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Roma come Milano NO, se non รจ tardi bisogna impedirlo

Roma. I giร  mercati generali di via OstienseRoma. I giร  mercati generali di via Ostiense

Roma ha bisogno di spazi realmente pubblici


di Daniela Alessandri*

Roma come Milano NO, se non รจ tardi bisogna impedirlo
Roma come Milano NO, se non รจ tardi bisogna impedirlo

ROMA COME MILANO – Ex Mercati Generali: un progetto contro il diritto allo studio e la funzione pubblica della cittร 

Come Partito della Rifondazione Comunista โ€“ Lazio, esprimiamo forte contrarietร  allโ€™attuale progetto di โ€œriqualificazioneโ€ dellโ€™area degli ex Mercati Generali di via Ostiense, oggi al centro di unโ€™operazione immobiliare che tradisce la sua originaria vocazione pubblica e collettiva.

Il progetto, presentato sotto il nome di โ€œCittร  dei Giovaniโ€, viene propagandato come un esempio di rigenerazione urbana. Nella realtร , si tratta di una grande operazione di valorizzazione fondiaria a vantaggio del privato, che si รจ visto affidare per quasi sessantโ€™anni la gestione di unโ€™area pubblica di enorme valore, nel cuore di Roma.

A fronte di questo trasferimento di ricchezza pubblica, ciรฒ che resta alla cittร  รจ poco piรน di una vetrina: spazi culturali ridotti, servizi ridimensionati, una prevalenza di superfici commerciali e residenze inaccessibili alla maggioranza.

Emblematico รจ il caso dello studentato previsto allโ€™interno dellโ€™intervento. Le cifre annunciate โ€“ stanze โ€œcalmierateโ€ a 600 euro al mese e stanze โ€œdi mercatoโ€ a 1200 euro โ€“ non solo sono del tutto sproporzionate rispetto alle condizioni economiche di gran parte della popolazione studentesca, ma rischiano di non rispecchiare i criteri di accessibilitร  e sostenibilitร  promossi dal quadro normativo regionale.

La Legge Regionale 2/2020 sul diritto allo studio universitario impegna la Regione Lazio e gli enti da essa delegati, come Lazio DiSCo, a promuovere e garantire servizi abitativi a canone sostenibile, assegnati secondo criteri di reddito e merito.

Questa normativa ha lโ€™obiettivo di rendere effettivo il diritto allo studio attraverso alloggi accessibili e gestiti pubblicamente, non lasciati alle logiche del libero mercato.

La carenza di alloggi pubblici accessibili per studenti fuori sede a Roma (3.150) evidenzia la necessitร  di politiche regionali e comunali piรน incisive per garantire il diritto allo studio e all’abitare.

รˆ fondamentale un impegno concreto per aumentare l’offerta di residenze universitarie e sostenere gli studenti che affrontano difficoltร  economiche nell’accesso all’istruzione superiore.

Il progetto sugli ex Mercati Generali, cosรฌ come รจ stato finora presentato, non risulta coordinato con il sistema pubblico del diritto allo studio e non prevede alcuna forma di gestione o controllo da parte degli enti preposti, inclusa Lazio DiSCo.

I canoni annunciati, inoltre, non sembrano rispondere alle condizioni di accessibilitร  e sostenibilitร  economica promosse dalla legge regionale, risultando quindi inadeguati rispetto ai bisogni concreti della maggior parte della popolazione studentesca.

Quello che si sta costruendo, in nome dei giovani e della cultura, รจ in realtร  un nuovo tassello del processo di privatizzazione e mercificazione della cittร . Si usano parole come โ€œspazi pubbliciโ€ e โ€œdiritto allo studioโ€ per legittimare un intervento che non risponde ai bisogni collettivi, ma a quelli della rendita.

Roma รจ sempre piรน ridotta a merce: gli studenti a clienti, il territorio a investimento, la funzione pubblica a semplice etichetta di copertura.

Come Partito della Rifondazione Comunista โ€“ Lazio, chiediamo con forza che si metta mano radicalmente alla progettazione e realizzazione degli alloggi per studenti previsti nellโ€™area, e che questi vengano ricondotti sotto la responsabilitร  e la gestione pubblica, secondo quanto previsto dalla normativa sul diritto allo studio.

รˆ indispensabile che gli studentati siano realmente accessibili, a canoni sostenibili, assegnati sulla base del reddito e del merito, e gestiti da enti pubblici come Lazio

DiSCo. Roma ha bisogno di spazi realmente pubblici, di edilizia studentesca accessibile, di cultura come diritto, non di nuovi quartieri-vetrina in mano a grandi operatori immobiliari.

*Segretaria Regionale PRC-SE Lazio

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