Sistema marcio come i pini della villa comunale?
di Luigi Mingarelli*

SINDACO SIA LO STESSO CHE SI OPPONEVA A CALIGIORE – Siamo ad un anno esatto dall’arresto del sindaco Roberto Caligiore nell’ambito dell’operazione ‘The good lobby’, che provocò un vero e proprio terremoto anche a livello politico.
Con lui furono indagati due geometri comunali, tre ingegneri,due architetti, due commercialisti, un avvocato, due imprenditori, ed altri personaggi nei giorni seguenti.
Le intercettazioni lasciarono esterrefatti, per tutti loro il fine pubblico dell’opera passava completamente in secondo piano, contava solo quanto si potesse intascare dall’operazione.
Dopo un anno la città ancora non si capacita dello scandalo, e per questo molti scambiano il dibattito politico con uno scontro tra tifoserie, chiudendo ad un ragionamento, che deve essere trasversale all’interno della comunità ceccanese, teso alla comprensione di quello che è successo, di come sia stato possibile che succedesse, e di come evitare che succeda nuovamente.
Sindaco sia lo stesso che si opponeva a Caligiore
Ad accertare le colpe e le responsabilità della vicenda sarà l’organo preposto, ma la nostra responsabilità politica è quella di creare spazi di trasparenza sempre più ampi e partecipati, dove anche la più indigesta delle decisioni sia spiegata e discussa con la cittadinanza, dove le determine e gli atti siano coerenti con l’indirizzo politico-amministrativo conseguente alla vittoria delle elezioni, e non figlie del potentato di turno.
Non farlo è estremamente grave, ed è continuativo di un modo di fare malato e colluso, che ha contribuito in maniera preponderante ai fatti del 24 ottobre, giorno apicale di un sistema amministrativo marcio, da rifondare completamente.
La mancanza di trasparenza nella gestione comunale era stata più volte oggetto di denuncia pubblica, e serpeggiava da tempo la sensazione che qualcosa covasse sotto la cenere.
Sindaco sia lo stesso che si opponeva a Caligiore
Chi ieri denunciava e manifestava questo con noi, oggi, senza volerlo, sembra quasi agire con lo stesso metodo oscurantista ed incoerente. Un esempio? Se ieri il Sindaco Querqui manifestava con noi nella difesa della quercia Gaia, contro il suo abbattimento, chiedendo che venisse svolta una ulteriore perizia che ne scongiurasse o meno l’abbattimento, in difesa anche della memoria storica che Gaia aveva ed ha per la contrada e per la città, oggi non ha avuto remore nel far eseguire il taglio di 6 (sei) pini secolari presenti nella villa comunale.
Non siamo qui a fare i tecnici agronomi o a discuterne la perizia, ma siamo qui a chiedere al Sindaco: perché non prendere tempo e richiedere ulteriori ricerche sullo stato di salute dei pini? dopotutto, le perizie sono di fine Maggio 2025, se davvero c’era tutto questo pericolo lei Sindaco li non doveva permettere nemmeno si svolgessero tutti gli eventi che ci sono stati, avendo lei il preciso obbligo di salvaguardare la pubblica e privata incolumità, se ne ricorda solo ora nel suo post su Facebook?
Perché non parlare ai cittadini prima di tagliare tutto? Paura di ricevere critiche? Paura che una sollevazione popolare potesse bloccare eventuali progetti che avete per la villa e che noi non conosciamo?
Sindaco sia lo stesso che si opponeva a Caligiore
Dopotutto il progetto Caligioriano con fondi Pnnr per il centro storico prevedeva già l’abbattimento dei pini, logico che in noi nascano dei dubbi su quello che lei dice. Ed in ultimo, ci spieghi perché i fondi destinati alla difesa del patrimonio arboreo che ad Anagni , per esempio, hanno permesso l’assunzione di 9 persone con un progetto di difesa e riqualificazione del locale parco della rimembranza, a Ceccano vengono utilizzati per TAGLIARE un pezzo di storia locale.
Sia chiaro una cosa, ci guardiamo bene dall’accostare questo singolo provvedimento con quanto successo il 24 ottobre 2024, così come ci guardiamo bene dal sovrapporre la sua figura a quella di chi l’ha preceduta.
Proprio per questo non capiamo davvero cosa aspetti di mettere in atto quelle semplici poche cose che davvero possono chiudere le porte a quel metodo di fare di cui abbiamo già scritto in precedenza.
Se nessuno ha mai avuto il coraggio, politico, etico e morale, di prendere le distanze da un metodo di governo comunale poco chiaro e assolutamente non trasparente, se ne assuma lei l’onere e l’onore, perché fino ad oggi non lo ha fatto.
Coerenza e Trasparenza, questo le chiediamo.
Sindaco sia lo stesso che si opponeva a Caligiore
Ceccano, 24 ottobre 2025
*per il Circolo “5 aprile” Luigi Mingarelli
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