Gli interessi della destra e non solo

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17 Aprile 2024
Ideologie. Dreamstime.com ID 54338641 ©RawpixelimagesIdeologie. Dreamstime.com ID 54338641 ©Rawpixelimages

Cosa vuol dire fare gli interessi della destra?


di Luigi Mingarelli*

Gli interessi della destra e non solo
Gli interessi della destra e non solo

INTERESSI. Chi divide fa gli interessi della destra. Fare gli interessi della destra. Cosa vuol dire fare gli interessi della destra?  E come si fanno gli interessi della destra? E si fanno solo gli interessi della destra, oppure qualche capo bastone fa principalmente i suoi di interessi?

Sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è sedersi in uno studio televisivo e affermare – come hanno fatto l’onorevole di Fdi Ruspandini e il presidente regionale del Pd Francesco De Angelis – che nei territori bisogna avere più libertà e meno ideologia, lasciando questa ultima solo per le questioni nazionali, dando una parvenza di civismo agli accordi elettorali tra i loro rispettivi partiti, già portati avanti in molti comuni ciociari.

Sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è eleggere prima Sindaco di Sora e poi Presidente della provincia di Frosinone un ex esponente della Lega; sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è rinunciare al proprio simbolo per appoggiare un candidato Sindaco che fino a pochi mesi prima era il braccio forte di una giunta a guida Fdi a Ceccano; sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è dividersi le poltrone negli enti di secondo livello come nelle società partecipate, per poi battagliare uno contro l’altro il 25 Aprile, come anche  nelle campagne elettorali.

Sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è cavalcare la protesta contro la privatizzazione del servizio idrico per poi vessare ulteriormente il popolo ciociaro emanando il decreto Padoan.

Sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è votarci insieme l’invio delle armi nei paesi in guerra; e ancora sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è distruggere il Welfare con quello schifo di riforma chiamata Jobs act.

Sicuramente un modo per fare gli interessi della destra è emanare la riforma Fornero, il decreto Franceschini con cui i beni del patrimonio culturale sono stati concessi in uso per interessi economici di privati, eliminare l’articolo 18, inventarsi l’alternanza scuola-lavoro, i tagli alla sanità, la legge Minniti e gli accordi con la Libia, le privatizzazioni e tantissime altre cose, dette e fatte, che non fanno altro che allontanare gli elettori dal voto alimentando l’astensione e sfiduciare i cittadini rispetto alla politica, che viene vista come una sorta di ufficio di collocamento fatto per ricchi neoliberisti e poveri inconsapevoli, ricca di arrivisti e arida di pensatori, lontana anni luce dall’etica e dalla coerenza che dovrebbe accompagnare ogni singolo passo di ogni politico.

Per chi scrive, invece, le ideologie sono importanti perchè rappresentano un patrimonio di identità e valori che non possono ritenersi sorpassati in nome dell’autonomia individuale, per accordi politici di territorio e quant’altro.

Se così fosse potrebbero vedere la luce logiche riduzionistiche al pensiero unico bipartisan, dove sarà sempre più facile posizionarsi e prendere posizione per il salvataggio dei panda in via di estinzione e, allo stesso tempo, contro le missioni di salvataggio dei migranti.

Mettere le ideologie in un cassetto non serve al bene dei cittadini, ma soltanto all’occupazione di posti di potere da parte di esponenti di partito che, per forza di cose, pagheranno sempre dazio alla deriva neoliberista nazionale e locale, che nella nostra provincia piega la volontà politica ad accordi filo-aziendalisti e personali (vedi Acea) che di ideologico non hanno niente.

Avere una ideologia di sinistra, e crederci, significa opporsi al fare gli interessi della destra, come opporsi a chi fa gli interessi della destra.

Questo non vuol dire che tutti debbano stare con noi o avallare le nostre idee, ci guardiamo bene dal lanciare subliminali segnali da pensiero unico, ma significa che abbiamo tutto il diritto di dissentire da modi di fare che accomunano tutta la politica, e chi prova a praticarla, in  un calderone dove a farla da padrone sono gli interessi dei ricchi, delle grandi multinazionali,dei voltagabbana di turno.

Non ce ne voglia nessuno, ma per noi la politica è ancora cosa seria, e ridurla ad una mera spartizione di posti non ci interessa.

Contano le idee ed i programmi partecipati e costruiti assieme alle cittadine e ai cittadini, e non gli accordi partoriti litigando, da cui non potrà che nascere l’ennesima malastagione per la comunità.

Norberto Bobbio diceva che “ancora oggi permangono le ragioni della distinzione fra sinistra e destra, e essere di sinistra significa optare per i poveri, indignarsi di fronte all’esclusione sociale, non adeguarsi di fronte a tutte le forme di ingiustizia e considerare l’ineguaglianza sociale una aberrazione”, e quindi non possiamo far altro che resistere e lottare, senza scindere il piccolo territorio dalla grande nazione, affinchè le nostre azioni fungano da esempio per chi ancora crede alla politica e al suo essere al servizio della collettività.

Ceccano, 16 Aprile 2024

*per il circolo “5Aprile” Prc-se Unione popolare di Ceccano, il Segretario pro-tempore
Luigi Mingarelli

PRC Ceccano

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