Segnala a Zazoom - Blog Directory

Diario di guerra e bande partigiane Ceccanesi

La Resistenza ©image.slidesharecdn.comLa Resistenza ©image.slidesharecdn.com

Intervento per “Ceccano, 1° anno di pace…” (3)


di Angelino Loffredi – parte 3

Diario di guerra e bande partigiane Ceccanesi Francesco Bruni
Diario di guerra e bande partigiane Ceccanesi

DIARIO DI GUERRA Quanti sanno che qui, a Ceccano da parte nazista sono stati crudelmente assassinati nostri concittadini come i fratelli Giovanni Battista e Giacinto Capoccetta, Antonio Micheli, Giulio Polisena, Francesco e Vincenzo Zeppieri? Certo conosciamo Luigi Mastrogiacomo, trucidato il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine, ma pochi sanno perché venne ucciso.

Quanti ricordano che 11 militari ceccanesi sono morti nei campi di concentramento tedeschi per non aver voluto aderire alla Repubblica di Salò?

 Chi ha mai raccontato che in molti paesi della Ciociaria come ad es. a Patrica,  Boville, Ripi, Alatri, Piglio Vallerotonda,  Viticuso, ci sono state  tante uccisioni di persone da ritenerle come vere stragi?

Quanti conoscono la storia di Margherita De Carolis di Castro dei Vosci che nel gennaio del 1944 ha il coraggio di  ribellarsi, difendere le sue mucche, cacciare tedeschi e collaboratori fascisti ma dopo un po’ deve soccombere perché colpita dal  fuoco nazista?

 Chi conosce che tre cittadini di Castro di Volsci, Giovanni Ceccarelli, Alfredo Andreozzi, Giovanni Ricci e due di Ceprano Costantino Valeri e Francesco Rossi furono imprigionati per quattro mesi, processati e fucilati a Paliano per essersi ribellati alla rapina nazista?

Amiche e amici, non dobbiamo trascurare il fatto che i nazisti  rapinavano, sparavano, ferivano ed uccidevano ma  erano i fascisti locali in camicia nera che, compartecipando alle rapine, li accompagnavano nelle famiglie dove c’erano ancora farina e animali da razziare.
 
 Abbiamo letto di storie affascinanti, suggestive ed eroiche, ma le abbiamo sentite lontane e sfocate mentre abbiamo tralasciato la conoscenza delle nostre storie, quelle a noi vicine che, seppur piccole, hanno espresso esempi di alto valore. Si è trattato di un errore e, comunque un limite, perché solo ricostruendo la grande storia attraverso le nostre piccole storie possiamo condividerla pienamente.

E per avvicinarci alle storie di casa nostra  oggi  ricordiamo Francesco Bruni, giovane diciannovenne ceccanese nato il 31 ottobre 1925 e morto l’8 maggio del 1944 in ospedale a Roma, fra atroci sofferenze.

 Francesco Bruni proviene da un’umile famiglia: figlio di Giuseppe, di professione calzolaio e di Regina. Trascorre la sua infanzia e prima giovinezza  a Ceccano in via san Pietro. Non segue i genitori quando questi, per motivi di lavoro, si trasferiscono a Roma, ma rimane  a Ceccano presso la nonna Elena Giudici e non sappiamo con esattezza quando si ricongiunge con i suoi genitori.

Elena Giudici, nel 1912, aveva costituito la Lega delle donne. Prima del fascismo apriva i cortei socialisti battendo il tamburo.
Dalle notizie lette nella teca sita nel Museo della Liberazione in via Tasso, terzo piano, cella n° 3, apprendiamo che il Bruni, di professione è tecnico radioamatore. Il 9 settembre 1943 viene rastrellato dai tedeschi e inviato a Vicenza.

Liberato dai partigiani del luogo, partecipa ad azioni di disturbo nella zona di Arzignano. Ritorna a Roma e continua la lotta fra Roma e Frosinone, sostenuto dalla madre Regina. In seguito a delazione le SS lo ricercano per aver partecipato ad azioni di sabotaggio contro autocarri tedeschi in transito su via del Tritone, Nomentana, Regina Elena e Crispi.

Il 25 gennaio 1944, proprio in quest’ultima strada, il giovane viene ferito gravemente da colpi di pistola sparati da un ufficiale tedesco che lo aveva pedinato. Viene trasportato all’ospedale S. Giovanni e qui isolato, piantonato e  sottoposto a continui interrogatori da parte delle SS.

Non rivelerà mai i nomi dei suoi compagni di lotta. Soffre atrocemente per le ferite subite e muore l’otto maggio dello stesso anno. Aveva solo 19 anni!

Sempre in via Tasso, accanto alla sua foto, sono esposte la sua sciarpa rossa, nella quale sono evidenti i fori di entrata dei proiettili e la camicia insanguinata.
Per evitare fraintendimenti  va precisato che Bruni non è stato mai imprigionato a via Tasso. Per tanti anni, anche dopo la fine della guerra, le attenzioni nei suoi confronti sono state inesistenti.

Solo occasionalmente, alcuni anni fa, ho trovato nell’Archivio Storico della città di Ceccano che il Consiglio Comunale, il 16 novembre 1953, delibera che via Principe Umberto venga sostituita da via Francesco Bruni. Il provvedimento però non può essere  esecutivo perché bisogna aspettare, così come prescrive la legge, la scadenza  dei dieci anni dalla morte.   

Dopo questo atto, che non verrà mai eseguito, non si hanno altre tracce.

L’attività partigiana di Francesco Bruni non può essere separata da quella della madre Regina. La documentazione che la riguarda è depositata presso il Museo della Liberazione, conservata nella busta 15, fascicolo 22, messoci a disposizione dalla dottoressa Alessia Glielmi.

Da tale preziosa documentazione abbiamo appreso che Regina Bruni è stata comandante di squadra delle formazioni di Giustizia e Libertà, nella 1ª zona.

Il Generale comandate territoriale di Roma, Frattini, il 31 luglio 1948, le assegna la Croce al merito per aver preso parte ad attività partigiana.

 Nel 1954, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, le conferisce l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nel 1958, un’altro Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, le assegna il titolo di Ufficiale al merito della Repubblica.

Quando Regina (1901-1959) muore il 25 gennaio, il giornale La Giustizia,  quotidiano del partito socialdemocratico, la ricorda con affetto e devoto riconoscimento, la indica come compagna, partigiana e socialista. Ne ricorda l’impegno nella formazione partigiana Giustizia e Libertà, assalendo le sedi fasciste per asportare armi, ricoverando nella sua abitazione famiglie di ebrei, ufficiali e cittadini ricercati e partecipando alla difesa di Roma il 9 settembre 1943 a Porta San Paolo.

Ceccano, 29 Aprile 2025

*Intervento tenuto in occasione dell’incontro “ Ceccano, primo anno di pace. Il contributo della Resistenza” organizzato dalla Proloco con la Rete della Associazioni.

Loffredi e dintorni

Loffredi su UNOeTRE.it


Cerca e acquista i tuoi libri da qui su Amazon



Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni
Logo di UNOeTRE.it

https://www.unoetre.it/2024/09/09/come-sostenere-unoetre-it


MASTODON Mastodon

View on Mastodon

ByAngelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è stato collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000 e poi ha collaborato e collabora con UNOeTRE.it. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

Privacy Policy Cookie Policy



Verificato da MonsterInsights