Pensando alla vicenda Stellantis
ECONOMIA In previsione del 17 dicembre ( incontro Stellantis in sede di Governo ) riteniamo opportuno ripubblicare l’articolo “Economia che crea soldi e non lavoro” di Donato Galeone del 7 novembre 2023. Attualissimo.
Vogliamo evidenziare e sottolineare come strategicamente e volutamente oggi Stellantis ma ex Fiat di ieri e poi FCA in assenza di una politica industriale italiana nella dimensione europea hanno voluto fare e fatto il gioco delle tre carte programmato e parolaio per oltre un decennio.
Dando vita ad una profittevole e consapevole quanto primaria pianificazione finanziaria, prevalentemente, nel contesto produttivo e innovativo dell’automobile nella mobilità mondiale del XXI secolo.
Questa è stata ed è Stellantis – un fortissimo potere economico finanziario – che mentre prosegue il suo profittevole cammino non risponde o ritarda nel rispondere, pur sollecitata, da sindacati, governi e istituzioni ai quali, però, chiede sostegni pubblici, disattende impegni annunciati e continua a ridurre personale e ore di lavoro, con le casse integrazioni pluriennali.
Tutto questo pluriennale racconto parolaio partendo da anomalia FIAT, puoi FCA e STELLANTIS è sintetizzato nella previsione che si possa tenere in conto per un cambio di passo vero e non parolaio. (NdR)
Economia che crea soldi e non lavoro – 2
di Donato Galeone* (7 novembre 2023)
Scrivevo circa 10 anni fa su questo giornale – 17 febbraio 2014 – che “la holding FCA” tra FIAT e CHRYSLER, nata a fine gennaio, era il frutto conclusivo di un lungo iter combinato e poi disposto di un assetto societario nuovo e in crescita rispetto alle società multinazionali imprenditoriali.
Aggiungevo che la FCA (Fiat, Chrysler Automobiles) veniva definita una holding di “capitalismo itinerante” mirante a dare – sia al mercato mondiale dell’automobile che agli azionisti di riferimento – una duplice risposta, pur graduale nel tempo, tanto alle attese dei consumatori di automobili con offerte innovative per “sostituzione auto” quanto verso il superamento di una posizione marginale tra i produttori mondiali del comparto, non escludendo, ogni ulteriore rimbocco tra quelle attente strategie pluriennali per condivisi profittevoli assetti finanziari e mercantili.
Già si prevedeva – sottolineavo – che la natura della costituita holding FCA nel mercato finanziario mondiale poteva avviare nuovi accordi societari con altri produttori di automobili sia di livello europeo che intercontinentale.
Economia che crea soldi e non lavoro – 2
E in poco meno di 10 anni – il giorno 16 gennaio 2021 – i due gruppi FCA e PSA costituiscono: STELLANTIS N.U. che fattura 179,6 miliardi di euro, registra un utile netto di 16,8 miliardi, con 272.367 dipendenti distribuiti in 29 Paesi tra Europa, America, Africa, Asia e controlla 14 marchi automobilistici (dicembre 2022).
Abbiamo letto che logo STELLANTIS è parola derivante dal latino “stello” e la multinazionale impresa sarà o era già illuminata di stelle se, nel 2018, FCA nel mercati europei e americani e PSA in quelli orientali, tra cui quello cinese, occupavano rispettivamente 198.545 e 211.013 – circa 400.000 dipendenti – quale “terzo produttore nel mondo” per vendite di automobili: con più di 50 impianti di proprietà e in joint venture di capacità produttiva diverse (in Europa gli stabilimenti FCA funzionano in media al 55% della capacità e quelli PSA al 68% ma, nel Nord America , quelli FCA al 75%).
Da 400.000 a 272.367
Ho voluto fare questi richiami di alcuni anni fa per giungere rapidamente all’oggi e, immediatamente, rilevare che la comunicazione sui 400.000 dipendenti fatta dalla multinazionale STELLANTIS al momento della sua costituzione, nel 2018, conferma in 272.367 dipendenti al 2022 (riduzione di 137.191 in quattro anni circa) che saranno, probabilmente, ancora ridotti a fine anno corrente.
