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La Dottrina sociale della Chiesa tra 2 Papi

ByDonato Galeone

2 Giugno 2025
Lavoro alla catena di montaggioLavoro alla catena di montaggio

Da Papa Leone XIII a Papa Leone XIV


 di Donato Galeone*

La Dottrina sociale della Chiesa tra 2 Papi
La Dottrina sociale della Chiesa tra 2 Papi

LA DOTTRINA SOCIALE Leone XIV – eletto Papa l’8 maggio- ha detto di prendere il nome di “Leone” principalmente pensando a Leone XIII e alla RERUM NOVARUM – storica Enciclica sulla “questione sociale” – nel contesto della grande rivoluzione industriale di fine ottocento.

Ma oggi – sottolinea il Papa Leone XIV – la Chiesa offre a tutti il suo “patrimonio di Dottrina Sociale” per rispondere a un’altra rivoluzione industriale di sviluppo della intelligenza artificiale che conduce a una “nuova sfida” per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro.

130 anni di fecondità storica

Scrivevo nel maggio 2021 su questo giornale ­– commentando i 130 anni di fecondità storica della RERUM NOVARUM – che  quella Enciclica ha coinvolto l’impegno sociale non solo dei cattolici, quale messaggio universale sulla questione operaia e del lavoro di fine ottocento, ma fu reso disponibile alla cultura politica laica progressista e non conservatrice, con la quale si era già incontrata nella resistenza al nazifascismo, nella scrittura della Costituzione, sia con la nascita della Repubblica che nella ricostruzione post bellica  del Paese, tanto nel suo sviluppo economico quanto con il lavoro contrattato, sempre più, da partecipare nella dimensione nazionale, settoriale e aziendale del XXI secolo.

Dal 3 marzo 1878 all’8 maggio 2025 si contano 147 anni (elezione di Leone XIII ed elezione di Leone XIV) e osservo, anzi, osserviamo che la RERUM NOVARUM continua a restare una “bussola” anche per il prete agostiniano missionario Robert Francis Prevort eletto Papa: certamente e complessivamente, con gli interrogativi che pone il mondo del lavoro, oggi, sulle nuove condizioni dei lavoratori tanto per i nuovi lavori quanto nei diversi luoghi di lavoro.

Sono nuovi mondi vitali che già pongono “nuove sfide” – in una economia globalizzata tanto finanziaria quanto mercantile nei lavori e consumi –  attorno ai cambiamenti demografici, energetici e digitali che coinvolgono radicalmente il mondo del lavoro produttivo di beni e servizi di ogni livello.

Rerum novarum Leone XIII
Rerum novarum Leone XIII

Si tratta, ora, di esplorale e governare – consapevolmente e responsabilmente – partendo dai livelli locali di comunità territoriali di sviluppo sostenibile verso la dimensione provinciale e regionale mediante “patti di immediata sopravvivenza e inclusione sociale” da definire di primo livello e integrare, adeguatamente, negli interventi pubblici, altri, di sostegno incentivanti gli investimenti privati in attività produttive di beni e servizi.

Penso e ritengo che si debba convenire e definire un percorso da rivitalizzare in questi nuovi mondi disponibili allo sviluppo “localizzato e partecipato” previlegiando la priorità centrale del lavoro nel contesto dei tre servizi civili essenziali alla vita della persona: dalla casa alla scuola e sanità.

Servizi, tutti,  mirati verso il soddisfo sociale – pur graduale ma certo – tanto della domanda dei territori quanto dei settore produttivi  innovativi e tecnologicamente competitivi, nelle quantità e qualità occupazionali, da elencare e condividere, con un ”patto” di contesto e di sostegno politico programmato e incentivato negli interventi, articolato nelle province e dimensione regionale.

Il progresso tecnologico verso una economia sempre più globalizzata e della cultura digitale nelle imprese richiede adeguati e urgenti investimenti mirati nella formazione continua verso i nuovi posti di lavoro occupabili da contrattare e partecipare nella gestione delle attività produttive “preservando e incrementando i livelli occupazionali e valorizzando il lavoro sul piano economico e sociale” (da articolo 1 fine primo comma  legge 15 maggio 2025 n. 76).

Un passato e un presente, quindi, sulla “questione sociale più che centenaria tra l’uomo e il lavoro” aperta nel 1891 – lanciata da Papa Leone XIII – e immediatamente raccolta con l’impegno costante – non solo dei cattolici – ma con il percorso di tutti,  da oltre 70 anni, lungo la strada maestra della nostra Costituzione che nasce dalla formulazione dell’articolo 1 – lo ripetiamo spesso — che il lavoro è una priorità nella valorizzazione della persona in quanto essere umano”.

E oggi – 2 giugno 2025 – tra Leone XIII e Leone XIV festeggiamo le   fondamenta della nostra Repubblica sul “lavoro dell’essere umano” chepoggianon solo per la sua capacità di mettersi al servizio della società in cui vive – ma e di più – esso tende a consolidare tanto l’esercizio dei diritti di democrazia politica quale cittadino quanto, di persona, nei processi di democrazia economica di lavoratore e lavoratrice nei luoghi di lavoro.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

Roma, 2 giugno 2025


Rerum novarum

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