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Nervi  a fior di pelle, a destra

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

16 Giugno 2024 ,
Aggressione dell'on Donno alla Camera ©Il Fatto QuotidianoAggressione dell'on Donno alla Camera ©Il Fatto Quotidiano

Voto a sud e autonomia differenziata


di Aldo Pirone

Nervi  a fior di pelle, a destra L'aggressione di Donno alla Camera
Nervi  a fior di pelle, a destra. L’aggressione di Donno alla Camera

NERVI Qualcuno ha messo in relazione l’aggressione squadristica al pentastellato Donno di alcuni deputati di Lega e FdI con i risultati elettorali delle elezioni europee nella Circoscrizione sud dell’Italia e con l’eventuale referendum sull’autonomia differenziata.

Non ha torto.

Effetti del voto

Stando ai dati il fronte, diciamo, unitario, cioè contro l’autonomia differenziata, mettendoci dentro tutti quelli che si sono dichiarati contro il progetto governativo (Pd, M5s, Avs, Bonino, Renzi, Calenda, e la Lista di Santoro), arriva la 56% e a 2.750.000 voti contro una Destra (FdI, Lega, FI) che si ferma al 41,19% e a 1.991.437.

Se si aggiunge la Circoscrizione delle Isole, dove il risultato è stato migliore per la Destra, si arriva a un verdetto sempre positivo per il suddetto fronte unitario: 3.640.418 voti contro la Destra che si ferma a 2.958.000.

Vero è che l’affluenza è stata assai più bassa di quella nazionale giunta al 49,69% meno di un elettore su due: 43,72% nella Circoscrizione sud e solo del 37,77% in quella delle Isole.

Il pensiero al referendum

Ma c’è da scommettere che la percentuale sarà assai maggiore nell’eventuale referendum abrogativo e assai maggiore quella per il fronte unitario. Molti degli stessi elettori della Destra non dovrebbero votare il progetto governativo di autonomia differenziata.

È perfettamente comprensibile che, alla luce dei risultati già ora evidenti, siano saltati i nervi ad alcuni deputati di FdI e Lega che ne sono consapevoli nonostante il trionfalismo della Meloni. In questa situazione l’ostensione della bandiera tricolore per i “patrioti” è come l’acquasanta per il diavolo.

Di solito in questi casi, quando la Destra post fascista e leghista è messa alle strette dal voto popolare, tira fuori la sua intima anima squadrista e perde la testa.

Particolarmente esilarante è stata la spiegazione dell’accaduto di qualche post fascista in preda ai fumi dell’alcol o di qualche droga assunta da poco.

Un piano diabolico. Di chi?

La cosa, cioè l’aggressione al pentastellato Donno per aver porto il tricolore al ministro Calderoli detto on. “porcata”, sarebbe un piano diabolico dell’opposizione per oscurare il G7 meloniano; anche perché le scena dell’aggressione è stata tutta opera loro per cui, si potrebbe dire, che hanno pienamente collaborato all’oscuramento.

In fondo il collaborazionismo con il nemico è un’altra specialità degli eredi del fascismo.

Facezie a parte, i risultati veri della Destra italiana alle elezioni europee vanno visti seriamente. Ci si accorgerà allora che il trionfalismo della Meloni non è per nulla giustificato.

Gli osanna dei suoi camerati e laudatores al seguito – sempre pronti a sostituire perinde ac cadaver (fino alla morte) il bianco con il nero – sono abbastanza scontati.

Ci sarebbe da consigliare anche ai giornalisti, politologi e commentatori vari dell’area moderata-accomodante che si sforzano continuamente di cercare di separare il grano dall’oglio in questa Destra post fascista che il grano non c’è.

Basterebbe che guardassero con occhi sgombri dalle fette di prosciutto l’ultimo scoop di Fanpage intrufolatasi fra i giovani di FdI che sembrano e sono neo fascisti.

Quando se ne accorgeranno sarà sempre troppo tardi.


L’aggressione all’On. Donno

Aldo Pirone

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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda


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