Emerge in modo evidente la questione “lavoro”
di Ermisio Mazzocchi

L’ESITO DEL REFERENDUM Sarebbe utile comprendere il messaggio che è stato trasmesso dai quattordici milioni di elettori del referendum dell’8 giugno.
Considerazioni su quel voto che devono essere depurate dai trionfalismi, strumentalizzazioni e demagogia della Destra e da alcune posizioni della Sinistra.
Le polemiche sui quesiti, le allucinanti e assurde affermazioni di esponenti della maggioranza, i commenti su quel che si è fatto e non si è fatto da parte della minoranza ancora una volta dimostrano che c’è una consolidata propensione a distrarre i cittadini e a non rivolgere l’interesse ai molteplici drammi che il Paese sta vivendo.
La propaganda dei grandi risultati che in ogni campo sarebbero stati ottenuti dal governo dilaga sulle reti nazionali, ormai asservite al potere, e su gran parte delle tv private.
L’esito del referendum che messaggi invia?
L’opinione pubblica non riceve le dovute informazioni e viene influenzata dai programmi spazzatura, nei quali è descritta un’Italia felice, che non corrisponde alla realtà.
La denuncia arriva da quel circa 90% di SI sui quattro quesiti inerenti a materie relative al lavoro, che rivendicano garanzie e sicurezza.
Emerge in modo evidente che la questione “lavoro” con i suoi diritti e le sue regole rappresenta il maggiore se non l’unico interesse per i cittadini, preoccupati per il proprio futuro.
La realtà
La situazione è molto diversa da quella sbandierata dal governo. Dati statistici e incontrovertibili dimostrano che la povertà è in aumento, le ore lavorative diminuiscono, i salari bassissimi non permettono una vita decorosa alla stragrande maggioranza delle famiglie, molte industrie sono in difficoltà, vedasi il caso Stellantis di Cassino, una fabbrica che incentiva a interrompere il rapporto di lavoro e non ha un piano per la sua ripresa, altre sono costrette a chiudere a causa della mancanza di commesse, i nostri giovani, molti laureati, sono costretti a emigrare alla ricerca di migliori opportunità, la sanità è al collasso, la scuola manca di risorse.
L’esito del referendum che messaggi invia?
Da quel voto viene anche una sollecitazione a un diverso impegno dell’opposizione e la conferma della necessità di creare una forte coesione di tutte quelle forze che si oppongono a questa destra illiberale che sta minando la nostra democrazia.
Superare le divisioni non è difficile se si ha come obiettivo quello di ristabilire il rispetto della nostra Costituzione, di procedere sul piano delle riforme che diano certezze agli italiani e garantiscano i diritti.
Si può e si deve fare per i nostri figli, i nostri nipoti, per le generazioni future.
Il referendum, nonostante sia stato oscurato dalla mancanza di informazione, ha comunque mobilitato milioni di persone convinte che è possibile uscire dalla condizione opprimente e dannosa prodotta dal governo della Destra per ridare vigore a una politica alternativa in cui prioritario sia il lavoro, attività necessaria e indispensabile per lo sviluppo del Paese.
Occorre ora guardare in avanti, con fiducia, per rafforzare e ampliare quelle alleanze che hanno sostenuto il referendum, coinvolgere altre componenti politiche in modo da affrontare con determinazione le prossime sfide al fine di ridare all’Italia dignità e garantire un progresso civile, economico e sociale.
L’esito del referendum che messaggi invia?
13 giugno 2025
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