Necessità di una nuova legge oltre il 2026
di Giuseppe Sarracino*

PNRR E VERDE URBANO: TRA AMBIZIONI E LIMITI – L’urgenza climatica, l’aumento delle temperature nelle città, la pressione sulla salute pubblica e la domanda crescente di spazi verdi rendono evidente che il verde urbano non può più essere trattato come un elemento decorativo: è un’infrastruttura essenziale, parte integrante della resilienza dei territori.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha riconosciuto questo ruolo strategico inserendo, nella Missione 2 – Componente 4, l’Investimento 3.1 “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”.
Alla sua pubblicazione, l’investimento era articolato con una dotazione complessiva di 330 milioni di euro e un obiettivo di 6,6 milioni di alberi da mettere a dimora nelle 14 Città metropolitane italiane entro il 2024, secondo il “Piano di forestazione urbana ed extraurbana”.
Tuttavia, nei passaggi successivi l’intervento è stato riprogrammato: le risorse attribuite all’investimento sono state ripartite e ridotte in fase attuativa, con cifre comunicate dalla rete delle autonomie locali che indicano una dotazione riprogrammata intorno ai 210 milioni e un obiettivo operativo riparametrato attorno a 4,5 milioni di piante (valori ripresi nelle note tecniche di ANCI e documentazione tecnico-amministrativa). Questa variazione ha modificato in modo significativo scala e ambizione del programma originario.
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
Molti enti locali hanno dovuto riformulare i progetti, ridurre estensioni o modulare la dotazione per la manutenzione, con effetti sulla qualità e sulla durata degli impianti.
Le criticità più ricorrenti segnalate dagli attuatori sono le carenze di strutture tecniche interne per la gestione complessa dei progetti, i ritardi nelle procedure di gara e nelle convenzioni, le difficoltà nella rendicontazione e coordinamento multilivello.
Sull’effettiva conversione finanziaria in interventi reali la situazione è ancora eterogenea, rapporti governativi e documenti di monitoraggio indicano che la rendicontazione e la spesa effettiva avvengono con ritmi molto diversi tra territori e che una quota rilevante delle risorse si trova ancora in fase di progettazione o gara.
La “Sesta relazione” al Parlamento e i report istituzionali mostrano un avanzamento della misura ma anche criticità nell’attuazione e nella tempestività delle spese. Per questo motivo è corretto affermare che, alla metà del 2025, l’attuazione complessiva del programma risultava ancora insufficiente a tradurre pienamente le promesse numeriche iniziali in risultati omogenei su tutto il territorio nazionale.
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
Esempi locali mostrano la dispersione dei risultati: Roma, che è soggetta ai progetti di forestazione collegati al PNRR, ha dichiarato la messa a dimora di decine di migliaia di alberi, infatti si parla di circa 115.000 tra alberi e arbusti in fasi progettuali recenti, mentre altre città risultano molto lontane dal raggiungimento delle quote previste o ancora ferme alla fase progettuale.
È dunque evidente la forte disomogeneità territoriale nell’implementazione. Un ulteriore problema emerso nella fase di realizzazione è la calendizzazione compressa delle piantagioni, in molti casi la messa a dimora di alberi è avvenuta su tempi stretti, senza garantire una preparazione del suolo adeguata o un piano di manutenzione pluriennale efficacemente finanziato.
Questo ha prodotto, in diverse località, tassi preoccupanti di mortalità delle piantine e il rischio che la forestazione resti un “verde teorico” più che un’infrastruttura resiliente e durevole. Parallelamente, la governance dell’intervento è rimasta per molti aspetti episodica, il PNRR è uno strumento straordinario per definizione e non ha costituito un sistema stabile e continuo di coordinamento tra Comuni, Città metropolitane, Regioni e Ministeri.
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
Da tutto ciò emerge una lezione chiave, la natura e la gestione del capitale arboreo non si prestano a orizzonti finanziari e amministrativi di breve termine. Gli alberi e le infrastrutture verdi richiedono orizzonti biologici e gestionali pluriennali; pertanto, interventi finanziati come misure straordinarie devono essere accompagnati da norme che assicurino continuità, responsabilità e strumenti di gestione a lungo termine.
Per trasformare la forestazione urbana avviata dal PNRR in una politica pubblica duratura occorrono misure normative e strumenti operativi strutturali, tra cui: criteri uniformi e vincolanti per la qualità delle piante, substrati, irrigazione e distanze, e standard per le opere accessorie; obblighi di cura pluriennale (es. piani triennali/quinquennali di manutenzione e sostituzione delle fallanze); un censimento nazionale del verde urbano e indicatori di performance per monitorare sopravvivenza, servizi ecosistemici e manutenzioni; responsabilità amministrative chiare tra livelli territoriali e revisione degli strumenti di gara per favorire competenze qualificate; strumenti finanziari stabili (es. fiscalità ecologica, contributi vincolati, incentivi alla gestione) che affianchino fondi episodici; programmi di formazione e qualificazione professionale per tecnici pubblici e operatori privati coinvolti nella filiera della forestazione urbana.
