Quali intendimenti ha John Elkann?
di Donato Galeone*

PER UN CAMBIO Domando non solo a me stesso: continuerà ad essere meno “parolaio” l’incontro con il Governo – oggi 17 dicembre 2024 – nella previsione di un “PIANO ITALIA” collocato in una nuova strategia mondiale più produttiva, innovativa e sociale e meno finanziaria di STELLANTIS da porla, essenzialmente, al centro dello sviluppo dell’automobile in Europa e nel mondo???
E’ una domanda articolata che può apparire non verosimile – complessa e non semplice – ma possibile e non solo negli “intendimenti lontani e vicini” che mi permetto richiamare osservando, peraltro, che il Presidente John Elkann, recentemente, non ha voluto informare il Parlamento su STELLANTIS già operativa in Italia con annunci, numerosi, dell’ex manager Tavares e non escludendo, neppure, l’operatività di Marchionne – abilissimo costruttore – di “ nuovi capitalismi multinazionali sempre più finanziari” che produttivo di automobili, con la costituita FCA nel gennaio 2014.
Per un cambio di passo di Stellantis in Italia
Multinazionale FCA con FIAT e CHRYSLER lanciata nel mercato finanziario mondiale e orientata verso più estesi accordi societari con altri produttori di automobili sia a livello europeo che nella dimensione intercontinentale.
Ricordo bene l’annuncio FIAT di settembre 2013 – da Torino – che confermava la “buona notizia” – così definita – lanciata da un persistente “limbo industriale” entro cui era caduta la fabbrica italiana dell’auto italiana di inizio ‘900 e da circa cinque anni – dal 2007 – sopravviveva mediante casse integrazioni che personalmente seguivo – per il Lazio – quale Presidente del Comitato Provinciale dell’INPS fino a maggio 2010.
Quella “buona notizia FIAT” veniva annunciata e confermata, non casualmente, quattro mesi prima della costituzione della FCA e a sostegno essenzialmente delle richieste motivate per la concessione della cassa integrazione all’INPS: “per il completamento del Piano Investimenti che in tempi brevi seguiranno anche per lo stabilimento di Cassino e iniziava, immediatamente, il piano di investimento necessario a orientare il futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento Mirafiori di Torino”.
Veniva così ribadito il 4 settembre 2013 – ma già dal 2007 annunciato che per Mirafiori e Cassino la produzione dell’auto FIAT, in Italia, non doveva subire ridimensionamenti, anzi, con la introduzione e definizione dei “piani industriali” anche la previsione di tipologie produttive innovative nel comparto automotive miravano tanto alla stabilità occupazionali quanto a un graduale rientro dei lavoratori dalle casse integrazioni.
Per un cambio di passo di Stellantis in Italia
Anche con gli auguri di Natale la holding FCA – costituita tra Fiat e Chrysler nel gennaio 2014 – comunicava a tutti i dipendenti con lettera personale di Elkann e Marchionne “la emozione che accumunava trecentomila persone nel mondo, protagoniste di giornate storiche per la Fiat e la Chrysler che con le proprie identità condividono tutto: competenze industriali e risorse, progetti e traguardi, sfide e ambizioni”.
Con queste emozioni, sia Elkann Presidente che Marchionne Amministratore delegato, assicuravano di sviluppare, ovunque, un “modello di velocità ed efficienza, congiunto, al garantito impegno di offrire un futuro sicuro e stimolante.”
La ricostruzione imprenditoriale della multinazionale FCA e la sua possibile crescita tanto per convenienze profittevoli e finanziarie quanto in più ampi luoghi mercantili diversi e necessari – tendeva a orientarsi sia verso modalità molteplici di modelli d’auto annunciati da pianificare che in processi organizzativi e cicli produttivi adeguati entro i quali il gruppo PSA con il gruppo FCA convenivano di costituire, nel gennaio 2021, la STELLANTIS N.U. operativa in 29 Paesi tra Europa, America, Africa, Asia e controlla 14 marchi automobilistici. (dicembre 2022).
Per un cambio di passo di Stellantis in Italia
Nel primo triennio 2021-2023 sono risultate scarse le operatività STELLANTIS nel nostro Paese.
Anche gli annunci sono stati – quando annunciati – disattesi o ritardati sia negli interventi che nelle quantificazioni di prodotto.
Esemplare il preventivato 1.000.000 di autovetture annuali da produrre in Italia: nei primi 9 mesi del 2023, ne sono state prodotte 567.525 e nel 2024, stessi 9 mesi, 387.600 veicoli (da stampa locale)
Le ridotte produzioni sono dovute, certamente, tanto alle ridottissime ore effettivamente lavorate quanto al massiccio ricorso alle ore di cassa integrazione che, sappiamo, sono redditi di sopravvivenza e verificati “apripista delle crescenti povertà”.
Per un cambio di passo di Stellantis in Italia
I dati resi pubblici in questi giorni di fine anno 2024 – nei 4 siti STELLANTIS – dovrebbero essere contrassegnati nella memoria del Presidente Elkann, dell’ex ad Tavares e nella testa dei nuovi prossimi amministratori delegati della multinazionale se si vuole iniziare a camminare responsabilmente, con il “cambio di passo” partendo dai siticonosciuti STELLANTIS che sono:
- Mirafiori a Torino con la produzione del primo semestre 2024 che è calata del 64,4% e sono occupati in solidarietà 3.187 lavoratori mentre le uscite incentivate dal lavoro sono state 1.560;
- Cassino-Piedimonte San Germano con la produzione del primo semestre crollata del 38,7% e la occupazione in solidarietà è prevista sino a fine anno (gli esuberi incentivati fino a marzo sono stati 850);
- Pomigliano con la produzione scesa a meno 18,9% e cassa integrazione per tutto l’anno 2024 (esuberi incentivati 424);
- Melfi con la caduta di produzione nel primo semestre 2024 è stata del 42,5% e sono occupati in solidarietà 4.462 lavoratori dal 26 agosto al 26 giugno 2025. Sono stati mandati a Torino 160 lavoratori e già rientrati (gli esuberi incentivati fino a marzo sono stati 500).
A fronte di “uscite incentivate” di oltre tremila lavoratori, congiunto al “calo delle produzioni” in tutti e 4 le fabbriche osservate,una”risposta vera e praticabile oltre che convincente sul come, quando e cosa fare” STELLANTIS deve, responsabilmente, darla al Governo, alle istituzioni regionali ai sindacati dei lavoratori e ai cittadini tutti.
Nella previsione, poi, della elaborazione di un “Piano Italia” per tutte le attività produttive STELLANTIS nel nostro Paese – come si apprende in queste ultime ore dalla stampa – tali pianificazioni non potranno non essere costantemente verificate e integrate a sostegno della “politica industriale italiana” mentre ogni aiuto pubblico – nazionale o europeo – deve essere “condizionato e vincolato a forti responsabilità sociali e occupazionali condivise” tanto nelle transizioni tecnologie e industriali quanto per il comparto automotive.
Per un cambio di passo di Stellantis in Italia
(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 17 dicembre 2024
A corredo di questo articolo rileggere “Il nuovo capitalismo finanziario itinerante della Fiat” di Donato Galeone pubblicato il 13 febbraio 2014 su questo giornale
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