Referendum, Landini ammette la sconfitta: «Obiettivo mancato, ma è un nuovo inizio»

DICHIARAZIONI Il segretario Cgil è il primo dei leader referendari che si presenta davanti alle telecamere.
«Oggi non è una giornata di vittoria, ma 15milioni di voti un investimento, un inizio di un lavoro che non può terminare» … «Non ho sentito nessuno, non ho parlato con nessuno. Poi siamo pronti a confrontarci con chiunque».
«Il nostro obiettivo era raggiungere il quorum, è chiaro che non lo abbiamo raggiunto. Oggi non è una giornata di vittoria».
Il leader della Cgil Maurizio Landini, protagonista numero uno della campagna referendaria, è il primo leader a parlare.
I segretari del partiti lo lasciano partire per primo nel commento della sconfitta: non perché stia solo a lui metterci la faccia, ma perché gli spetta. E perché da via del Corso comincia a circolare molto malumore per l’eccessiva politicizzazione del voto: l’interpretazione che ne hanno dato i partiti giallorossi è che si trattasse di un referendum contro Giorgia Meloni. Ed ora la destra può esultare per la mancata spallata.
Ma che ancora non si sia sentito con i suoi compagni di strada è significativo.
Dunque i referendum sono stati «un investimento, un inizio di un lavoro che non può terminare», anche perché «sono state settimane e mesi che mi hanno insegnato che un sindacato deve imparare ad ascoltare le persone. C’è bisogno di continuare questa lotta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, sia a livello contrattuale che di mobilitazione».
fonte Daniela Preziosi
Landini: «Il lavoro è precario e povero. Il voto può cambiare tutto»
Dichiarazioni a caldo dopo l’esito del referendum
Elly Schlein. Grazie ad oltre 14 milioni di persone che hanno deciso di votare
“La differenza tra noi e la destra di Meloni è che oggi noi siamo contenti che oltre 14 milioni di persone siano andate a votare, mentre loro esultano perché gli altri non ci sono andati. Ne riparliamo alle prossime politiche.
Hanno fatto una vera e propria campagna di boicottaggio politico e mediatico di questo voto ma hanno ben poco da festeggiare: per questi referendum hanno votato più elettori di quelli che hanno votato la destra mandando Meloni al governo nel 2022. Quando più gente di quella che ti ha votato ti chiede di cambiare una legge dovresti riflettere invece che deriderla“.
Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein, commentando l’esito dei referendum.
“Grazie ad oltre 14 milioni di persone che hanno deciso di votare e a tutti coloro che si sono mobilitati per far contare il voto dei cittadini. Per noi il vostro voto conta”, dichiara Schlein. “…
“i referendum toccavano questioni che riguardano la vita di milioni di persone ed era giusto spendersi nella campagna al fianco dei promotori, senza tatticismi e senza ambiguità … continueremo a impegnarci in parlamento con le nostre proposte”, aggiunge. “… quei milioni di elettori che sono andati a votare sperando di ridurre la precarietà e rendere l’Italia più giusta, ci motivano ancora di più nel costruire l’alternativa“.
“Oggi la destra ha perso, dopo Genova, Assisi e Ravenna, anche a Taranto“, aggiunge: “La politica che tifa l’astensione si fa male da sola..”.
Dichiarazioni a caldo dopo l’esito del referendum
Conte: “Chi esulta per l’esito del referendum porti rispetto a 15 milioni di elettori”
«Leggo dichiarazioni ed esultanze sguaiate dei ‘tifosì della politica. Portate rispetto a circa 15 milioni di cittadini che sono andati a votare. Portate rispetto agli oltre 12 milioni che hanno votato sì a maggiori tutele nel mondo del lavoro. Parliamo di oltre 12 milioni di cittadini che, al di là dei colori politici, chiedono più tutele contro licenziamenti, precariato e incidenti sul lavoro.
Noi saremo sempre dalla loro parte, dalla parte giusta. E porteremo avanti la battaglia per loro in Parlamento». Lo scrive sui social il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte aggiungendo che “se vi sembrano numeri insignificanti, considerate che è lo stesso numero di votanti (anzi alla fine potrebbero essere anche di più) con cui la maggioranza Meloni è arrivata al Governo».
Bonelli-Fratoianni, il 30% che vota è il cuore dell’alternativa
“Il quorum non è stato raggiunto, è vero. Ma ci sono oltre 15 milioni di cittadine e cittadini che hanno scelto di votare, e con circa 13 milioni di Sì, lanciano un messaggio forte e chiaro, più forte persino del consenso che oggi regge Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Se Meloni crede che l’astensione sia un segnale politico a suo favore, commette un grave errore.
Certo, quei 13 milioni non sono nemmeno ‘nostri’, ma di un’Italia che chiede ascolto, che pretende impegno. Ed è con questa parte del Paese che vogliamo costruire l’alternativa”. Lo dichiarano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs. Alle prossime elezioni politiche non ci sarà un quorum a salvare Giorgia Meloni.
Dichiarazioni a caldo dopo l’esito del referendum
Riccardo Magi: “Ha vinto l’astensionismo organizzato”
“I risultati dei Referendum 2025 in diretta e i ballottaggi delle elezioni comunali: seggi chiusi, il quorum non è stato raggiunto e l’affluenza definitiva è del 30,6%.” Ha proposto, inoltre, un revisione delle norme che regolano l’istituzione del referendum per superare l’utilizzo del quorum.
Dichiarazioni a caldo dopo l’esito del referendum
Al Referendum hanno votato più donne che uomini
Ai Referendum, quasi in tutta Italia, le donne hanno votato più degli uomini. La differenza è del 7% circa in media. A riportarlo è un’analisi di Youtrend. L’unica provincia in cui la tendenza si sarebbe invertita è quella di Taranto, dove gli uomini avrebbero registrato un’affluenza più alta dell’8,4%. Facendo un confronto con le elezioni europee dello scorso anno, qui in buona parte delle province l’affluenza era stata più alta da parte degli uomini rispetto alle donne.
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