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Pizzuti e PCI: dirigente e funzionario a tempo pieno

Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

22 Ottobre 2025
Sciopero operai pirelli mfuori dalla fabbrica Milano 1969 Sciopero operai pirelli mfuori dalla fabbrica Milano 1969

di Ermisio Mazzocchi

Pizzuti e PCI: dirigente e funzionario a tempo pieno
Oriano Pizzuti con sua figlia Delia bambina

PIZZUTI E PCI: DIRIGENTE E FUNZIONARIO A TEMPO PIENO – Ho conosciuto Oriano nel 1972 quando entrai a far parte come funzionario politico a pieno tempo della Federazione provinciale di Frosinone del PCI.

Egli a quel tempo era Segretario provinciale della FGCI (Federazione giovanile comunista italiana).

Fu subito la nascita di un’amicizia che è durata sino alla sua scomparsa. Ricordavamo spesso le nostre comuni origini paterne in Emilia-Romagna: lui di Ravenna e io di Ferrara.

Ma Oriano non mancava di richiamare il suo attaccamento alla città di Ceccano a cui ha dedicato gran parte della sua esistenza per migliorarne la qualità di vita.

Eravamo in piena sintonia sulle questioni politiche che riguardavano il Partito comunista. Intensa divenne la nostra collaborazione soprattutto quando Oriano fu nominato responsabile dell’organizzazione e nel momento in cui ambedue venimmo a far parte della segreteria provinciale quando il segretario della Federazione era Ignazio Mazzoli.

Insieme costituivamo il gruppo dirigente della Federazione più giovane degli ultimi anni che succedeva a quella generazione che era stata la fondatrice della Federazione subito dopo la guerra come Cesare Amici, Franco Assante, Tullio Pietrobono, Arcangelo Spaziani e altri che operavano sul territorio.

Oriano è stato un accorto e diligente organizzatore del partito curando la presenza organizzata della Sezioni di partito nel territorio. In quegli anni ҆70 si arrivò ad attivarne 110, presenti in tutti i comuni e nei posti di lavoro in particolare nelle fabbriche.

Non mancavano le occasioni di andare insieme alle riunioni delle Sezioni dove a volte le discussioni erano accese ma sempre con un senso di responsabilità e con critiche costruttive nell’interesse del partito e condotte da Oriano con pacatezza e con numerose argomentazioni.

Non si può non ricordare quando Oriano passava intere giornate, senza nemmeno andare a pranzo, fino a tarda notte a telefonare – all’epoca c’era un solo un numero e un solo apparecchio telefonico e bisognava telefonare quando i Segretari di Sezione erano a pranzo o a cena – ai Segretari delle Sezioni per avere i dati sulle tessere fatte e a spingere a farne di più.

Un invito talvolta fatto con veemenza dettato dalla sua responsabilità e dalla sua infinita passione a dimostrazione di quanto avesse a cuore le sorti del partito.

Mi ritornano alla mente le notti sino all’alba passate tutti e due dentro una macchina parcheggiata davanti al portone del Tribunale di Frosinone quando si facevano i turni – il giorno venivano gli operai liberi dai turni di lavoro – per presiedere l’entrata del Tribunale in modo da presentare per primi la lista e il simbolo del PCI alle elezioni politiche.

Cosa che ci riusciva sempre a ottenere e che ci permetteva di concludere i comizi con la nota frase “vota e fai votare PCI in alto a sinistra”.

Innumerevoli erano i momenti organizzativi delle Feste de L’Unità che Oriano curava con attenzione e diligenza in quanto costituivano occasioni di importanti iniziative politiche, oltre a essere fonte di finanziamento al partito attraverso le sottoscrizioni.

Sotto la sua gestione si arrivò a organizzarne oltre 40 anche in comuni piccoli come Filettino, Trevi nel Lazio, Terelle o nelle contrade di Veroli e di Cassino a Caira, oltre a quelle di maggiore grandezza come Ceccano e Isola del Liri oppure di media grandezza come Arpino e Castro dei Volsci.

