Trump demolisce pezzo per pezzo l’America di Lincoln e Roosevelt
di Aldo Pirone

IL TRUMPFASCISMO CON TUTTI GLI ASPIRANTI DITTATORI – Il Trump che demolisce pezzo per pezzo l’America di Lincoln e Roosevelt è lo stesso che mette dazi a tutto il mondo, sorregge Netanyahu e stende tappeti rossi ad Ankhorage a Putin, insidia un’Europa, peraltro inesistente, rendendola ancor più vassalla e prona con la von der Leyen nella trattativa sui dazi e sul piano per riarmare il vecchio continente nazionalisticamente.
Pochi giorni fa ha proseguito nei suoi propositi fascistici in politica interna, facendo cessare la trasmissione satirica da parte della Disney dello showman comico Jimmy Kimmel.
Il comico, una specie di Crozza americano, è stato solo l’ultima vittima di una progressione geometrica che ha preso di mira giornali, giornalisti e conduttori di talk show che hanno la colpa di essere critici verso la sua figura.
Il trumpfascismo con tutti gli aspiranti dittatori
È un’idiosincrasia che in vari modi accomuna tutti i leader di destra compresa Giorgia Meloni.
A Trump, come a tutti gli aspiranti dittatori, piacciono solo quelli che nel campo dell’informazione lo incensano, ne tessono le lodi, lo beatificano negando la realtà sociale degli americani che non è proprio rose e fiori.
Ha nel mirino il primo emendamento della Costituzione americana che assicura la libertà di espressione recitando: “Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti”.
Il trumpfascismo con tutti gli aspiranti dittatori
Ieri, per chiarire il suo pensiero demolitorio della Costituzione come se ce ne fosse ancora bisogno, ha preso di mira David Letterman, lo storico showman di 78 anni ritiratosi dalla TV nel 2014, definendolo “un perdente” che in America equivale a una condanna da parte di chi si sente parte dei “vincenti”. Mentre esalta Kirk come simbolo della libertà di pensiero.
Ma Trump usa il potere del denaro per rendere di fatto nullo il primo emendamento.
L’altro giorno il Tycoon cotonato, tanto per dare conto della propria illiberalità fascistoide, ha chiesto 15 miliardi di dollari per diffamazione al “New York Times” coinvolgendo quattro suoi giornalisti tra cui Susanne Craig e Russ Buettner premi “Pulitzer” nel 2019 che si è molto occupata delle questioni finanziarie di Trump, e Russ Buettner perché smontavano la narrazione costruita dallo stesso Trump sul fatto che si fosse guadagnato da solo la propria ricchezza.
Il trumpfascismo con tutti gli aspiranti dittatori
La stessa cosa aveva fatto a luglio contro il “Wall Street Journal” chiedendo 10 miliardi di dollari. Intanto continua ad arricchire sè e la sua famiglia.
Da quando è entrato in carica avrebbe guadagnato una cifra compresa tra 5 e 10 miliardi di dollari secondo “Forbes”e il “New York Times”, anche grazie a molti provvedimenti presi, insediando alla Casa Bianca un gigantesco conflitto d’interesse.
Ha utilizzato l’omicidio di Kirk dell’altra settimana come sappiamo: rinfocolando l’odio contro i liberal americani e la sinistra accusandoli di essere complici e mandanti del crimine.
Facendo scattare tutte le destre mondiali ed europee e schierandole sulla stessa lunghezza d’onda. Compresi gli italiani Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, complice il clima elettorale delle regionali incombenti.
Il trumpfascismo con tutti gli aspiranti dittatori
Intanto le guerre che aveva promesso di far cessare in pochi giorni divampano a Gaza, in Cisgiordania e in Medio Oriente dove Netanyahu fa quello che vuole bombardando pure il Qatar a Doha, con il sostegno aperto di Trump. Lo stesso succede in Ucraina dove, ad Anchorage, Putin è uscito con la rassicurazione di Trump di lasciarlo fare.
Quando la forza bruta prende definitivamente il posto del diritto internazionale, anche la lotta dei popoli contro soperchierie, tirannidi, invasioni di potenti vicini, retrocede di decenni.
La cosa vale per i curdi yazidi, per le donne iraniane, per i nepalesi, per i palestinesi, per i serbi e anche per gli ucraini e per chiunque lotti nel mondo per affermare i propri diritti di uomini e donne liberi.
Di fronte al nazionalismo, al sovranismo, alla politica di potenza imperialistica, è anche l’internazionalismo, oltre alla pace, che fa molti passi indietro.
Il trumpfascismo con tutti gli aspiranti dittatori
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Aldo Pirone. Giornalista. Vive a Roma. Redattore di Malacoda
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