Ha avuto una vita straordinaria, Oriano
di Anna Elisa De Santis*

ORIANO PIZZUTI NELLA STORIA, NON A FIANCO A GUARDARLA – Ha avuto una vita straordinaria, Oriano. Dentro la storia, non a fianco a guardarla.
Nato in Emilia Romagna, dove il tributo di sangue per la democrazia era stato altissimo, sul crocevia delle due Italie, il nord e il sud migrante, quel nodo culturale ha segnato la sua formazione umana e culturale, politica.
Oriano è stato un dirigente politico, sempre, con lo sguardo rivolto all’interesse generale e non al suo, nelle esperienze di partito, di movimento e culturali.
Con lui, il giovane partito comunista degli anni 70, entrò con vigore nella scena politica anche della Ciociaria, scuotendone gli equilibri attestati attorno ad un potere locale tra i più conservatori di allora.
Oriano Pizzuti nella storia, non a fianco a guardarla
Il cammino tormentato della sinistra italiana attorno ai temi ambientali, vide Oriano in prima fila e in prima persona, nelle lotte contro l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo, in un impegno costante ad elaborare, produrre idee, generare occasioni di partecipazione, nell’orizzonte di quel vasto movimento culturale internazionale che ha portato ad affermarsi il concetto stesso di sostenibilità.
Pensare globalmente, agire localmente, era la sintesi che proponeva Legambiente, di cui Oriano è stato fondatore in provincia di Frosinone.
Quella stessa tensione democratica, ha qualificato l’attività sindacale di Oriano, ne ha caratterizzato la funzione di dirigente sindacale, attento alla tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori giorno per giorno.
La presenza politica innovatrice di Oriano si è espressa anche nelle istituzioni.
Oriano Pizzuti nella storia, non a fianco a guardarla
Sui Monti Ernici, da consigliere comunale e assessore alla Comunità montana, egli avviò il rimboschimento di una vasta area, un’azione che è stata di concreta e forte tutela del suolo.
Non senza contrasti si è dispiegata la presenza politica e culturale di Oriano, nel segno dell’onestà, della giustizia, della solidarietà.
Ha poi affrontato anche le sfide della malattia, che a più riprese lo ha provato e in più modi. Lo ha fatto con coraggio, dignità e determinazione, fino alla fine.
Mai gli è venuta meno la convinzione nella sanità pubblica, della quale tuttavia ha dovuto provare dolorosi stati di inefficienza e criticità strutturali, etiche.
Oriano lascia la moglie e la figlia, che ne ricordano il profondo amore e rispetto.
Alla società, di cui è stato cittadino attivo, lascia in dono i suoi organi per la ricerca scientifica.
Oriano Pizzuti nella storia, non a fianco a guardarla
*Anna Elisa De Santis, sua moglie
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