E…la storia di un cippo
di Vincenzo Angeletti*

LO SCHIAFFO DI ANAGNI – Una planimetria settecentesca, di recente trovata, riporta con precisione la collocazione di un cippo con la dicitura “Pietra Rea o del mal consiglio”.
Questa zona del territorio ceccanese, nei pressi del bosco di Faito, è a tutt’oggi con tale appellativo nominata. Proprio quel cippo, oggi scomparso, ricordava uno degli eventi storici più celebri del XIV secolo, quello appunto detto “Lo schiaffo di Anagni”, al quale parteciparono anche alcuni membri dei conti de Ceccano.
Il 7 settembre del 1303 in Anagni i congiurati, capitanati da Guglielmo di Nogaret emissario di Filippo il Bello, hanno il compito di arrestare Bonifacio VIII, per processarlo in Francia.
Lo schiaffo di Anagni: oltraggio a Bonifacio VIII
L’episodio però degenera per i forti rancori dei congiurati verso il papa. Si vuole che proprio uno di essi, Sciarra (ovvero rissoso) Colonna, schiaffeggiasse il pontefice.
Si tramanda che il pontefice abbia avuto grande fermezza nell’evento ma, fortemente provato, morirà a Roma, dopo circa un mese.
Al dissidio con Filippo IV deve aggiungersi la politica papale rivolta alla propria famiglia e i forti contrasti con la casata dei Colonna e i loro cardinali. Il pontefice procede contro detta famiglia scomunicandone i cardinali, con la distruzione della città di Palestrina, e molte espropriazioni.
Non è immune da tale politica la casata dei de Ceccano. Il conte Giovanni di Annibaldo è arrestato e privato di tutti i beni. Sciarra Colonna è figlio di Giovanni e di Rogasia de Ceccano. Altre parentele legano i congiurati.
Lo schiaffo di Anagni: oltraggio a Bonifacio VIII
Giovanni II, di Landolfo, de Ceccano partecipa all’azione, con il figlio Goffredo, marito di Maria di Giacomo de Supino, cugino del predetto Giovanni III “Zanni”. Massimo de Rubeis di Trevi è cognato di Goffredo de Ceccano.
I gravi soprusi subiti da questi personaggi accrescono il desiderio di vendetta.
In detto luogo che la tradizione vuole: “popolato nelle notti buie e tempestose, di gemiti e di ululi di anime in pena”, un cippo con inciso: A perenne memoria… in questo luogo, poi detto Pietra Rea o del Mal Consiglio, nei primi di settembre del 1303, i conti de Ceccano con altri congiurati ordirono l’oltraggiosa azione contro Bonifacio VIII che la storia ricorda come “Lo Schiaffo d’Anagni”, ricorderebbe l’episodio.
Lo schiaffo di Anagni: oltraggio a Bonifacio VIII
*Vincenzo Angeletti Latini, architetto, divulgatore di storia locale
Lo schiaffo di Anagni, testo integrale in PDF dell’Arch. Vincenzo Angeletti – clicca qui per aprirlo
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