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8 marzo 2025: non mimose, ma diritti per tutte!

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La parità di genere, in Italia, è ancora lontana


di Ceccano2030*

8 marzo 2025: non mimose, ma diritti per tutte! Donne in corsa tutti in giorni
8 marzo 2025: non mimose, ma diritti per tutte! Donne in corsa tutti in giorni

8 MARZO 2025 L’ 8 marzo cade la giornata internazionale della donna; una ricorrenza importante istituita per celebrare la lotta per l’emancipazione, l’uguaglia di genere e per i diritti delle donne.

Una ricorrenza che ci porta, ogni anno, a riflettere sulle criticità che, purtroppo, ancora oggi, affliggono l’universo femminile in Italia e nel mondo.

L’ uguaglianza di genere, malgrado i progressi, continua a rappresentare per le donne la metà più difficile da raggiungere, soprattutto nel contesto lavorativo. I dati nel merito parlano chiaro: l’ Italia non è un paese per donne lavoratrici, soprattutto se queste donne sono anche madri. 

Per le donne tra i 25 e i 49 anni il tasso di occupazione passa dal 72% per chi non ha figli al 53% per chi ne ha almeno uno di età inferiore ai 6 anni, contro la media europea del 67,4%. Ad aggravare la situazione contribuisce anche la carenza di servizi come l’ assenza di asili nido comunali.

Le statistiche attestano un tasso di inattività lavorativa pari al 35,7% per necessità assistenziali.

L’assenza di strutture pubbliche idonee a coadiuvare le donne lavoratrici nel loro ruolo di madri è tale per cui molte di loro risultano costrette o ad abbandonare il lavoro o a rinunciare a priori a qualsiasi ambizione professionale, specialmente nei primi anni di vita del bambino e, in particolar modo, in presenza di condizioni economiche familiari che non consentono di sostenere i costi di strutture private. 

Non può dirsi rosea neppure la situazione lavorativa delle donne che, dopo la nascita del figlio, riescono a mantenere la loro occupazione, subendo tuttavia un notevole decremento di reddito dovuto, in gran parte, alla necessità di trasformare un impiego a tempo pieno in part time, con evidente diminuzione del reddito salariale.

Nonostante le misure in materia adottate negli anni dai vari governi come il congedo parentale, il congedo di maternità o bonus nido, il nostro continua ad essere un paese in cui la maternità mal si concilia con il mondo del lavoro e con il diritto delle donne di aspirare ad un’ indipendenza economica.

Ceccano2030

Anche a livello pensionistico il Gap tra uomo e donna è evidente.

Le pensioni delle donne sono più basse, nonostante i numeri ci indicano che le donne pensionate siano superiori rispetto agli uomini (7,9 milioni rispetto ai 7,3 milioni di pensionati) c’è una disparità nelle pensioni percepite.

Basti pensare che, nel caso delle pensioni di vecchiaia, il divario che c’è tra uomo e donna è pari al 44,1%. Mentre nel lavoro dipendente privato gli importi medi delle pensioni di anzianità, anticipate e di invalidità per le donne sono del 25,5% e 32% inferiori rispetto a quelle degli uomini.

Questi dati, purtroppo , evidenziano le “condizioni di svantaggio” che le donne ancora tutt’oggi hanno nel mondo del lavoro, e sottolineano al contempo la necessità di tenere alta l’attenzione su un problema che sembra non aver trovato ancora la giusta soluzione.

La parità di genere, in Italia, è ancora lontana. 

*ceccano2030@virgilio.it

Ceccano ventitrenta

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