attività produttive presenti del basso Lazio e al sostegno della aree SIN della Valle del Sacco, nel frusinate, per settori produttivi agricoli congiunti agli interventi nelle aree attrezzate  territoriali da rilanciare, salvaguardando la salute e non solo la “occupazione limitata in posti di lavoro tecnologici”. 

Roma,18 marzo 2024


CISL Lazio

Unindustria nel Lazio

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