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Amministratori muti e sordi e astensionismo elettorale

Sora, il fiumeSora, il fiume

di Floriana Porretta

Amministratori muti e sordi e astensionismo elettorale
Municipio di Sora

AMMINISTRATORI MUTI E SORDI E ASTENSIONISMO ELETTORALE – In queste settimane stiamo assistendo contemporaneamente a due fatti importanti e preoccupanti: da una parte, a livello locale, registriamo i comportamenti imbarazzanti di amministratori timorosi di confrontarsi con i cittadini; dall’altra, più in generale, registriamo un drammatico astensionismo elettorale, giunto quasi al 60% nelle scorse elezioni regionali.

Tra le due cose, ci siamo chiesti noi del Movimento Civico Sanità e Territorio, c’è un qualche collegamento?

E la risposta è sì, temiamo proprio di sì: i cittadini si allontanano dalla politica e dalle elezioni esattamente a causa di certi comportamenti di politici e amministratori.

A Sora ne abbiamo almeno due esempi, per limitarci agli ultimi: il caso del rifacimento di Piazza Palestro e quello della Tari. Entrambi rappresentano un vero e proprio “spintone” ai cittadini, per tenerli lontani dalla politica ancor più di quanto già non lo siano per loro conto.

Nel primo caso, l’Amministrazione sembrerebbe che abbia agito con modi piuttosto spicci, “decisionisti” direbbero loro, senza stare troppo a preoccuparsi dei conseguenti disagi per la viabilità, i parcheggi ecc.

Talché, viene d’obbligo chiedersi se gli amministratori abbiano pensato di consultarsi con i commercianti e i residenti del quartiere, o quanto meno di avvisarli.

Se si siano preoccupati di trovare soluzioni preventive ai problemi che inevitabilmente avrebbero causato il blocco della piazza. Se abbiano avuto cura di coordinare i diversi assessorati e relativi tecnici per le rispettive competenze, di coinvolgere le diverse autorità implicate, di porre in essere tanti altri accorgimenti utili a raggiungere l’obiettivo e ad alleviare le pene di operatori economici e residenti.

Ad ogni modo, nonostante la muscolarità decisionista, ora i lavori sulla piazza sono desolatamente fermi. Quanto  durerà il blocco dei lavori? Quanto durerà il tormento per cittadini e commercianti? Quando vedremo la nuova piazza?

Nel secondo caso, quello dell’aumento della Tari, i comportamenti non cambiano.

Com’è noto, a seguito di quegli aumenti per moltissimi ingiustificati, alcune cittadine hanno organizzato una manifestazione pubblica, che ha visto una partecipazione di massa dei sorani.

Quella manifestazione aveva lo scopo di ottenere la convocazione di un consiglio comunale “aperto” e specifico sul tema Tari. Quella richiesta era stata accolta dall’attuale Amministrazione, su insistente pressione della piazza.

Tuttavia, quando poi si è trattato di fare sul serio, il consiglio comunale aperto non è stato più indetto. Al suo posto, l’Amministrazione ne ha indetto un altro generico, su vari temi, tra i tanti quello della Tari.

Giustamente i cittadini, a seguito del voltafaccia degli amministratori, hanno disertato in massa l’evento, lasciandoli parlare fra di loro.

Così, con gli amministratori in fuga a gambe levate, la domanda è rimasta sospesa: perché quegli aumenti della Tari? E a quella principale se ne sono aggiunte altre: c’entra qualcosa, con quei rincari, la gestione della società Ambiente e Salute Srl? È lecito chiederlo?

È troppo ingenuo aspettarsi delle risposte? Ci sarà mai un consiglio comunale aperto per dare chiarimenti alla popolazione sorana?

Comunque sia, in entrambi i casi ci troviamo di fronte ad una mentalità amministrativa pasticciona e per niente democratica, la cui linea sembra essere: una volta eletto, faccio come mi pare.

Purtroppo, questa mentalità è molto deleteria, ed è causa di grandi pasticci, sperpero di denaro pubblico, mortificazione dei cittadini che subiscono tali scelte arbitrarie.

E quando un cittadino si ritrova ad essere trattato in questo modo, e in tanti anni non vede cambiare gli atteggiamenti, si sente impotente, ignorato, sbeffeggiato, e diserta le urne. Viene da allargare le braccia per la desolazione.

Al contrario, sarebbe necessario che i cittadini, oltre che tornare al voto, tornassero ad occuparsi della politica, perché senza di loro non rimane nessuno a rappresentare i loro interessi, gli spazi comuni, i beni comuni, i valori comuni.

E anziché disertare le urne, dovrebbero invece dire: visto che loro non sanno farlo, dobbiamo essere noi a rappresentarci, con la partecipazione, riappropriandoci degli spazi della politica che la democrazia ci riconosce.

Sora 29 ottobre 2025

Floriana Porretta
Floriana Porretta

*Floriana Porretta, Presidente del Movimento Civico Sanità e Territorio


Città di Sora


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