Leggendo “Miracolata” di Fausta Dumano

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21 Aprile 2024
Biblioteca Accademia di Belle Arti di CarraraBiblioteca Accademia di Belle Arti di Carrara

Recensione del libro più recente scritto da l’Insognata


di Annalisa Alfano*

Leggendo “Miracolata” di Fausta Dumano
Leggendo “Miracolata” di Fausta Dumano

LEGGENDO “Miracolata” di Fausta Dumano, l’Insognata, si distingue per la sua struttura diaristica, che consente a chi legge di addentrarsi profondamente nel processo di morte e resurrezione raccontato, da non intendersi esclusivamente come processo di conversione religiosa.

Paragonabile ad altri romanzi di carattere autobiografico, come “Il diario di Anne Frank” o “Diari di Virginia Woolf”, il romanzo di Fausta si distingue per la sua capacità di dare voce alle emozioni e alle sfide quotidiane che l’autrice ha dovuto affrontare dal giorno zero, giorno in cui un ictus ha segnato un prima e un dopo, apparentemente slabbratti, per usare un termine dell’autrice, ma connessi da un sottile fil rouge: la ricerca di se stessi.

Il cammino di ascesa e conversione della protagonista, accompagnata da compagni di viaggio assenti e presenti, come Ulisse, Franca, Mario, Camilla, è delineato con una sensibilità e una profondità che avvicinano chi legge, sia alla sofferenza dell’autrice, sia delle persone c familiari e amiche.

Fausta utilizza una sintassi ricercata e ricca di sfumature per descrivere le sue trasformazioni interiori, evidenziando i momenti di crisi, di speranza e di rinascita. Crea un intreccio narrativo avvincente, in cui le sua vita inevitabilmente si interseca con quella di chi ha deciso di essere presente nella tragedia perché, si sa, è negli eventi catastrofici che si avvertono presente e assenze.

L’autrice, utilizzando un ritmo incalzante e coinvolgente, capitoli che vanno dalle due, tre pagine alle poche righe, ci trasmette con pathos il sussultare del suo stato d’animo e, di conseguenza, dei suoi pensieri.

Attraverso l’uso di periodi complessi e frasi coordinate, Fausta crea una narrazione che scorre fluidamente, permettendo a chi legge di seguire il susseguirsi degli eventi e delle riflessioni, sia sue che delle figure amiche e familiari che hanno arricchito questo diario con le loro testimonianze.

Testimonianze di chi sta accanto e, spesso, sentendosi impotente, si affida alla preghiera e al trascendente, nella speranza di un miracolo nel quale finiscono per credere tutte e tutti.

La scrittura accurata e dettagliata, permette di entrare in intimità con l’autrice. Fausta utilizza una varietà di figure retoriche, come metafore, similitudini e personificazioni, per arricchire la sua prosa e rendere le descrizioni dei paesaggi e delle emozioni ancora più vivide e coinvolgenti.

La forma stilistica e sintattica del romanzo è caratterizzata da una prosa ricca di dettagli e immagini evocative, lo stile narrativo è vivido e coinvolgente e si manifesta attraverso una varietà di tecniche letterarie, come il dialogo diretto, i monologhi interiori e le descrizioni dettagliate.

“Miracolata” rappresenta un’opera letteraria di grande valore, capace di toccare le corde emotive e di offrire una riflessione profonda sulla vita e sull’esperienza umana. Attraverso spezzoni come quello del 23 aprile 2023, in cui Fausta si confronta con la sua solitudine notturna, il romanzo offre una dimensione quasi familiare e una sincerità che inevitabilmente portano al processo di immedesimazione tra chi ha scritto e chi legge.

Questo romanzo si distingue, inoltre, per la sua capacità di dare voce alle emozioni e alle sfide quotidiane della protagonista.

Capacità evidente nei passaggi che descrivono i giorni più bui di Fausta, durante la sua lotta contro la malattia e la sua disperata ricerca di guarigione, come nel frammento del 24 aprile 2023, in cui l’autrice si confronta con la sua depressione post-ictus e cerca di trovare un senso alla sua vita.

Attraverso i momenti di disperazione, speranza e rinascita, il romanzo offre una riflessione profonda sulla natura umana e sul significato della vita vita stessa, fatta di sconfitte e di vittorie.

Questa evoluzione si evince in brani come il frammento del 3 aprile 2023, in cui Fausta dedica i suoi progressi alla sua maga delle parole e a sua figlia; o ancora il frammento del 10 ottobre 2022, in cui è Franca a riflettere e raccontare giorni peggiori di Fausta durante la sua malattia.

Un punto di vista di chi assiste e vive la frustrazione di sentirsi inutile. Una malattia è sempre inevitabilmente una tragedia corale.