Economia che crea soldi e non lavoro – 2
E leggiamo, in questi giorni, l’annuncio dei risultati finanziari del terzo trimestre 2023 della multinazionale che cresce del 7% in ricavi netti e che gli scioperi di sei settimane negli USA hanno avuto un impatto negativo sui ricavi netti per circa 3 miliardi di euro.
E tra fine luglio e agosto, non è mancato – in Italia – il sollecitato incontro con il Ministro Urso che ha esposto ai Sindacati le principali linee guida messe in campo dal Governo (ma i tempi si stanno allungando) per definire un accordo di transizione verso il rilancio del settore automotive nazionale italiano: si è parlato di un TAVOLO STELLANTIS con la partecipazione dei Sindacati e Regioni – promotore il Governo – per definire un “accordo di programma” in punti cantierabili entro l’anno e altri punti traguardando il 2030.
Nel contempo, però, a distanza di qualche mese STELLANTIS comunica che la fabbrica di Grugliasco in Piemonte divisa in quattro lotti che si estende per 295 mila mq. di cui circa 100.000 a uso produttivo, proposta da due anni ai cinesi, verrà svuotata entro fine anno 2023 e venduta al migliore offerente, sottolineando che lo stabilimento si presenta in buone condizioni manutentive e attualmente ospita parte della linea produttiva della Carrozzeria Maserati.
Anche nel Lazio in area ex Fiat, poi FCA ed oggi STELLANTIS l’ex Palazzina Uffici dello Stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano si vende, comprese le aree all’interno della stessa impresa multinazionale che ha deciso di “metterle a profitto” così come ha inteso fare – operazione immobiliare – con la Palazzina Uffici Fiat pur rilevando che a manifestare interesse nell’area di Cassino possono concorrere imprenditorialità importanti se mirate verso “ristrutturazioni o riconversioni produttive” tenuto in conto la ricchezza dell’indotto disponibile nell’area cassinate e basso Lazio.
Economia che crea soldi e non lavoro – 2
Ecco che i segnali unilaterali di STELLANTIS sia del Piemonte ma ancora di più dal basso Lazio, ex area Cassa Mezzogiorno con la “messa in vendite di aree concesse ed acquisite” – sovradimensionate oggi ma anche quelle abbandonate o inattive – meritano una estesa e profonda riflessione per una possibile e diversa destinazione, preferibilmente a fini produttivi da bonificare, riqualificare e ricollocare in ambienti e territori già beneficiati dagli interventi pubblici.
Si presenta urgente, quindi, chiedere la riconvocazione di quel “TAVOLO STELLANTIS” al Ministero delle Imprese, richiedendo al Ministro Urso e al Governo di conoscere dalla multinazionale gli orientamenti e gli intendimenti, innanzitutto, relativi alla riconferma totale o parziale dell’uso dimensionale dell’area concessa (a Piedimonte San Germano circa 240 ettari di terreno agricolo) negli anni ’70 per l’insediamento FIAT e in particolare conoscere i “piani degli investimenti e i tempi delle ristrutturazioni” negli stabilimenti italiani, congiunti, ai livelli occupazionali.
Alla Regione Lazio, inoltre, con altrettanta urgenza richiedere – impegnando il “Consorzio Unico di Sviluppo Industriale Regionale” – di avviare una verifica nei territori laziali sull’uso delle aree concesse per insediamenti produttivi e l’utilizzo totale o parziale sia delle imprese attive che delle aziende in crisi o cessate, nonché, di eventuali trasferimenti o vendite di aree concesse espropriate per pubblico utilizzo.
Penso che anche da questi incontri non solo parolai, ma mirati verso “risultati tanto tangibili e cogenti quanto veri” si producono più conoscenze – doverose in democrazia – sia sul come è stato usato per oltre un quarantennio il nostro territorio e sia sul come si devono rilanciare e favorire – con lungimiranza politica e sociale – tutti gli “investimenti pubblici e privati nazionali ed europei” per una “economia equilibrata, diversificata e multifunzionale” che “cresce con il lavoro” contrattato e partecipato.
Roma, 6 novembre 2023
*Donato Galeone, già Segretario generale Cisl di Frosinone e Cisl Lazio
Economia che crea soldi e non lavoro – 2
Lavoro e Lavoratori su UNOeTRE.it
Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.


