Beni comuni e interessi dei cittadini

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Occorre un dibattito serio sull’etica del governare


di Sinistra Italiana Circolo di Anagni

Beni comuni e interessi dei cittadini Sinistra Italiana bandiere
Beni comuni e interessi dei cittadini

BENI COMUNI Alla luce degli ultimi eventi riportati dalla stampa nazionale appare evidente che, nel corso del loro mandato elettorale, il Sindaco e l’attuale Amministrazione sono stati impegnati più a prodigarsi per gli affari di soggetti privati che per gli interessi di noi cittadini.

Governare: parliamone seriamente

Occorre dunque intavolare un dibattito serio sulla tematica relativa all’etica nella amministrazione delle nostre città.

A nostro modo di vedere l’idea di città non può prescindere dalla comprensione del concetto di “bene comune”.

L’opportunità di ricordare ai cittadini cosa si intende per “bene comune” emerge nel momento in cui la gestione di taluni beni per loro essenziali è passata a soggetti privati.

Privatizzazione rapace

Anagni ha subito nel tempo la privatizzazione dei beni una volta di gestione pubblica, perdendone il controllo diretto.

La nostra città in questi ultimi anni ha perso l’Ospedale, il Tribunale e la gestione del Cimitero. Inoltre ha subito un veloce inaridimento delle attività commerciali nel centro storico, mentre gli spazi e le aree periferiche stanno diventando solo ed esclusivamente un bacino di investimenti per gli affaristi privati in cerca di suolo da occupare.

Tutto ciò, sembrerebbe, con il placet dell’Amministrazione.

Quindi ora comprendiamo anche perché il Sindaco nelle trasmissioni televisive in cui interviene, e nei comunicati che emana, “tuona” contro il SIN e contro tutti gli argini che le istituzioni Nazionali pongono allo sviluppo, o forse sarebbe meglio dire al SOTTOSVILUPPO, che lui e la sua Amministrazione propugnano per Anagni.

Certo, il fatto che faccia tutto ciò “per noi cittadini” ci rincuora ma non risolve le problematiche che questa città manifesta a chi la vive quotidianamente.

Le proposte dei cittadini inascoltate

Allora ci tornano in mente il verde pubblico (Parco della Rimembranza e l’area ad esso adiacente), l’ex scuola media, l’ex cinema e, da ultimo, gli ecosistemi già compromessi: le aree individuate per il Biodigestore ed il futuro parco fotovoltaico Radicina o le porzioni di verde in prossimità di centri abitati che verranno presto coperti dal cemento (Polo-logistico San Bartolomeo).

Anagni viadegliorti 350 260
Anagni via degli orti

D’altro canto i beni comuni non in vendita ai privati, versano in stato di completo abbandono.

In quest’ottica il sindaco Natalia e la sua Giunta non possono continuare a prodigarsi per svendere porzioni di territorio pubblico ai privati, per il semplice fatto che non sono beni di loro proprietà, ma sono della cittadinanza…di tutta la cittadinanza!

A loro volta i cittadini non possono essere informati di queste decisioni solo attraverso i Consigli comunali, quando i giochi sono fatti, come è già successo per il Biodigestore o per il Polo Logistico o per il Parco fotovoltaico.

Al contrario, prima di prendere queste sciagurate decisioni, occorrerebbe che l’Amministrazione esaminasse e discutesse le iniziative popolari attualmente presenti nei cassetti del Comune, che aspettano soltanto di essere prese in considerazione dai Nostri rappresentanti.

Basti ricordare la nostra iniziativa sul cimitero pensata per le fasce popolari più deboli. Oppure quella sulla Via degli Orti (alcuni promotori della quale oggi siedono tra le fila della maggioranza). Tutte proposte di natura squisitamente politica è vero e con un peso rilevante, proprio perché a favore della città e dei cittadini.

Difendere e affermare le proposte dei cittadini

Proposte che partono dai cittadini per i cittadini. E di cui siamo stati promotori nel tempo, proprio perché crediamo fortemente nell’azione politica come strumento di tutela del bene comune.

Il Sindaco e la sua Giunta evidentemente, sono maggiormente occupati nel perorare interessi privati, per lo più giustificando le loro decisioni in ragione di un vantaggio (o ricatto) occupazionale che non riusciamo ben a vedere né comprendere.

C’è quindi un interesse reale alla tutela dei beni comuni ad Anagni, oppure siamo alla mercé del maggior offerente?

E’ questa la domanda che dovrebbero farsi i cittadini di Anagni e gli elettori del Sindaco e della Sua Amministrazione.


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