PD, ora devi dimostrare che vuoi battere la destra

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E’ il tempo di scegliere da che parte stare


di Ermisio Mazzocchi

PD, ora devi dimostrare che vuoi battere la destra
Senza reddito

PD, ORA DEVI DIMOSTRARE CHE VUOI BATTERE LA DESTRA – I prossimi tre anni vedranno i cittadini italiani essere chiamati alle urne: il 2025 per le regionali di Puglia, Campania, Veneto, il 2026 per le amministrative nei comuni di Roma, Milano, Bologna, Teramo, Trieste, ancora il 2026 per il referendum sulla divisione delle carriere dei giudici, il 2027 per la elezione del Parlamento e le amministrative nei comuni di Verona, Viterbo, Palermo, il 2028 per le regionali di Lazio e Lombardia.

Saranno confronti elettorali, soprattutto quello del 2027, che si svolgeranno in un clima di incertezza economica, in un quadro non rassicurante per i rapporti geopolitici internazionali e per il permanere di guerre in più parti del mondo.

L’Italia è in una condizione critica per il permanente calo della produzione industriale, per l’allargamento delle disuguaglianze, per l’aumento della povertà e per un impoverimento della qualità della vita.

La produzione industriale è in calo del 3,6%. Il tasso di disoccupazione giovanile a settembre 2025 è al 20,5% e il tasso di disoccupazione è del 6,1% pari a 1,58 milioni di cittadini.

La sanità è colpita da una crisi strutturale che investe i sui 993 ospedali di cui circa 400 convenzionati.

La povertà assoluta riguarda 5,7 milioni di persone.

La sinistra italiana, come forza protesa a modificare la società, si trova a vivere una circostanza eccezionale. Il suo futuro è incerto.

La scelta da compiere, lo stesso PD ne deve prendere atto, non è tra moderatismo, maggiore radicalità, centrismo, ma essenzialmente individuare quelli che sono i temi di assoluta priorità sociale e definire un programma fortemente legato ai problemi reali della popolazione italiana.

Deve essere chiaro che non si tratta di esorcizzare l’imitazione di Zohran Mamdani, ma di voler dare risposte concrete per risolvere i problemi e ascoltare le voci di chi si ritiene tradito e abbandonato.

Questa è l’unica condizione per realizzare e consolidare alleanze, che devono maturare e scaturire da un grande consenso di vasti settori della società.

Le alleanze non si formano a tavolino, ma emergono dal corpo vivo della società compresa nelle sue diverse componenti quali quelle produttive, associative, professionali, di lavoratori dipendenti e autonomi ecc.

PD, ora devi dimostrare che vuoi battere la destra
Lotte dei lavoratori

Occorre uno straordinario e nuovo impegno delle forze democratiche e in particolare del PD in modo da creare nuove energie, far leva sulle intelligenze, mobilitare ampi settori della società, per creare, convogliare e indirizzare la loro protesta e le loro rivendicazioni verso l’alleanza dei partiti progressisti e democratici.

Un lavoro che stenta a iniziare e denuncia una sua debolezza per essere incisivo ed efficace, perché viene minato ad ogni suo apparire.

Il PD ha bisogno di scrollarsi di dosso i pesi dei veti e dei dubbiosi e, ancora peggio, di profeti mistificatori e disfattisti.

Si è fermi a schermaglie interne che sono pure diatribe, prive di qualsiasi prospettiva e di una qualità propositiva.

Le sfide che attendono il PD, in parte sono già in essere, richiedono di abbandonare un comportamento che nel nome della libertà di pensiero produce solo confusione e un danno politico a tutto il partito con riflessi negativi sulla costruzione dell’alleanza democratica.

PD, ora devi dimostrare che vuoi battere la destra

Un comportamento e comportamenti che manifestano scetticismo e che precludono di arrivare a proposte concrete, ma soprattutto non fanno camminare quelle già individuate.

Non è necessario nessun congresso. Esso più che essere finalizzato a risolvere i problemi, nasconde il tentativo di mettere in discussione la Schlein con argomentazioni vuote e che sono di difficile comprensione.

Né si deve porre come necessità la formulazione di una politica moderata che oggi nulla significa sia in quanto il contrario di moderato è rivoluzionario e non sembra che all’orizzonte ci siano moltitudini di rivoluzionari, ma soprattutto perché troppe sono le sofferenze del popolo italiano che richiedono risposte urgenti che nulla hanno a che vedere con la cosiddetta moderazione.