Gravoso era il suo compito non solo in occasione delle campagne elettorali, ma anche in particolare modo per la preparazione dei congressi. Essi richiedevano particolare accuratezza e molta attenzione sia per le impostazioni politiche sia per lo svolgimento di oltre 100 congressi di Sezioni di partito che dovevano eleggere i delegati al Congresso provinciale. Occorreva seguire, cosa che Oriano faceva in modo certosino, passo dopo passo l’andamento dei congressi.

Accettò di andare a dirigere il Comitato di zona di Cassino consapevole di affrontare enormi sacrifici anche personali, ma convinto, come era nel suo stile e nel suo “credo”, di compiere un “servizio” politico al suo partito senza remore e senza secondi fini, ma nel segno della “pura e buona” politica.

Riteneva che svolgere il suo lavoro di dirigente e funzionario di partito fosse prioritario per lui e lo antepose ad ogni altra aspirazione. Svolse brillantemente incarichi elettivi sui Monti Ernici da consigliere comunale a Vico nel Lazio e assessore alla XII Comunità montana.

Il suo è stato sempre un impegno politico svolto in piena abnegazione per il suo partito, il Partito Comunista Italiano.

Un comportamento da dirigente sobrio, che lo portava a non pronunciare mai una parola fuori posto o volgare durante le interminabili discussioni nel partito, senza toni altezzosi o sprezzanti. Integerrimo.

Quando decise di chiudere il suo rapporto con il PCI, non cessò di avere interesse per questioni di importanza sociale come quelle che riguardavano l’ambiente. Fu il fondatore di Legambiente e promotore di numerose iniziative per denunciare i danni ambientali in tutto il territorio provinciale e in particolare a Ceccano. Grazie a lui si è diffusa una coscienza ambientalista tra i cittadini.

Oggi molti sono gli eredi di quel prezioso e proficuo lavoro che Oriano seppe svolgere con grande attaccamento e dedizione.

Un uomo di profonda umanità che mi porta a ricordare un piccolo episodio. Talvolta mi recavo a Ceccano a casa sua che si trovava in campagna e in questa occasione mi donava alcune uova dicendo: “Sono fresche e fanno bene a tuo figlio”, che allora aveva 4 anni.

Il ricordo di Oriano è stato testimoniato in questi giorni con espressioni di stima e di affetto da parte di tanti compagni e cittadini che lo hanno conosciuto e frequentato a significare quanto la sua direzione politica e il suo impegno siano stati ravvisati come un esempio da seguire e da ammirare.

La sua amicizia e le giornate politiche passate insieme rimarranno nei miei ricordi e nella mia anima.

Ciao Oriano……

20 ottobre 2025


Oriano Pizzuti

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi - Vetralla (VT) 7 agosto 1946 - Residente a Cassino. Laureato in Filosofia alla “Sapienza” di Roma. Dirigente nella Federazione di Frosinone del PCI dal 1972 al 1985. Poi Presidente provinciale della Confederazione Italiana Coltivatori - oggi CIA - della provincia di Frosinone Ha collaborato con diversi incarichi con l’Arsial. Cultore, presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, della materia per l'insegnamento di Storia delle dottrine politiche. E' autore dei seguenti libri: “Lotte politiche e sociali nel Lazio Meridionale 1921-1963”, Carocci 2003, Premio letterario "Val di Comino" 2005; “Partiti e società nel Lazio meridionale 1964-1994”, Carocci 2011; Frosinone - una provincia al voto 1946-2013”, Aracne 2013; La Camera del lavoro del Lazio meridionale dal dopoguerra al terzo millennio, (coautore, Atlantide 2018), Premio "FiuggiStoria - Lazio Meridionale" - Fondazione Levi Pelloni; I miei 10 anni nel PD (una raccolta di suoi articoli pubblicati da diversi giornali tra il 2008 e il 2018) Edicoop 2019; Una vita per cambiare (romanzo), Atlantide 2021. Una vita per cambiare, Atlantide 2021 (romanzo), Premio Letterario Internazionale "Città di Sarzana";, Un monaco e un laico a confronto, (coautore), Atlantide 2024. Marzo 2025

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