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Diario di guerra e bande partigiane Ceccanesi

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Intervento per “Ceccano, 1° anno di pace…” (2)


di Angelino Loffredi – parte 2

Diario di guerra e bande partigiane Ceccanesi
Giuseppe Ambrosi e Romolo Battista

DIARIO DI GUERRA Le azioni dei partigiani ceccanesi, per quanto limitate dal punto di vista strategico militare, costituiscono una spina nel fianco tedesco, un fastidio diventato preoccupante e al limite di ogni sopportazione.

Alla reazione tedesca nella contrada Badia e nel territorio circostante, il già ridotto gruppo si sfalda ancora di più: per giorni i patrioti vagheranno sui Lepini e successivamente perderanno ogni collegamento.

Qualcuno farà il pecoraio, qualche altro dopo un po’ di tempo si ricongiungerà con i familiari mentre Battista con altri partigiani si unirà alla locale banda partigiana di Carpineto. Qui verrà a sapere che dopo il rastrellamento tedesco come rappresaglia  nei suoi confronti, sono stati catturati  il padre, la madre, la sorella, il cognato e la nipotina.

Inoltre saprà che è stata danneggiata  gravemente,   perché  completamente  razziata dai tedeschi,  la fiorentissima  bottega di orologeria e oreficeria di suo padre Bernardo. La madre e la nipotina  verranno  rilasciate dopo pochi giorni mentre gli altri parenti rimarranno in carcere per tre mesi a Frosinone e per due mesi a Paliano.

Un dato da considerare riguarda il fatto che i tedeschi pur avendo perso due uomini in combattimento non applichino alcuna rappresaglia verso la popolazione di Ceccano, così come accade a Roma ed in altre realtà laziali. La rappresaglia (10 italiani per un tedesco morto) verrà attuata dopo il combattimento di via Rasella.

Credo, inoltre  sia opportuno  fare gualche considerazione  sulle due formazioni partigiane ceccanesi.  

Prima di tutto va riconosciuto che tutta l’attività militare pesa sul gruppo capeggiato da Battista. L’audacia di questa  formazione fa in modo che alcuni uomini di Ambrosi (Moscardelli,  Pennino)  si accodino  di volta  in volta in ogni loro azione.

Nessuno dei partigiani ha legami  con i partiti. Tutti accettano la guida del Governo Badoglio, mentre Ambrosi ha stretti rapporti epistolari con un colonnello dei Bersaglieri, Gervasoni,  che si trova nascosto  in territorio  di Ceccano, presso l’abitazione di Aversa Fabrizia, in via Pisciarello, e dal quale sembra  accettare qualche consiglio.

Lo scontro polemico tra Ambrosi  e Battista fu un fatto negativo, perché  non permise  di unificare e dispiegare  tutte le forze a disposizione:  creò difficoltà anche nel dibattito politico del dopoguerra ed in particolare nel rapporto  tra comunisti  e socialisti.

Ambrosi, infatti, aderì al partito socialista  mentre Battista approdò a quello comunista,  in seno al quale, fino al 1953 fu un dirigente autorevole.

Bisogna riconoscere che le divisioni createsi  durante l’occupazione tedesca sono  la diretta conseguenza  della mancanza  di una direzione politica a Ceccano.  Da quando viene costituita la banda partigiana fino all’ultima azione militare  tutto viene fatto all’insegna della più elementare spontaneità  ed improvvisazione.

Manca, insomma, la redazione  di un programma futuro e non sono chiari  gli obiettivi immediati sia politici che militari in grado di determinare  un coagulo di interessi  generali, tali da evitare I’insorgere  di antagonismi  personali e rivalità di gruppo.

La mancanza di una autorità politica non permette, infine, di  saldare questa avanguardia  con tutto il paese, né di avere un legame con gli altri gruppi partigiani che operano nella zona.
Se questo fosse avvenuto  le azioni sarebbero state senz’altro più  incisive e con molta probabilità avrebbe potuto prendere corpo, così come raccontava Luigi De Santis, da parte di Andrea Aversa, Torti, Fischer e Bianchi,  di salvare i modernissimi macchinari  della B.P.D. di bosco Faito, scongiurando così la rapina tedesca.


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ByAngelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è stato collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000 e poi ha collaborato e collabora con UNOeTRE.it. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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