Antonio Rotondi detto Tilt, un grande artista

Antonio RotondiAntonio Rotondi

Tilt era stravagante come forse tutti gli artisti


di Fausta l’Insognata Dumano*

Antonio Rotondi detto Tilt, un grande artista

ANTONIO ROTONDI DETTO TILT, UN GRANDE ARTISTA – Ho trovato in rete un articolo che parla del restauro di un murales di Tilt Antonio Rotondi e mi sono ricordata di una battaglia per proteggere i murales a Frosinone.

La storia è sotto gli occhi di tutti, nonostante un impegno della commissione cultura, i murales sono stati cancellati. Ormai nessuna traccia.

Proprio attraverso unoetre.it  avevamo lanciato il desiderio di tutelare questi murales legati alla storia del territorio.

Così l’8 aprile 2014 scrissi di Antonio Rotondi: «Ci sono dei post che non vorresti mai scrivere. Narrare la vita di chi è partito per l’altrove, di chi parte all’improvviso, ti sembra di averlo visto il giorno prima, nell’archivio della memoria ti si squadernano i ricordi, a farti compagnia, mentre cerchi di scrivere.

Oggi pomeriggio si sono svolti i funerali di TILT, così chiamiamo (ops uso il presente) l’artista Antonio Rotondi. Artista soprattutto di murales, anche a Frosinone vicino alla stazione ferroviaria.

Per i suoi murales ha ricevuto premi e riconoscimenti ovunque, in particolare a San Benedetto del Tronto.
Diplomato all’accademia delle arti, aveva fatto dell’arte uno stile di vita, anche forse per evadere dalla realtà.

Ad Amaseno, dove viveva, le sue opere sono collocate in molti locali.

Nell’atrio della Scuola Media ”Virgilio” campeggia la sua “Camilla”, la regina dei monti Volsci. Tilt era stravagante, come in fondo lo sono tutti gli artisti. Avevo sempre sentito parlare di lui, avevo visto le sue opere, ma il primo inciampo con lui testimonia l’estro stravagante, che lo caratterizzava.

La location è il locale dell’artista Rocca Lancia, MadeInTerraneo, a pochi passi dall’accademia, in quei giorni impazzavano gli eventi per la fine del mondo, il 21 dicembre 2012, si ”cazzeggiava” anche oggi nell’ ipotesi di creare una fine del mondo artistico, una fine del mondo intellettuale, radical chic proletaria, mentre scorrevano le immagini di video da fine del mondo, entrò Antonio, vestito con un cappello originalissimo ”Piacere, sono venuto a prenderti per la nostra fine del mondo”. Resta uno scatto del mio volto perplesso accanto alla fine del mondo.»

Ancora un riconoscimento a Tilt: Rinascita di un murale al centro storico di Sant’Omero, come ricorda in un articolo di Fabio di Damaso, pubblicato su “iltrafiletto.it” l’08 ottobre 2025

Il lavoro di Fabiano Di Damaso e del suo team ridà vita all’opera di Antonio Rotondi e rammenta che domenica 19 ottobre 2025, alle ore 16.00, a Sant’Omero si inaugurerà il nuovo murale “C’era una volta”, opera di Di Damaso insieme al suo team artistico composto da Monia Frangioni e Gloria Waibl.

Un progetto che è anche una celebrazione dei quasi quarant’anni di arte pubblica nel borgo e del trentennale dell’attività muraria di Di Damaso.

Il nuovo murale è un racconto per immagini che attraversa le stagioni della vita.

Il bambino rappresenta la coscienza universale e l’inizio del cammino; la madre incarna l’amore silenzioso e protettivo; l’anziano con la falce ricorda il tempo e la fatica del lavoro nei campi; il contadino che si disseta celebra la semplicità della vita rurale.

Al centro, un pittore tra le spighe rende omaggio a Rotondi, pronto a dipingere una fanciulla al posto della vecchia: gesto simbolico di rinascita, dove il passato si trasforma in futuro.

*Fausta Dumano, Docente di Lettere del Liceo Artistico Statale “Bragaglia”- Frosinone

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ByFausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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