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Una circolare riservata inviata ai dirigenti scolastici?

ByAntonella Necci

28 Settembre 2025
Problemi dei giovani ©skuola.net Problemi dei giovani ©skuola.netProblemi dei giovani ©skuola.net

di Antonella Necci

Una circolare riservata inviata ai dirigenti scolastici? - incontro-con-dirigenti-scolastici ©usrl
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UNA CIRCOLARE RISERVATA INVIATA AI DIRIGENTI SCOLASTICI? – Le scuole superiori di Roma e del Lazio non possono fingere di non vedere ciò che accade a Gaza.

Molti istituti, negli ultimi mesi, si sono attivati con mozioni, assemblee e documenti per far sentire la propria voce in un mare di indifferenza.

Un moto spontaneo, nato dal basso, che ha incontrato però un ostacolo tanto invisibile quanto pesante: una circolare riservata, inviata ai dirigenti scolastici, che li ha spinti a oscurare testi, annullare iniziative, fermare assemblee.

È la prova di un grave atto coercitivo, un abuso di potere che opera con modalità intimidatorie e indirette, ma non per questo meno efficaci.

La censura ministeriale si manifesta così, senza proclami pubblici, con la forza silenziosa di un messaggio che lascia intendere possibili sanzioni per chi non si adegua.

Una strategia che non solo riduce gli spazi di libertà all’interno della scuola, ma impone un clima di timore e di obbedienza forzata, come se la formazione dei giovani potesse davvero essere tenuta al riparo dalla realtà.

È un paradosso che si spinge fino a negare principi costituzionali: l’Italia ha firmato un atto di non belligeranza verso Israele, imponendo di fatto un allineamento politico e diplomatico che costringe i cittadini a piegare la testa.

Eppure, lo stesso governo sembra dimenticare che l’articolo 11 della Costituzione stabilisce che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

Due pesi e due misure: se davvero non siamo in guerra, perché allora impedire la libera espressione su un conflitto che sta insanguinando il Medio Oriente?

Se invece lo siamo, quell’accordo di non belligeranza non dovrebbe avere alcuna legittimità morale.

Il silenzio imposto alle scuole non è quindi un dettaglio amministrativo, ma un segnale politico preciso: la voce dei ragazzi e dei docenti viene soffocata non per mancanza di spazi, ma per paura di un dissenso che potrebbe diffondersi.

Un Paese che si dichiara democratico non può ridurre la partecipazione civile a una mera formalità da concedere o revocare a piacimento.

Quello che accade oggi a Roma e nel Lazio dimostra che la censura non è un concetto astratto, ma una pratica concreta che tocca le aule, i corridoi e la quotidianità degli studenti.

Le scuole non possono e non devono voltarsi dall’altra parte. Perché se il diritto di parola viene compresso proprio lì dove nasce la coscienza critica, allora la democrazia smette di essere una promessa e diventa solo una finzione.


Fonti

Nota: la circolare ministeriale di cui parlano le fonti giornalistiche risulta oggi irreperibile nei canali ufficiali, segno evidente della sua natura riservata e della volontà politica di cancellarne ogni traccia. La mozione del liceo Democrito è stata rimossa dopo la comunicazione privata ai dirigenti scolastici.

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ByAntonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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