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Elezioni tedesche. Afd arginata, non debellata

Aldo Pirone

ByAldo Pirone

25 Febbraio 2025
Voto tedesco 2025Voto tedesco 2025

Come leggere il risultato tedesco


di Aldo Pirone

Elezioni tedesche. Afd arginata, non debellata
Elezioni tedesche. Afd arginata, non debellata

ELEZIONI TEDESCHE I risultati elettorali possono essere visti in due modi: uno è quello di paragonarli ai precedenti medesimi l’altro è quello di vederli nel contesto politico che si è creato. Quelli tedeschi di ieri non sfuggono a questa considerazione.

In più in Germania c’erano stati i risultati delle europee, soggette al proporzionale puro, che lo scorso anno avevano messo in chiaro le tendenze che, grosso modo, si andavano delineando. In più c’erano stati i voti in alcuni Lander a confermare la crescita sostanziale dell’Afd.

Infine, e non per ultima, la recessione dell’economia tedesca che spinge tradizionalmente a destra gli elettori tedeschi e di cui si è avvalsa abbondantemente la Afd. Oltre ai fattori interni poi si sono sommati in modo dirompente quelli internazionali.

L’avvento di Trump alla Casa Bianca ha totalmente cambiato le carte in tavola.

Sia Musk che il “vicesceriffo” Vance hanno appoggiato apertamente la Afd.

Il primo l’ha indicata come la “salvezza” della Germania. Anche Putin ci ha messo del suo e dimentico della sua “denazificazione” tanto sbandierata per la guerra d’aggressione all’Ucraina non ha negato ai neonazisti di Afd, seppure tatticamente in modo più guardingo, il suo appoggio.

Secondo la commissione federale elettorale tedesca i risultati definitivi sarebbero i seguenti: Cdu-Csu 28,6% meno del 30,2 delle europee; Afd 20,8 più 5,09% rispetto al 15,89% delle europee; Spd 16,4% più del 2,46% delle europee; Verdi 11,6% meno 0,3%; Linke (la sinistra) 8,8% più 6,04% rispetto alle europee.

Vincendo, inoltre, il duello con la scissionista Bsw fermatasi al 4,97% sotto la soglia di sbarramento del 5%. Il partito di Sahra Wagenknecht alle europee aveva preso il 2,20% in più.

Sta di fatto che la somma dei due partiti della sinistra se sommati insieme, cosa un po’ aleatoria in politica, avrebbero preso secondo un ragionamento puramente matematico il 13,77%.

Comunque allo splendido risultato della Linke ha concorso anche il calo notevole della Spd.

Era ampiamente annunciato da tutti i sondaggi e ancor più dal risultato delle europee, ma il pachiderma socialdemocratico tedesco non aveva avuto nemmeno la forza interiore di cambiare lo spitzenkandidat confermando Sholz e andando così incontro a una disfatta annunciata.

Il nocciolo dei risultati elettorali tedeschi, secondo la mia opinione, è che la Afd neonazista è stata contenuta anche grazie alla fortissima percentuale di votanti, 82,5%, e alla reazione popolare seguita alle aperture di Metz criticate apertamente anche dalla Merkel.

Un po’ quello che è successo nella Francia del doppio turno elettorale.

Ma la tendenza eversiva neonazista non è affatto debellata. Per debellarla la strada seguita finora, anche dai socialdemocratici tedeschi, deve essere completamente rovesciata non solo a livello nazionale ma anche, e soprattutto, europeo.

L’Europa dovrebbe fare, a parti rovesciate, quello che fece l’America del new deal di Roosevelt anni 30′ mentre nel vecchio continente aveva corso il nazionalismo dei fascismi e del nazismo. Che è quello, fatte le debite differenze di tempo e di luogo, perseguito da Trump.

E questo non è nell’orizzonte del nuovo cancelliere in pectore Merz. Senza questa svolta economica e sociale la partita strategica apertasi con “il fascismo di nuovo conio” di Trump è perdente.


Immagini del voto tedesco

Aldo Pirone

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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda



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