La forma in struttura diaristica del romanzo, nota per la sua immediatezza e autenticità, permette di immergersi completamente nell’esperienza emotiva dei personaggi, offrendo un’intimità che a volte manca nei romanzi tradizionali.

E’ come se chi legge abbia un accesso privilegiato e senza filtri ai pensieri più profondi e alle emozioni più intime della protagonista. La sua narrazione trasmette una profonda gamma di riflessioni, affrontando tematiche complesse come la solitudine, la malattia, la gelosia e la ricerca dell’essenza del vivere.

Fausta sembra attraversare un viaggio interiore intenso e tormentato, cerca di affrontare i suoi demoni interiori e di trovare una nuova direzione nella sua esistenza. Lo stile narrativo cattura efficacemente il tumulto emotivo e la confusione che Fausta sta vivendo, mentre si confronta con la sua malattia e con le delusioni delle relazioni passate.

La narrazione culmina in un momento di speranza e resurrezione quando Fausta trova conforto e rinnovata determinazione nella sua fede e nel sostegno degli amici.

Questo finale apre la strada a nuove possibilità e nuovi inizi per Fausta, mentre affronta con coraggio e resilienza il futuro incerto che si presenta davanti a lei. Il suo modo di affrontare temi così intimi e complessi è coinvolgente e offre una finestra su mondi interiori profondamente autentici.

Le testimonianze di Giuseppina, Franca, Mario, Camilla ci offrono un quadro degli alti e bassi affrontati da Fausta durante il suo percorso di guarigione dall’ictus.

Giuseppina riflette sul periodo di isolamento e sulle sfide imposte dalla pandemia, sottolineando l’importanza dell’affetto e del sostegno reciproco.

Franca descrive il proprio dolore e l’angoscia di vedere Fausta lottare nel suo improvviso silenzio per la difficoltà nel comunicare, ma anche la gioia e la gratitudine nel vederla progredire nella riabilitazione.

Mario condivide l’esperienza di accompagnare Fausta in diverse attività, cercando di rendere speciale ogni momento insieme.

Infine, Camilla esprime ammirazione per la forza di Fausta nel ritrovare la sua voce e il suo ruolo di narratrice, sottolineando il suo impatto positivo sulla vita di coloro che la conoscono.

Queste testimonianze ci ricordano il potere dell’amore, della solidarietà e della speranza. Le altre parole, non quelle di Fausta, offrono uno sguardo esperienziale di chi ha visto ed è testimone delle continue sfide che Fausta ha affrontato durante il suo percorso di guarigione.

La loro ammirazione per la forza interiore di Fausta è palpabile. La determinazione dell’autrice nel superare l’ictus e recuperare la capacità di comunicare è ispiratrice.

Il racconto di Mauro trasmette la sorpresa e l’emozione nel vedere Fausta fare progressi nella sua riabilitazione, mentre Carla riflette sulla natura generosa e premurosa di Fausta, che ha influenzato positivamente le vite dei suoi studenti e di coloro che l’hanno conosciuta. Entrambi evidenziano la resilienza straordinaria di Fausta e la sua capacità di trovare forza e speranza anche nei momenti più difficili.

Queste testimonianze ci raccontano quanto Fausta sia amata e rispettata dalla comunità circostante e come la sua esperienza abbia ispirato e toccato le vite di coloro che l’hanno conosciuta.

Il suo coraggio nel superare le sfide fisiche e emotive associate alla malattia è enfatizzato, così come il suo impegno continuo nel contribuire alla cultura e alla comunità nonostante le condizioni fisiche.

È commovente vedere come Fausta sia stata accolta e sostenuta dai suoi amici e dalla sua comunità durante il suo percorso di guarigione, e come abbia continuato a ispirare gli altri.

Lo stile “slabbrato” dell’opera, parafrasando l’autrice, si caratterizza per la sua struttura frammentaria e non lineare, che richiama l’andamento discontinuo e imprevedibile della vita stessa.

Nel romanzo, il tempo si snoda attraverso flashback, ricordi e riflessioni dell’autrice, creando un effetto di discontinuità temporale, che rispecchia la complessità delle sue storie e dei suoi sentimenti.

Allo stesso modo, lo stile slabbrato si manifesta attraverso la presenza di diversi registri linguistici, l’uso di digressioni e la frammentazione della narrazione, che si adatta al flusso caotico e mutevole della vita di Fausta.

Entrambi, il tempo e lo stile slabbrato, conferiscono al romanzo una profondità e una complessità che riflettono la natura umana e le sue sfaccettature.


Annalisa Alfano

Fausta Dumano

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