Infatti, se poi alcuni illuminati dirigenti del PD vogliono sostenere che battersi per il lavoro, l’istruzione, la casa, i trasporti, la sanità, la giusta distribuzione della ricchezza, i diritti civili sono solo vuote parole di sinistra vuole dire che sono fuori asse storico.

Questi sono i diritti di una società democratica e battersi perché essi si realizzino è il dovere di un partito, come il PD, a cui sta a cuore il benessere e il futuro di tutti i cittadini. Aggiungo che è il dovere di ogni progressista democratico che vede in pericolo la democrazia stessa.

Né si possono prendere in considerazione le affermazioni senza senso di Pina Picierno che reclama un ritorno al “pragmatico”. Non sa l’eurodeputata che un partito per le funzioni che svolge non può non essere che pragmatico? Costei non scopre nulla né si pone in un’ottica costruttiva.

Non sono indispensabili “etichette” e qualifiche di moderato, di centro, di progressista. Queste non fanno che frantumare il PD rendendolo impotente a realizzare una vasta alleanza e un programma di governo.

I tentativi di rappresentare come difficile la convivenza tra le diverse culture, quella della DC e del PCI, i maggiori partiti che fondarono il PD, sono finalizzati unicamente a creare intralcio a una nuova politica a tutela dei più deboli.

Essi hanno l’unico scopo di mostrare una compagine divisa e lacerata incapace di trovare una sintesi che sappia valorizzare il patrimonio culturale e politico di quei partiti che furono protagonisti della lotta al nazifascismo e artefici della Costituzione repubblicana.

Bisogna respingere e combattere un disfattismo praticato a scopo egoistico che colpisce il PD se si vogliono utilizzare tutte le energie presenti in esso e anche quelle fuori di esso per instaurare un rapporto con i cittadini e per la risoluzione dei loro problemi.

Questo significa che tutto il PD, in questo difficile momento della vita del paese, debba ritrovare una sua comune “vocazione”, che sappia intercettare i bisogni degli italiani, dare vita ad un programma solido e costruttivo e non arenarsi in inutili e dannose discussioni su chi potrebbe essere il premier.

Che ristabilisca una perfetta sintonia con il suo popolo e con la società, che sia capace di sviluppare la sua iniziativa nella viva realtà e che sappia rivolgersi a quanti oggi si sentono smarriti e insicuri per il loro futuro.

Ciò vuol dire anche scegliere il terreno di battaglia e aprire un confronto “casa per casa” con quanti hanno bisogno di sapere quali possano essere le garanzie che gli vengono offerte, e ridare fiducia e speranza di progresso e di democrazia.

17 novembre 2025


Partito Democratico

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Ermisio Mazzocchi

ByErmisio Mazzocchi

Ermisio Mazzocchi - Vetralla (VT) 7 agosto 1946 - Residente a Cassino. Laureato in Filosofia alla “Sapienza” di Roma. Dirigente nella Federazione di Frosinone del PCI dal 1972 al 1985. Poi Presidente provinciale della Confederazione Italiana Coltivatori - oggi CIA - della provincia di Frosinone Ha collaborato con diversi incarichi con l’Arsial. Cultore, presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, della materia per l'insegnamento di Storia delle dottrine politiche. E' autore dei seguenti libri: “Lotte politiche e sociali nel Lazio Meridionale 1921-1963”, Carocci 2003, Premio letterario "Val di Comino" 2005; “Partiti e società nel Lazio meridionale 1964-1994”, Carocci 2011; Frosinone - una provincia al voto 1946-2013”, Aracne 2013; La Camera del lavoro del Lazio meridionale dal dopoguerra al terzo millennio, (coautore, Atlantide 2018), Premio "FiuggiStoria - Lazio Meridionale" - Fondazione Levi Pelloni; I miei 10 anni nel PD (una raccolta di suoi articoli pubblicati da diversi giornali tra il 2008 e il 2018) Edicoop 2019; Una vita per cambiare (romanzo), Atlantide 2021. Una vita per cambiare, Atlantide 2021 (romanzo), Premio Letterario Internazionale "Città di Sarzana";, Un monaco e un laico a confronto, (coautore), Atlantide 2024. Marzo 2025

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