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Solitudine come la immaginiamo e cos’è in realtà

Mani di vecchi in solitudine ©tag24.itMani di vecchi in solitudine ©tag24.it

Una storia di solidarietà ma anche di solitudine


di Fausta l’Insognata Dumano

Solitudine come la immaginiamo e cos'è in realtà

SOLITUDINE COME LA IMMAGINIAMO E COS’È IN REALTÀ – Ad Arpino in tanti l’avevano adottata la signora Maria Villabuona. Veniva dal Sud, dalla Sicilia.

Nei miei ritorni arpinati l’avevo conosciuta. Abitava a Civita Falconara, dove abitava il mio papà  prima di sposarsi.

Una donna sola, senza legami, ci pensava la Caritas, ma anche la solidarietà di tanti arpinati le assicuravano il pasto caldo.

Quando si chiude la porta al mondo esterno bussa la solitudine. Da alcuni giorni Maria non si vedeva in giro nel centro e solo ieri la notizia della sua morte è stata diffusa in rete da altri quotidiani.

Una donna anziana è  stata trovata morta in casa. Il vicesindaco ha annunciato che le spese del funerale saranno sostenute dal Comune.

Una pagina di solidarietà, ma anche di tristezza e di solitudine. Parlava poco, chissà  cosa portava dentro di sé.

Questa morte arriva in rete senza i riflettori del palcoscenico, in questi giorni si racconta il saluto al mondo delle gemelle Kesseler, da ieri anche la Vannoni ci ha lasciato.

Rossetto e cioccolato della Vanoni, le gambe delle gemelle, la solitudine  di Maria Villabuona.

Da piccola ad Arpino ero attratta dalle donne che vivevano sole, immaginavo la loro vita dentro le case, i segreti e le magie di cui potevano essere capaci, le immaginavo con una forza incredibile. Queste cose mi vengono in mente. Ora.

Zenobia, l’inglesina con i suoi profumi e i talismani, con il carrettino. Un mistero la sua vita chiusa dalla sua porta di casa, altre figure di donne hanno alimentato la mia fantasia.

La porta chiusa della donna anziana oggi si apre alla mie riflessioni. Arpino non è  una metropoli eppure sono passati dei giorni per aprire quella porta, nonostante il paese l’avesse accolta.

Anziani morti in casa da soli è un dramma nella nostra società, mi vengono in mente i due coniugi mummificati scoperti da alcuni ragazzi che erano entrati nella villa abbandonata e aperta.

Basta leggere la cronaca per scoprire in ogni dove storie di anziani in solitudine, raggiunti dalla morte e scoperti solo dopo giorni.

*Fausta Dumano, Docente di Lettere del Liceo Artistico Statale “Bragaglia”- Frosinone

Vecchi e soli

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ByFausta L'Insognata Dumano

Fausta Dumano divenuta Fausta L'Insognata Dumano è laureata in lettere con tanti sogni nel cassetto. Giornalista, scrittrice, critica d'arte si è inciampata nella prima supplenza con il favoloso mondo degli studenti ed è rimasta intrappolata nel discount istruzione. Frequenta corsi di scrittura creativa, ha pubblicato alcuni libri di narrativa. Da sempre è impegnata nell'arcipelago della sinistra.Ambientalista nel dna, la mamma le parlava di difesa del verde, quando non era nell' agenda della politica tanto da creare la prima festa dell'albero ad Arpino negli anni 60. Impegnata nell'arte pubblica relazionale con artqube e 03100 (zerotremilacento) vive a Frosinone, per metà ciociara e per metà siciliana, cresciuta con due culture e stili di vita differenti... è fortemente convinta che la diversità sia un valore importante, per questo si impegna nelle associazioni che favoriscono l'integrazione. Ha insegnato nelle scuole operaie ai migranti, ai figli di un dio minore e in carcere. Perennemente innamorata dell'idea dell'amore, i capolavori indiscussi della sua creatività sono i suoi figli Venera e Matteo, che riescono sempre a strapparle un sorriso, anche quando tutti i pianeti si allineano contro.

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