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
A ridosso della scadenza del 2026, tuttavia, l’analisi dello stato di avanzamento della misura M2C4 – Investimento 3.1 (“Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano”) mostra luci e ombre che impongono una riflessione di carattere sistemico.
Il quadro che emerge evidenzia la necessità di una nuova normativa nazionale in grado di proseguire oltre la dimensione straordinaria del PNRR, trasformando interventi isolati in una strategia permanente.
Una riforma organica della normativa nazionale sul verde urbano, capace di accompagnare e consolidare quanto avviato dal PNRR. Occorre quindi di una riforma profonda e organica della Legge 10/2013, che, rafforzi l’integrazione del verde nei piani urbanistici, che definisca standard minimi di qualità progettuale e gestionale, che introduca responsabilità chiare per gli enti locali, che promuova strumenti finanziari stabili, meccanismi di fiscalità ecologica e modelli gestionali innovativi infine che garantisca il coordinamento multilivello e la coerenza con i nuovi regolamenti europei e con l’articolo 9 della Costituzione.
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
Il PNRR non è stato un fallimento totale, ha avviato un processo, ha messo in moto energie, ha obbligato le amministrazioni a confrontarsi con la forestazione urbana su scala mai tentata prima.
Ma il suo vero limite è intrinseco, è un programma straordinario per definizione temporaneo.
Se l’Italia vuole realmente trasformare le città in luoghi più vivibili, resilienti, salubri e in linea con l’articolo 9 della Costituzione, deve compiere il passo successivo: un quadro normativo stabile che erediti e renda duraturi gli investimenti del PNRR. Il 2026 non deve segnare la fine di una “stagione ecologica”, ma l’inizio di una politica del verde urbano solida, organica e permanente.
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
*Dott. Agr. Giuseppe Sarracino, Vice Presidente Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini
L’esperienza del PNRR non è da gettare: ha mobilitato risorse, creato attenzione e sperimentato azioni su scala superiore a quanto visto finora in Italia. Ma il suo limite essenziale resta la temporaneità. Se l’Italia vuole trasformare le città in luoghi più vivibili, resilienti e in piena coerenza con i principi di tutela del paesaggio e dell’ambiente (art. 9 Cost.), è necessario un quadro legislativo nazionale stabile che erediti, coordini e renda permanenti gli investimenti e i risultati avviati dal PNRR.
Note sulle correzioni e sulle fonti utilizzate
- Confermato: la dotazione iniziale dell’Investimento 3.1 era di 330 milioni di euro e l’obiettivo iniziale indicato nel Piano era la messa a dimora di 6,6 milioni di alberi nelle 14 Città metropolitane (obiettivo T4-2024). (ISPRA)
- Aggiornato: documentazione tecnica e report di ANCI e altri attori istituzionali riportano una riprogrammazione che porta a una riduzione delle risorse operative e a un obiettivo rivisto (indicatori riportano una riprogrammazione verso ~210 milioni e un target operativo ridotto ~4,5 milioni). Ho aggiornato il testo per riflettere questa riprogrammazione e la sua implicazione pratica. (ANCI)
- Adattato: la frase che indicava una cifra precisa di spesa “solo 23,7 milioni spesi al 30 giugno 2025” non trovava conferma diretta in documentazione istituzionale accessibile in modo univoco; per evitare di riproporre un dato non verificato ho riformulato richiamando i rapporti di monitoraggio e la Sesta relazione al Parlamento che descrivono un’avanzata lenta e disomogenea della rendicontazione e della spesa. Se desideri che reinserisca una cifra specifica (con riferimento puntuale), posso cercare il singolo report/registazione ReGiS che la certifichi (ma per ora nelle fonti istituzionali pubbliche più diffuse non è presente la cifra esatta 23,7 M€). (osservatoriorecovery.it)
- Confermato: la situazione locale è variabile: per Roma esistono comunicazioni istituzionali e reportage che riportano l’impianto di decine di migliaia di alberi in varie fasi (una fonte giornalistica riporta circa 115.000 alberi/arbusti messi a dimora in alcune aree e fasi recenti). Ho mantenuto l’esempio di Roma come caso rappresentativo della forte eterogeneità territoriale. (La Capitale)
PNRR e Verde Urbano: tra ambizioni e limiti
Se ti è piaciuto questo articolo, potrebbe interessarti anche:
PNRR
Ambiente su UNOeTRE.it
Su Amazon buone offerte anche per i libri di Scuola
Cerca e acquista i tuoi libri da qui su Amazon
Affiliate Disclosure
Iscrizione volontaria e gratuita alla Newsletter di UNOeTRE.it
TikTok di UNOeTRE.it – VIDEO – clicca qui appresso https://www.tiktok.com/@unoetre.it
oppure
TIKTOK di UNOeTRE.it – VIDEO – Clicca sulla barra rossa qui sotto per utilizzare la raccolta. L’anteprima qui appresso è solo una piccola rassegna dei video raccolti
Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni


