Osservazioni e Opposizioni alla delibera consiliare 1 del 29.2.2024

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16 Maggio 2024

Al Comune di Anagni comune.anagni@postecert.it

Al Sindaco di Anagni – Avv.to Natalia Daniele seg.sindaco@comune.anagni.fr.it

Al Presidente del Consiglio Comunale – Avv.to Salvati Davide

d.salvati@comune.anagni.fr.it Al segretario Generale del Comune di Anagni – dr. Loi Franco

f.loi@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Antonio Necci

a.necci@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Beccidelli Giulia

g.beccidelli@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Cacchi Marianna

m.cacchi@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Cardinali Donatello

d.cardinali@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Danilo Tuffi

d.tuffi@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Natalia Riccardo

r.natalia@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Pietrucci Luigi

l.pietrucci@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Proietti Angelo

a.proietti@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Proietti Vincenzo

v.proietti@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Vecchi Guglielmo

g.vecchi@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Versi Roberto

r.versi@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Santovincenzo Luca

l.santovincenzo@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – De Luca Giuseppe

g.deluca@comune.anagni.fr.it

e p.c. Al Consigliere comunale – Scandorcia Peppino

p.scandorcia@comune.anagni.fr.it e p.c. Al Consigliere comunale – Cardinali Alessandro

a.cardinali@comune.anagni.fr.it

Gruppo Forestale Carabinieri Frosinone

ffr43019@pec.carabinieri.it Segreteria della Presidenza Presidente Francesco Rocca segreteria.presidente@regione.lazio.it

Alla Regione Lazio – Assessorato all’Urbanistica, Politiche abitative, Case popolari e Politiche del mare

On.le Ciacciarelli Pasquale pciacciarelli@regione.lazio.it

Alla Regione Lazio – Assessore Cultura, Pari Opportunità, Pol. giovanili e della Famiglia, Servizio civile

Simona Renata Baldassarre assessore.baldassarre@regione.lazio.it

Alla Regione Lazio – Segreteria Assessore Mobilità, Trasporti, Tutela del Territorio, Ciclo dei rifiuti,

Demanio e Patrimonio gguli@regione.lazio.it

Alla Regione Lazio – Segreteria Assessore Turismo, Ambiente, Sport, Cambiamenti climatici, Transizione

energetica, Sostenibilità assessoratopalazzo@pec.regione.lazio.it

Alla Regione Lazio – Segreteria Assessore Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità

alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste

aconti@regione.lazio.it Alla Regione Lazio – Assessore Lavori pubblici, Politiche di Ricostruzione, Viabilità, Infrastrutture

Manuela Rinaldi manuela.rinaldi@regione.lazio.it

e p.c. Alla Regione Lazio – Direzione Regionale Ambiente, Cambiamenti Climatici, Transizione Energetica e

Sostenibilita, Parchi direzioneambiente@regione.lazio.legalmail.it

e p.c. Alla Direzione regionale per le politiche abitative e la pianificazione territoriale, paesistica e

urbanistica Regione Lazio territorio@regione.lazio.legalmail.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Forza Italia Regione Lazio

Capogruppo Simeoni Giorgio gsimeoni@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Lega Salvini premier Regione Lazio

Capogruppo Cartaginese Laura cartaginesepress@gmail.com

e p.c. Al Gruppo Consiliare Noi Moderati Regione Lazio

Capogruppo Neri Nazzareno nneri@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Partito Democratico Regione Lazio

Capogruppo Ciarla Mario gruppopdlazio12@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Regione Lazio

Capogruppo Zuccalà Adriano gruppom5s@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Italia Viva Regione Lazio

Capogruppo Tidei Marietta mtidei@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Azione Regione Lazio

Capogruppo D’Amato Alessio segreteria.damato@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Verdi Sinistra – Europa Verde Regione Lazio

Capogruppo Marotta Claudio cmarotta@regione.lazio.it

e p.c. Al Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Regione Lazio

Capogruppo Sabatini Daniele fratelli-italia@regione.lazio.it

Oggetto: (Lettera di contestazione) Osservazioni e opposizione alla Deliberazione di Consiglio Comunale, verbale n. 1 del 29 febbraio 2024 “Individuazione zona produttiva in variante al PRG e Piano particolareggiato, ex art. 4, comma 5 L.R. 36/1987. Nuovo insediamento logistico in località San Bartolomeo”, pubblicazione all’albo pretorio del 19/03/2024, corrispondente al

n. 528 del registro delle pubblicazioni., ai sensi della Lg 1150/17 081942, art. 9, comma2 e ss.mm.ii

I sottoscritti Anna Natalia (Legale rappresentante dell’associazione Anagni Viva di Anagni), Alessandro Compagno (Legale rappresentante dell’Associazione Diritto alla Salute di Anagni), Carla Negri Boschi (legale rappresentante dell’ Associazione Terradolce di Anagni), Nello di Giulio (legale rappresentante dell’Associazione Anagni Cambia Anagni), e il sig. Emiliano Migliorini nella qualità di interessati diretti e/o indiretti in relazione ai fini associativi di una pluralità di cittadini Anagnini

presentano

le seguenti osservazioni e opposizioni con motivate contestazioni:

A)   NULLITÀ DELLA DELIBERA PER MANCATO COINVOLGIMENTO DI ENTI PUBBLICI, PRIVATI E DI TUTTE LE ORGANIZZAZIONI

Nella deliberazione del consiglio Comunale del 19.03.2024, e precisamente a pagina 2 nel secondo punto, viene statuito: “Considerato che nelle scelte riguardanti l’assetto del territorio, nel vigente ordinamento legislativo, trova riconoscimento il coinvolgimento dei privati che divengono quindi promotori e compartecipi delle iniziative urbanistiche dell’amministrazione locale”.

Gli scriventi contestano, osservano e si oppongono per tale presupposto affermato nella deliberazione del 19.03.2024 in quanto, pur incidendo significativamente in termini paesaggistici (bene culturale pubblico e tutelato in tal senso dalla Costituzione) e in altre diverse forme sul territorio, risulta assunta senza “adeguata preventiva consultazione degli enti pubblici e delle organizzazioni sociali, culturali, ambientaliste, economico professionali e sindacali interessate e con garanzia, comunque, di idonei processi di partecipazione e informazione dei cittadini.

B)    NULLITÀ DELLA DELIBERA PER LA PRESENZA DEI VIZI DI FORMA

Nel testo di delibera votato dal Consiglio Comunale, si legge che: “Richiamata la Legge regionale del 2 luglio 1987, n. 36, recante norme in materia di attività urbanistico-edilizia e snellimento delle procedure, e, in particolare, lart.4 – Piani attuativi e programmi urbanistici in variante, comma 5 […] La deliberazione di individuazione, corredata da tutti gli elaborati tecnici e normativi e dei

pareri prescritti, costituisce adozione della relativa variante urbanistica ed è pubblicata nell’albo pretorio e nel sito informativo del comune per un periodo di trenta giorni consecutivi. Nei successivi trenta giorni i soggetti interessati possono presentare eventuali osservazioni od opposizioni” […] il Segretario Generale dispone che la presente delibera è stata affissa all’albo Pretorio comunale dell’Ente per rimanervi quindici giorni consecutivi (art 124, c.1 del T.U. 18.08.2000, N. 267) il 19.03.2024 […] certifica che la presente deliberazione su conforme attestazione del dipendente responsabile addetto alla pubblicazione è affissa all’albo pretorio dal 19.3.2024 al 19.3.2024 al corrispondente numero 528 del registro pubblicazioni…..”

Osservano, contestano e si oppongono i sottoscritti a tale delibera proprio nella parte in cui si legge: “il Segretario Generale certifica che la presente deliberazione su conforme attestazione del dipendente responsabili addetti alla pubblicazione è affissa all’Albo Pretorio dal 19/03/2024 al 19/03/2024 corrispondente al numero 528 del registro pubblicazioni…”.

Il testo di delibera presenta, peraltro, affermazioni irreali del tipo: “L’anno duemilasei in questo giorno 10 del mese di agosto alle ore 18.30 nella sala delle adunanze del comune si è riunito…” quanto, invece, il Consiglio de quo si è tenuto, ovviamente in diversa data, cioè a dire 29 02 2024.

Si nota, inoltre, che le date in calce sono sbianchettate e riscritte.

La delibera, quindi, deve essere opposta necessariamente poiché presenta dei vizi formali.

Orbene, a tal proposito giova rilevare infatti, che, non sono stati rispettati come statuito anche dall’art. 4 comma 5 della legge n. 36 del 2 luglio 1987 i termini di 30 giorni, poiché dopo 15 giorni esatti dalla data di pubblicazione della delibera del 19.3.2024 nell’albo pretorio, questa è stata cancellata e spostata nell’archivio storico.

C)             OSSERVAZIONI       SUGLI      ASPETTI       TERRITORIALI,            PAESAGGISTICI, NATURALISTICI E SULLE FRAGILITA’ IDROGEOLOGICHE

In merito a quanto riportato nella Relazione Tecnica illustrativa e nelle tavole di riferimento, la proposta di variante si mostra assolutamente irrispettosa, irreale, decontestualizzata e pericolosa rispetto a quanto si osserva, tra l’altro, nelle tavole del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale approvato con DCR 5/2021, le zone interessate dall’area di progetto ricadono nel “Paesaggio agrario di continuità” e “Paesaggio agrario di valore” con la presenza di aree verdi, zone agricole e di valore, nonché di beni lineari di testimonianza di caratteri archeologici e storici con fascia di rispetto (“tutto l’areale di progetto presenta un POTENZIALE ARCHEOLOGICO ALTO che, rapportato con la natura e l’estensione delle opere in progetto, porta all’attribuzione di un RISCHIO ALTO” –

VERIFICA PREVENTIVA DELL’INTERESSE ARCHEOLOGICO (art. 25, c. 1-4 D. Lgs. 50/2016)),

aree verdi boscate protette e zone di pascolo.

  1. Per quanto concerne il “PAESAGGIO AGRARIO DI CONTINUITÀle principali linee di intervento, sono:
    1. Individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed edilizio compatibili con i livelli di valore riconosciuti e con il principio del minor consumo di territorio;
    1. Attenta politica di localizzazione e insediamento;
    1. Individuazione di interventi di valorizzazione del paesaggio agrario anche in relazione ad uno sviluppo sostenibile.
    1. Riqualificazione e recupero di paesaggi degradati da varie attività umane anche mediante ricoltivazione e riconduzione a metodi di coltura tradizionali o metodi innovativi e di sperimentazione.

Oltretutto, nel paesaggio agrario di continuità le strutture di logistica consentite, che sono comunque da sottoporre a compatibilità paesaggistica, dovrebbero essere, pertanto, connesse con il tessuto produttivo agricolo e non altri usi.

  • Per quanto riguarda invece il “PAESAGGIO AGRARIO DI VALORE” le principali linee di intervento sono:
    • mantenimento   della   vocazione   agricola   mediante   individuazione            di                        interventi                di valorizzazione anche in relazione ad uno sviluppo sostenibile ovvero:
      • sviluppo prodotti locali di qualità;
      • sviluppo agriturismo;
      • creazione di strutture per la trasformazione e commercializzazione;
      • valorizzazione energia rinnovabile;
      • formazione e qualificazione professionale;
      • rafforzamento delle città rurali come centri di sviluppo regionale e promozione del loro collegamento in rete;
    • Recupero e riqualificazione delle aree compromesse e degradate al fine di reintegrare i valori preesistenti anche mediante:
      • ricoltivazione e riconduzione a metodi di coltura tradizionali;
      • contenimento e riorganizzazione spaziale degli agglomerati urbani esistenti;
      • attenta politica di localizzazione e insediamento;
      • modi di utilizzazione del suolo compatibili con la protezione
  • Tutela e valorizzazione delle architetture rurali.

Per essere ancora più precisi, nel capitolo 6.3 della Relazione Tecnica illustrativa emerge che: “si prevede la realizzazione di opere a verde costituite da macchie boschive, filari fasce arbustive e superfici a prato. Inoltre si prevede l’ampiamento di un laghetto esistente e le implementazioni delle superfici arbore esistenti nel sub ambito 1, al ridosso del limite dell’area edificabile ad ovest del sub ambito 2. La definizione dell’area umida […]”

Ebbene, sulla base di quanto si evince nel punto di cui sopra, è evidente, che l’identificazione dell’area umida si colloca nell’importanza naturalistica acquisita negli ultimi anni dal sito che purtroppo però, non è stata analizzata come si dovrebbe. In particolare, l’area è un esempio di rigenerazione naturale; da cava dismessa che era ormai più di 40 anni fa, è divenuta una piccola oasi in cui vivono decine di specie animali e vegetali, tra cui alcune protette.

Invero, alcune porzioni dell’area ricadono di fatto nella definizione delle cosiddette “zone umide”, tanto che il Piano Regolatore del Comune di Anagni vigente classifica una parte dell’area (quella che insiste sui fossi) come zona agricola vincolata E2 (art. 14 della parte seconda del PRG).

