Francesca Albanese, divisiva ma ci fa guardare Gaza

Francesca Albanese ©ap da ilmanifesto.itFrancesca Albanese ©ap da ilmanifesto.it

Il suo ultimo rapporto ONU parla di genocidio, Israele reagisce insultandola: “strega fallita”


di Antonella Necci

Francesca Albanese, relatrice divisiva ma ci fa guardare Gaza
FILE – Francesca Albanese, Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territories occupied since 1967, talks to the media during a press conference at the European headquarters of the United Nations in Geneva, Switzerland, July 11, 2023. (Salvatore Di Nolfi/Keystone via AP, File)

FRANCESCA ALBANESE, DIVISIVA MA CI FA GUARDARE GAZA – Il suo ultimo rapporto ONU parla di genocidio, Israele reagisce insultandola: “strega fallita”. Ma la giurista italiana risponde con fermezza.

Tra attacchi sessisti e diplomazie prudenti, resta una domanda: chi ha paura di Francesca Albanese?

Da mesi il nome di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, domina il dibattito internazionale. Il suo rapporto, presentato il 29 ottobre 2025 all’Assemblea generale dell’ONU, accusa Israele di aver compiuto “atti che configurano un genocidio” a Gaza.

 L’ambasciatore israeliano Danny Danon, intervenendo in aula, l’ha definita “una strega fallita” (“failed witch”), come riportato da Ynetnews, Middle East Monitor e JNS.

Il linguaggio usato da Danon ha indignato molti osservatori internazionali. In Italia lo hanno riportato Il Fatto Quotidiano, Rai News, L’Espresso, ANSA e Fanpage.it, ma solo il Fatto ne ha sottolineato il carattere sessista e degradante.

Albanese ha replicato con ironia e fermezza: “Meglio strega che genocida”, una risposta che ha trasformato l’insulto in un atto politico.

Giurista italiana, esperta di diritto internazionale e già consulente per UNRWA, Albanese non è una diplomatica di carriera. Questo le consente una libertà di linguaggio che molti funzionari ONU non possono permettersi.

Ma le costa anche attacchi personali e pressioni da governi che preferirebbero una relatrice più allineata.

Una donna che non tace

La sua forza è la capacità di parlare in modo diretto, documentando la distruzione sistematica di Gaza con dati verificabili: ospedali colpiti, famiglie sterminate, intere aree rese inabitabili. Errori di comunicazione? Qualche volta sì: toni più da attivista che da diplomatico. Ma la sostanza resta.

Le accuse di genocidio non sono un’invenzione di Albanese. Human Rights Watch, Amnesty International e persino agenzie dell’ONU hanno documentato violazioni di proporzioni tali da configurare crimini contro l’umanità.
 Il concetto di genocidio, dunque, rimane inoppugnabile, con o senza la relatrice italiana: le prove materiali sono già nei report delle Nazioni Unite e nelle indagini internazionali.

Gli attacchi contro Albanese — sempre più feroci e spesso sessisti — mostrano quanto sia pericoloso, oggi, essere una donna che parla con voce ferma di diritti umani. Forse il vero scandalo è proprio questo: una donna che non tace, e che riesce a imporre il tema di Gaza nell’arena mondiale.

Fonti principali:

  • Ynetnews, “Israeli envoy calls UN adviser a witch” (30/10/2025)
  • Middle East Monitor, “Israeli ambassador calls UN’s Francesca Albanese a witch after her report on Gaza” (30/10/2025)
  • JNS, “You are a witch… your poison has failed” (30/10/2025)
  • Il Fatto Quotidiano, “Israele: ‘Albanese è una strega fallita’. L’Italia prende le distanze” (29/10/2025)
  • Rai News, “Danon insulta Albanese: ‘strega fallita’. Lei replica: ‘Meglio strega che genocida’” (29/10/2025)
  • Amnesty International Report 2025; Human Rights Watch Annual Report 2025

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ByAntonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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