Lavoro: molte sfide cruciali per il futuro

Lavoro alla catena di montaggioLavoro alla catena di montaggio

Da “Sicurezza sul lavoro e sicurezza del lavoro”


di Gianluca Popolla

Lavoro: molte sfide cruciali per il futuro. Stellantis operai
Lavoro: molte sfide cruciali per il futuro. Stellantis operai

LAVORO In occasione dell’incontro dal nome “Sicurezza sul lavoro e sicurezza del lavoro” organizzato da Demos, ho condotto una ricerca sul mondo del lavoro e sui possibili sviluppi futuri.

L’incontro organizzato dalla già Sindaca di Ceccano Manuela Maliziola ha visto la partecipazione di rappresentanti dei lavoratori, esperti in ambito medico e sociale, nonché del Deputato On. Paolo Ciani.

Nel mio intervento ho esposto quanto segue.

Le sfide che dobbiamo affrontare nel settore lavoristico sono molteplici e cruciali per il futuro dell’umanità, l’unica strada possibile è quella del sostegno inter-generazionale: occorre che gli adulti conducano la staffetta, indichino la via, per poi lasciare il testimone ai ragazzi che dovranno raggiungere l’obiettivo di una società più equa, sostenibile (per davvero) e vicina agli ultimi.

In questo senso è necessario parlare non solo di sicurezza sul lavoro e del lavoro ma anche di “sicurezza oltre il lavoro”, mi spiego meglio.

Secondo gli studi condotti a livello globale da Goldman Sachs e a livello nazionale da Confartigianato, nei prossimi anni a causa dell’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle industrie, si perderanno milioni di posti.

La Confartigianato afferma che in Italia perderemo addirittura circa 8.4 milioni di posti di lavoro: una vera e propria rivoluzione copernicana nel mondo dell’occupazione.

Come affronteremo questa emorragia di domanda?

É sufficiente affidarsi al buon cuore e all’etica dei detentori del capitale e della forza lavoro? Il mondo di oggi non lo permette, profitto e iper-competività, ottimizzazione e ridimensionamento sono i dogmi del capitalismo liquido e nulla potrà rimetterli in discussione: ergo si ha bisogno di un intervento politico.

L’alternativa è consegnare milioni di famiglie alla povertà, al disagio psicologico, alla criminalità organizzata, con conseguenze irreversibili per il futuro del nostro Paese.

La possibile soluzione all’erosione dei posti dei lavoratori esiste ed è quella del reddito di base universale, misura economica e di solidarietà, per cui lo Stato eroga una rendita mensile ai cittadini maggiorenni, garantendo quella “esistenza libera e dignitosa” invocata a gran voce dall’art. 36 della Costituzione italiana.

Già in fase sperimentale in Catalogna, Alaska, Canada e Finlandia, questa misura risulterà fondamentale se le previsioni di un notevole calo dei posti di lavoro verranno rispettate, pena l’aumento irreversibile della povertà, delle disuguaglianze sociali e della criminalità organizzata.

Un tema cruciale che, a quanto pare, ancora non è entrato nel dibattito politico, né preso in considerazione dall’attuale Governo, alle prese con la redazione della legge per imporre l’uso di formaggi italiani nel menù dei ristoranti.

Altro tema di rilevanza fondamentale è il salario minimo, la paga oraria minima imposta dallo Stato, al di sotto della quale i datori di lavoro non possono scendere: una garanzia contro il proliferare di lavori sottopagati e che avrebbe effetti benefici per i lavoratori.

In Ue soltanto Finlandia, Svezia, Danimarca, Austria e Italia non hanno stabilito un salario minimo e tra questi l’Italia è all’ultimo posto per la qualità del welfare, lo Stato sociale.

I detrattori della misura hanno affermato che la fissazione del salario minimo avrebbe diminuito i salari medi, causato la perdita di occupati e aumentato vorticosamente l’inflazione, l’esponente più autorevole di questa tesi è la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La tesi della Presidente Meloni non è sostenuta da alcuno studio o pubblicazione scientifica.

La verità scientifica, in realtà, è molto diversa, depone in tal senso l’introduzione nel 2015 del salario minimo in Germania (la paga minima è stata portata dagli 8.5 € l’ora del 2015 ai 12.42 € l’ora del 2022, circa 2.000 €/mese per un full time per intenderci).

Lo studio condotto dalla Harvard University sull’esperienza tedesca ha evidenziato i seguenti dati:

  • diminuzione trascurabile degli occupati (previsioni catastrofiche prevedevano la perdita di ben 900.000 posti);
  • aumento dell’inflazione in linea con i paesi UE sprovvisti di salario minimo;
  • aumento del PIL del 20%;
  • diminuzione drastica dei lavori sottopagati;
  • maggiori benefici per territori disagiati, under 24 e persone con minori qualifiche professionali.

Abbiamo bisogno di un dibattito serio, che parta da studi scientifici e sfoci in proposte serie: un territorio in cui slogan e percezioni personali non devono avere cittadinanza.

Serietà ancor più necessaria di fronte al quadro socio economico attuale, secondo studi scientifici infatti:

  • siamo 27° posto in Europa (su 30 Paesi) per la qualità del bilanciamento tra vita e lavoro;

É l’ora di agire, senza pregiudizi e steccati ideologici o altrimenti sarà troppo tardi.


Lavoro e Lavoratori su UNOeTRE.it


Privacy Policy Cookie Policy
Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Grazie per aver letto questo post, se ti fa piacere iscriviti alla newsletter di UNOeTRE.it!

Avatar

ByAutore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Privacy Policy Cookie Policy