Detto ciò, giova inoltre rammentare che, in caso di copiose piogge, in queste zone la vegetazione rallenta il flusso d’acqua e ne immagazzina parte nel suolo o in superficie, riducendo così le inondazioni e l’erosione a valle. Difatti il ripristino delle pianure alluvionali e delle zone umide e la rimozione delle strutture create dall’uomo, sta fornendo una soluzione parziale alle inondazioni in molti contesti.

Su questo aspetto i sottoscritti vogliono soffermarsi sottolineando il fatto che il consiglio Comunale si sta muovendo controcorrente.

Le funzioni di filtraggio dell’acqua e di controllo dell’inquinamento sono le funzioni più uniche e critiche delle zone umide e sono fonte di rifornimento delle falde acquifere sotterranee.

In relazione a quanto descritto si osserva: che nella documentazione prodotta non risultano sufficientemente adeguati rilievi di tipo ambientale, paesaggistico ed ecosistemico per un sito “area umida” che negli ultimi anni ha acquisito un’importanza naturalistica.

Facendo un passo indietro, nel capitolo indicato sopra si afferma che: “L’aumento dei servizi ecosistemici prevista dalla proposta progettuale fornisce una depurazione dagli inquinanti atmosferici, la produzione di ossigeno, l’abbassamento delle temperature percepite….”

Ebbene, rispetto a quanto sopra osserviamo che l’estensiva cementificazione e desertificazione produrrà il cosiddetto “effetto isola di calore” fenomeno che determinerà un microclima più caldo.

Il maggior accumulo di calore è determinato da una serie di concause, in interazione tra loro, tra le quali sono da annoverare la diffusa cementificazione, le superfici asfaltate che prevalgono nettamente rispetto alle aree verdi, le emissioni degli autoveicoli, degli impianti meccanici e dei sistemi di riscaldamento e di aria condizionata.

Al contempo, le mura perimetrali degli edifici, previsti per un’altezza fino a trenta metri, impediscono al vento di soffiare con la medesima intensità limitando così il ricircolo di aria al suolo e il relativo effetto refrigerante durante la stagione estiva. Per questo motivo, verrà alterato il rapporto tra superfici orizzontali e superfici verticali, situazione che inibisce la dispersione di calore tramite irraggiamento termico.

Peraltro, dall’analisi della cartografia del PTPR risulta che l’ambito oggetto di intervento comprende delle aree boscate vincolate ai sensi del D.lgs. 42/2004 (art. 142, lett. g).

La relazione tecnica della Società riporta che tale situazione non è corrispondente allo stato dei luoghi e che tale inesistenza è stata comprovata dal Comune.

Questa affermazione, pertanto, risulta fuorviante e non sembra corrispondere al vero, anche ad una sola valutazione visiva ed alla disponibilità di fotografie recenti dell’area interessata.

Inoltre, si fa presente, si osserva, si oppone e si denuncia, con riserva ad adire anche alle vie legali, il gravissimo fatto che in data recente siano stati da più parti segnalati e denunciati a mezzo stampa “preoccupanti interventi in atto in località Cangiano, sui terreni prospicenti le ex cave di pozzolana […] in particolare […] sarebbe stato eliminato il boschetto che circondava il laghetto e le sorgenti. Gli operai avrebbero parlato [informalmente] di manovre in corso per eliminare lo specchio d’acqua ed evitare fastidi ad insediamenti che il Comune avrebbe già autorizzato […] Ho già chiesto alle Autorità di Polizia locale di intervenire e spero che l’assessore d’Ercole [con evidenza informato] ci possa informare su quanto sta accadendo e soprattutto informare la cittadinanza. […] Occorre intervenire e fare chiarezza con urgenza” (27 luglio 2021); Da altra fonte e da relative fotografie abbiamo appreso di “grandi mezzi meccanici operare” e che “appare un disboscamento senza senso rispetto all’orografia del territorio….entrano in gioco questioni di rispetto e tutela del paesaggio” (27 luglio 2021).

Ebbene, va da sé pensare che questi interventi di eliminazione dell’area boscata possano essere stati realizzati per indurre/consentire di poter scrivere in Relazione Tecnica da presentare al Consiglio Comunale … “Dall’analisi della cartografia del PTPR risulta che l’ambito oggetto di intervento comprende delle aree boscate vincolate ai sensi del D.lgs. 42/2004 (art. 142, lett. g), tuttavia non corrispondente allo stato dei luoghi. Tale inesistenza è stata comprovata dal Comune.” (Relazione Tecnica Illustrativa, Cap. 2.3.1). Da tale quadro di analisi scaturirebbero fatti gravissimi che sarebbero perseguibili a norma di Legge con ipotesi di reato che potrebbero configurare la falsità materiale, falso ideologico in atto pubblico ed altro, e che – qualora accertati – sarebbero punibili a norma del 476 C.P.

Alla luce di ciò, i sottoscritti contestano, osservano e pongono ulteriormente all’attenzione, la particolarità che, l’area in oggetto risulta esterna al piano ASI.

A tal riferimento c’è da considerare che: “Il Piano Regolatore del Comune di Anagni vigente (approvato nel 1975) classifica una parte dell’area (quella che insiste sui fossi) come zona agricola vincolata E2 (art. 14 della parte seconda del PRG). [Si ricorda / si osserva] “che nelle zone E sono ammesse soltanto costruzioni residenziali nel rispetto del D.M. 1.4.1968 N°1444 e costruzioni di tipo rurale o pertinente alle attività agricole. Nelle zone E1 sono ammesse costruzioni con altezza massima di m 7,50 ed un’edificabilità fondiaria non superiore a 0,03 mc/mq. Il lotto minimo non deve essere inferiore a mq 10.000 e deve essere costituito interamente da appezzamenti di terreno tutti contigui fra loro. I distacchi dai confini e dal filo stradale non devono essere inferiori ad H. I distacchi fra edifici non devono essere inferiori a 2H. Nelle zone E2, invece, il lotto minimo per le costruzioni residenziali deve essere di 20.000 mq. L’altezza massima consentita risulta di m 7,50, con un’edificabilità fondiaria di 0,02 mc/mq. I distacchi dai confini non devono essere inferiori ad H; i distacchi dal filo stradale non deve essere inferiore a 20 m. I distacchi fra edifici non devono essere inferiori a 2H.”

Nel Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG) l’ambito in oggetto viene individuato come territorio agricolo aperto esterno alle costruzioni insediative urbane e territoriali. Il Piano Territoriale PTPG di Frosinone è stato adottato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 21 del 22 luglio 2005 ed è in vigore dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 19 Suppl. n.1 del 10 luglio 2007. Nelle aree agricole sono ammesse trasformazioni finalizzate alla tutela e alla valorizzazione del territorio agricolo provinciale.

Contrariamente a quanto descritto nei capitoli 2.1 e 2.2 della relazione tecnica i sottoscritti riscontrano, osservano e oppongono che le nuove realizzazioni si eleveranno fino ad una altezza di 30 m., pertanto, l’impatto visivo paesaggistico e ambientale raggiunge livelli finanche devastanti rispetto al contesto ambientale definitosi nel corso dello scorrere dei decenni.

Vieppiù, in considerazione del fatto che nel territorio esistono già l’autostrada A1 e la Casilina (SS6), viene sottolineata la tematica dell’inquinamento atmosferico in relazione alla quantificazione dell’impatto del flusso automobilistico (mezzi leggeri e pesanti, i cui transiti si stima potrebbero essere più di 1000 ogni giorno).

L’abitato di San Bartolomeo sarà circondato da arterie stradali ad alta percorrenza, con un peggioramento evidente dei livelli di inquinamento atmosferico. Non possono ritenersi sufficienti allo scopo compensativo le piantumazioni indicate negli elaborati.

Per quanto riguarda il tema dell’inquinamento luminoso, la zona attualmente è a basso impatto. Si osserva la mancanza della relazione e verifica fotometrica di tipo quantitativo, al fine di ottenere dei dati precisi. Manca un progetto illuminotecnico con allegate le fotometrie degli apparecchi che verranno utilizzati per l’illuminazione e infine manca un riferimento alle normative regionali.

In ultimo per quanto concerne l’inquinamento acustico da traffico veicolare, aumenterà sensibilmente e questo rappresenta una fonte di disagio per coloro che abitano nei pressi di strade molto trafficate. Quest’area è già interessata da inquinamento acustico per il traffico stradale e autostradale, per il traffico ferroviario e per il traffico aereo (transito di elicotteri).

Il Piano Comunale di zonizzazione acustica reperito per il Comune di Anagni risulta aggiornato al 2011. Il territorio anagnino è stato suddiviso in sei classe omogenee e l’ambito di intervento ricade in classe IV.

In questa classe rientrano le aree di intensa attività umana che comprendono aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici e con presenza di attività artigianali.

In relazione a questi ultimi tre temi oggetto di osservazione va da sé che un aggravamento della situazione de quo non sia compatibile con la presenza della zona residenziale del borgo di San Bartolomeo.

In aggiunta a quanto fin qui esposto, osservato e o opposto, i sottoscritti sottolineano e osservano che questa proposta deliberativa approvata dal Consiglio Comunale del comune di Anagni, è volta alla creazione di un Nuovo Polo Logistico della superficie di quaranta ettari – con variante di PRG – in località San Bartolomeo, non tenendo conto né della normativa regionale che individua 29 comuni (tra cui Anagni) in stretta interconnessione con le aree portuali di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta da cui deriva “una stretta programmazione d’insieme sotto il profilo infrastrutturale e trasportistico” e né del Decreto Legislativo n. 40 approvato in Consiglio dei Ministri in data 04/03/2024, il quale, recita:

Regolamento di istituzione delle Zone logistiche semplificate (ZLS) ai sensi dell’art. 1, comma 65 della Lg 27 dicembre 2017, n. 205 (GU. N. 77 del 2 aprile 2024)”.

Nel predetto D. Lg.vo secondo le modalità di funzionamento e di organizzazione, si fa riferimento:

  1. al ruolo proponete del Presidente di Regione e decisorio a livello ministeriale;
  2. a un Piano di sviluppo strategico con criteri da applicare e obiettivi da perseguire:
  • al rispetto di limiti di delimitazione assegnati;
  • alla programmazione di infrastrutture in area e tra aree non adiacenti;
  • all’impatto sociale ed economico atteso, alla tipologia di attività che si intendono promuovere o rafforzare in relazione alla specializzazione territoriale;
  • all’elenco dei soggetti pubblici e privati consultati e alle relative considerazioni nella predisposizione del Piano di Sviluppo Strategico della ZLS;
  • ai ruoli di governo che comportano verifiche su ciascuna impresa circa l’avvio delle attività economiche, degli investimenti programmati come anche il mantenimento dell’attività per un certo numero di anni.

In un tale quadro di programmazione sovraordinata volta a programmare, regolare, efficientare gli investimenti economici in parallelo alla tutela del suolo e dell’ambiente, la delibera di variante al PRG in questione è fuori tempo e fuori del Piano di Sviluppo Strategico Regionale il cui obiettivo è arrecare benefici alle imprese, tutelare il territorio, monitorare e controllare il rispetto di obblighi assunti in termini di investimenti e durata minima di esercizio delle attività programmate

Tali osservazioni, se pur sintetiche, dovrebbero riscontrare particolare opposizione a tale proposta di variante ad ogni livello dedicato della Pubblica amministrazione con accentuazione nel ruolo sovraordinato a livello regionale e ministeriale nei riferimenti specifici del Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale, come quelli delle Infrastrutture e Mobilità sostenibile e quello dello Sviluppo Economico guidati nei principi della programmazione e dell’ottimizzazione delle risorse.

Per tutti i sottoscritti firmatari (di cui si allegano i documenti di identità) si prega inviare, preferibilmente, ogni comunicazione all’indirizzo PEC emiliano.migliorini@pec.it o e-mail: emiliano.migliorini@gmail.com

Distinti saluti.

Anagni, 16 maggio 2024

Associazione “Anagni Viva”
sede in Via Vitt. Emanuele, 23003011 Anagni (FR) Legale Rappresentante ANNA NATALIA
anna.natalia@hotmail.it
Firma
Diritto alla Salute O.N.L. ·.s.
sede in Piazza Innocenzo III n. l O, Anagni (FR) Legale Rappresentante ALESSANDRO COMPAGNO
acompagnosandro@Q.maiI.com
Associazione Terradoke
sede in Via Garibaldi 15, Anagni (fR)
Legale Rappresentante CARLA NEGRI BOSCHI terradoke.pm(a gmai I.com …
Associazione Culturale Anagni cambia Anagni sede in Piazza Innocenzo 111 n. 12 – Anagni Legale
Rappresentante NELLO DI GIULIO nello.d ec.it
Firma

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