La 50ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
di Donato Galeone
DEMOCRAZIA Mi permetto osservare – come già osservai e commentai su questo stesso giornale sia la 48ª Settimana Sociale svoltasi a Cagliari che la 49ª a Taranto negli anni 2017 e 2021 – che nelle giornate dal 3 al 7 luglio scorso, in Trieste, la 50ª SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI con il tema centrale “Al cuore della democrazia” si è inteso presentare, approfondire, sottolineare e porre a riflessioni sia contenuti che proposte in “forme nuove di partecipazione” nel contesto delle trasformazioni epocali sociali, politiche e culturali che tendono a produrre – con le frammentazioni sociali – più individualismi nella promozione del “lavoro e dei nuovi lavori tanto flessibili quanto precari” – nelle prevalenti attività lavorative telematiche digitalizzate nell’ambito della occupabilità anche dei tele emigranti globalizzati.
Un nuovo umanesimo del lavoro
Nelle mie osservazioni e commento alle Settimane Sociali tanto di Cagliari che di Taranto – di sette e tre anni fa – sulle tematiche di “un nuovo umanesimo del lavoro” connesso al “pianeta terra tra ecologia ed economia, tra ambiente e lavoro” sottolineai che “era ed è ancora sulla persona” che vanno rilevate e considerate tutte le valenze individuali umane nello “spazio e tempo” da centrare e commisurare tra lavoro che non c’è o che non ci sarà per i tanti o per altri che – oggi – lo perdono: è questa la primaria quanto vera e urgente” nuova questione sociale “del nostro Paese nella dimensione europea e mondiale.
A Trieste, Papa Francesco, concludendo il suo intervento sulla “complessità delle questioni” confrontate e dibattute – non solo quella sociale e del lavoro – le ha sottolineate con queste parole: “non lasciamoci ingannare dalle soluzioni facili e approssimiamoci, invece, al bene comune.
Democrazia, Lavoro, Partecipazione
Non accontentiamoci di curare gli effetti ma cercare di affrontare le cause, alimentando la fiducia nella certezza che il TEMPO è superiore allo SPAZIO. Non dimentichiamo che avviare processi è più saggio che occupare SPAZI. La creatività è la legge della vita”.
Il Cardinale Zuppi
Il Cardinale Zuppi – Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana – all’inizio del suo intervento ha evidenziato che sin dal 1907 – con le Settimane Sociali – “il cattolicesimo italiano non è stato a guardare e non si è fatto ridurre a intimismo individualista o al culto del benessere individuale, ma ha sentito come propri i temi sociali e si è lasciato ferire da questi per progredire verso un ordine sociale e politico, mentre oggi ci sentiamo parte di un Paese che sta affrontando passaggi difficili e crisi epocali”.
Papa Francesco
E Papa Francesco ha voluto sottolineare l’incidenza che il ripristino delle Settimane Sociali – dal 1988 con i contenuti dei 5 dare della Nota Pastorale – ha continuato a favorire e rafforzare “tanto la storia democratica quanto l’ordinamento democratico del nostro Paese” con il:
“dare senso all’impegno di tutti per la trasformazione della società; dare attenzione alla gente che resta fuori o ai margini dei processi e dei meccanismi economici vincenti; dare spazio alla solidarietà sociale in tutte le sue forme; dare sostegno al ritorno di un’etica sollecita del bene comune; dare significato allo sviluppo del Paese, inteso come globale miglioramento della qualità della vita, della convivenza collettiva , della partecipazione democratica, della autentica libertà”.
Democrazia, Lavoro, Partecipazione
Le giornate sociali triestine e il tema “Al Cuore della Democrazia” hanno anche solennemente rivitalizzata l’affermazione di Alexis Tocqueville che affermava: “la democrazia senza anima è destinata a implodere, non per aspetti formali, ma per i contenuti valoriali venuti meno” e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – nel suo intervento – ha sottolineato che “la democrazia, con la partecipazione, si invera ogni giorno nella vita delle persone e nel mutuo rispetto delle relazioni sociali, in condizioni storiche mutevoli, senza che questo possa indurre ad atteggiamenti remissivi circa la sua qualità e nel cambiamento d’epoca che ci è dato di vivere”.
Il Presidente Mattarella
Vale a dire – con le parole di Mattarella – che la democrazia politica ed economica è esercizio democratico perché “nel cuore della democrazia vi sono le persone, le relazioni e le comunità a cui esse danno vita le espressioni civili, sociali, economiche che sono frutto della loro libertà, delle loro aspirazioni, della loro umanità: questo è il cardine della nostra Costituzione”.
Si può osservare e constatare – dagli interventi e riflessioni propositive – che nelle cinque giornate triestine della 50ª Settimana Sociale hanno avuto risalto e frequente richiamo due parole al cuore della democrazia:
“Persona e Partecipazione” come rilevato dal Vescovo di Catania Mons. Renna, nella considerazione della consolidata esistenza di un legame tra storia e futuro mediante una “vita democratica che sia inclusiva di tutti e rispettosa della dignità della persona”.
Messaggi al mondo laico e progressista
Mi permetto concludere con un salto storico, tra passato e presente, ripartendo dalla “questione sociale” aperta e affrontata da Leone XIII nel 1891 con la RERUM NOVARUM nel rapporto “l’uomo e il lavoro” – nell’arco di oltre un secolo – speso nell’impegno sociale non solo dei cattolici nell’accogliere quel messaggio universale di fine ottocento integrato, volta a volta, dalle ultime triennali “Settimane Sociali”.
Messaggi argomentati e propositivi, quindi, nazionali e universali con l’intento di renderli disponibili non solo alla cultura politica del nostro Paese, ma al mondo della cultura laica e progressista, non conservatrice, riconoscendosi tanto nella scrittura e attuazione della nostra Costituzione quanto nel rilancio del tecnologico avanzato sviluppo socio economico – con il LAVORO umano delle persone contrattato e partecipato – in Italia e nella Unione Europea del XXI secolo.
Democrazia, Lavoro, Partecipazione
Roma, 12 luglio 2024
50ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani
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